{"@context":"http://iiif.io/api/presentation/2/context.json","@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/1846","@type":"sc:Manifest","label":"Conferenza internazionale di Algeri (1-4 luglio 1976) - Dichiarazione universale dei diritti dei popoli","rendering":{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/oggetti/1846-conferenza-internazionale-di-algeri-1-4-luglio-1976-dichiarazione-universale-dei-diritti-dei-popoli","format":"text/html","label":"Full record view"},"metadata":[{"label":"Tipologia","value":"Sottoserie"},{"label":"Storia istituzionale/Biografia","value":"Il 4 luglio 1976, a conclusione di un colloquio internazionale tenutosi ad Algeri al Palais des Nations, venne emanata la \"Dichiarazione universale dei diritti dei popoli\" (definita genericamente Carta di Algeri), documento finalizzato a far valere i diritti politici ed economici dei popoli, anticipando concetti e principi che successivamente saranno - almeno parzialmente - acquisiti dal diritto internazionale. <br />\nLa Conferenza di Algeri, organizzata su iniziativa di Lelio Basso e promossa dalla Fondazione internazionale Lelio Basso per il diritto e la liberazione dei popoli insieme alla Lega internazionale per i diritti e la liberazione dei popoli, nacque dalla collaborazione tra gruppi di giuristi, economisti e di uomini politici sia dei paesi industrializzati che del Terzo mondo, da un gran numero di rappresentanti dei movimenti per la liberazione dei popoli (popoli travagliati dalla guerra o dalla repressione, come il popolo palestinese, la Giordania, l'Eritrea, l'Iran, il Sahara occidentale, i paesi dell'Africa australe, Cile, Argentina, Bolivia, et al.), da numerose organizzazioni non-governative, oltre da esponenti significativi del movimento internazionale per la promozione dei diritti dei popoli.<br />\nLa scelta di Algeri come sede e non di altre metropoli più prestigiose, dove forse anche la stampa avrebbe offerto più spazio e attenzione, fu una scelta politica precisa: Algeri è un importante punto di riferimento per i paesi non allineati; è la capitale di una nazione che ha duramente lottato per liberarsi dalla dominazione coloniale; è in Africa, cioè in un continente che ha da sempre contato molti paesi in lotta per l'indipendenza politica ed economica. Sono caratteristiche significative che si voleva segnassero fin dal nascere la Carta proposta dalla Fondazione e dalla Lega, che intesero in tal modo continuare e ampliare l'impegno del Tribunale Russell II per l'America Latina.<br />\nLa data di pubblicazione della Carta venne stata scelta di proposito perché segnava la ricorrenza del bicentenario della dichiarazione di Filadelfia: quando i rappresentanti delle tredici colonie inglesi dell'America del Nord approvarono la Dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti redatta da Thomas Jefferson, proclamando il loro diritto di essere liberi e indipendenti dalla Corona Britannica. <br />\nLa dichiarazione di Algeri si apre con un preambolo nel quale sono chiarite le motivazioni e le finalità politiche che hanno ispirato gli autori dell'iniziativa. Nel preambolo, viene affermato il carattere profondamente innovatore, l'orientamento nettamente progressista della Carta, l'intento di contribuire alla liquidazione di quelle forze che continuano a sfruttare i popoli della terra. Senza sottintesi e ambiguità, la Dichiarazione dei diritti dei popoli indica all'opinione pubblica internazionale le forze che di un tale sfruttamento portano la responsabilità. Il preambolo non esita a individuarle nell'imperialismo, in tutte le sue nuove forme e nelle sue manifestazioni di tipo neo-coloniale: ricorso alle imprese multinazionali, utilizzazione di politici corrotti, sostegno a regimi militari fondati sulla repressione poliziesca, la tortura e lo sterminio fisico degli oppositori. Nel condannare decisamente queste forme di dominio e di oppressione, viene solennemente proclamato il diritto per tutti i popoli di liberarsi da ogni ingerenza straniera, di darsi il governo di propria scelta, di lottare per la propria liberazione, di ricevere, a tal fine, l'aiuto di altri popoli.<br />\nSeguono trenta articoli, raggruppati in sette sezioni, che toccano vari aspetti dei diritti dei popoli. Le prime due sono dedicate l'una al diritto all'esistenza e l'altra a quello all'autodeterminazione politica. Le sezioni III, IV e V della Dichiarazione coprono rispettivamente il campo dei diritti economici, del diritto alla cultura e del diritto all'ambiente. La sezione VI affronta il delicato problema delle minoranze e la sezione VII, che è l'ultima, quello ancor più delicato delle garanzie e sanzioni a tutela dei vari diritti enunciati nella Dichiarazione, confermando l'intendimento dei suoi autori di porre le basi di un processo volto ad assicurare gradualmente un'effettiva tutela dei diritti dei popoli, senza limitare il contenuto della Dichiarazione ad una semplice elencazione di tali diritti."},{"label":"Criteri di ordinamento","value":"La serie è stata ordinata da Simona Luciani tra il 2007 e il 2008. Si è trattato sostanzialmente di recuperare l'ordine originario già impostato; sono stati infatti lasciati inalterati i fascicoli originali, pur se contenenti duplicati di documenti."}],"sequences":[{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/1846/sequence/normal","@type":"sc:Sequence","label":"Current Page Order","viewingHint":"individuals","canvases":[]}]}