{"@context":"http://iiif.io/api/presentation/2/context.json","@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/189051","@type":"sc:Manifest","label":"Tripodi Nino","rendering":{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/oggetti/189051-tripodi-nino","format":"text/html","label":"Full record view"},"metadata":[{"label":"Tipologia","value":"Fondo"},{"label":"Storia istituzionale/Biografia","value":"<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;margin-right:0cm;margin-left:0cm;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:115%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">Nino (Antonino) Tripodi nacque l&rsquo;11 gennaio 1911 a Reggio Calabria, citt&agrave; alla quale si sent&igrave; sempre legato. Si laure&ograve; in Giurisprudenza all&rsquo;Universit&agrave; di Messina nell&rsquo;anno accademico 1932-1933, con una tesi in Diritto penale su <i>Le condizioni di vita individuale, famigliare e sociale del reo, in rapporto alla sua capacit&agrave; criminosa</i>, relatore il prof. Eugenio Jannitti Piromallo, che in quegli anni teneva un corso accademico di diritto criminale (E. Jannitti Piromallo, <i>Corso di diritto criminale: esposizione sistematica delle norme del nuovo codice penale</i>, Colombo, Roma 1932).</span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;margin-right:0cm;margin-left:0cm;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:115%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">Ma Tripodi, bench&eacute; molto giovane, gi&agrave; aveva intessuto rapporti impegnativi e si era concentrato in ricerche storico-filologiche. I rapporti riguardavano la sua militanza nei Gruppi d&rsquo;azione c&ograve;rsa, associazione ramificata in sezioni (&ldquo;Gruppi&rdquo;) che radunava gli irredentisti italiani abitanti nell&rsquo;isola e che reclutava adepti in tutta Italia, con l&rsquo;obiettivo di rendere la Corsica all&rsquo;antica madrepatria ideale. La documentazione attesta rapporti epistolari di Tripodi con i capi dell&rsquo;associazione. &Egrave; probabile che egli sia stato tra i fondatori del Gruppo di azione c&ograve;rsa di Reggio Calabria il 12 ottobre 1930, intitolato a Domenico Romeo, patriota calabrese ucciso durante i moti della citt&agrave; del 1847. La partecipazione attiva di Tripodi si esplicava nel proselitismo che lo vedeva diffondere le idee e le attivit&agrave; dell&rsquo;associazione attraverso comizi, indizione di manifestazioni, distribuzione di copie dell&rsquo;edizione c&ograve;rsa de &laquo;Il Telegrafo&raquo; di Livorno, localit&agrave; dove, in virt&ugrave; della relativa vicinanza geografica, esisteva un vivace Comitato irredentisti c&ograve;rsi, protagonista del quale era il prof. Francesco Guerri, noto come &ldquo;Minuto Grosso&rdquo;, direttore della rivista &laquo;Corsica antica e moderna&raquo;, entusiasta dell&rsquo;ardore del giovane reggino per la causa. Oltre ai rapporti con Guerri, frequenti erano i contatti di Tripodi con il Gruppo d&rsquo;azione c&ograve;rsa per la Sicilia, animato dal prof. Edmondo Pellegrini, il quale lo istruiva circa l&rsquo;organizzazione del suo Gruppo e gli raccomandava l&rsquo;abbonamento all&rsquo;&laquo;Archivio storico di Corsica&raquo; di Gioacchino Volpe. Il 28 marzo 1933 Tripodi tenne la &ldquo;terza lettura&rdquo; del Corso organizzato dall&rsquo;Istituto nazionale fascista di cultura al Liceo Tommaso Campanella di Reggio sul tema &ldquo;L&rsquo;italianit&agrave; della Corsica&rdquo;. Annotava Tripodi nel diario del Gruppo: &laquo;La bandiera c&ograve;rsa istoria la parete di centro&raquo; dell&rsquo;aula magna del liceo.</span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;margin-right:0cm;margin-left:0cm;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:115%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">Le ricerche storiche cui Tripodi si era dato in concomitanza con l&rsquo;impegno universitario riguardarono lo studio di due figure di spicco del processo risorgimentale in Calabria. Tali ricerche portarono nel 1932 alla pubblicazione de <i>I fratelli Plutino nel Risorgimento italiano</i>, affresco non solo dell&rsquo;avventurosa vita di Agostino e Antonino Plutino, ma anche delle rivoluzioni meridionali che accompagnarono il riscatto di quelle terre dal regime borbonico: a supporto Tripodi port&ograve; documentazione inedita sulle insurrezioni della Calabria ottocentesca. Lo studio, pubblicato a Messina per i tipi delle Industrie grafiche meridionali, fu il risultato del riordinamento dell&rsquo;archivio dei Plutino, commissionato al giovane laureando dal direttore del Civico Museo di Reggio Calabria. Il volume fu notato dallo storico del Risorgimento Nello Rosselli, che lo recens&igrave; nell&rsquo;&laquo;Archivio storico per la Calabria e la Lucania&raquo; e ne rilev&ograve; l&rsquo;acerba consapevolezza (N. Rosselli, <i>Recensione</i> a<i> I fratelli Plutino nel Risorgimento italiano. Con particolari cenni alle rivoluzioni locali del 1847-48-60, </i>di Nino Tripodi, in &laquo;Archivio storico per la Calabria e la Lucania&raquo;, III (1933), 1, pp. 133-137). Altri suoi brevi studi di storia risorgimentale calabrese furono pubblicati dal 1931 su &laquo;La Gazzetta&raquo; di Reggio Calabria, compresa la replica alla recensione di Rosselli (7 giugno 1933).</span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;margin-right:0cm;margin-left:0cm;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:115%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">L&rsquo;impegno politico di Tripodi, maturato con l&rsquo;adesione ai Gruppi d&rsquo;azione c&ograve;rsa, prosegu&igrave; con l&rsquo;attivit&agrave; nei Gruppi universitari fascisti. Ricopr&igrave; la carica di segretario del Guf di Reggio Calabria ma interruppe la militanza per arruolarsi con il Battaglione universitario di volontari &ldquo;Curtatone e Montanara&rdquo; e combattere durante la campagna per la conquista dell&rsquo;Etiopia. Egli ferm&ograve; il ricordo di quell&rsquo;esperienza nell&rsquo;articolo <i>XIII dicembre XIV. Il &ldquo;Curtatone e Montanara&rdquo; nella rievocazione di una tappa eroica</i> nel periodico &laquo;L&rsquo;Appello&raquo;, organo dei fascisti universitari siciliani, e afferm&ograve; che il motivo della partenza dei giovani risiedette nel &laquo;fascio di forze etiche e storiche&raquo; che avvertivano &laquo;la necessit&agrave; di costruire anche noi qualcosa di nostro, di scriverla anche noi una data sul blocco storico della Patria &raquo; (in &laquo;L&rsquo;Appello&raquo;, 15 dicembre 1937). Durante i combattimenti invi&ograve; alcune corrispondenze dal fronte per &laquo;La Gazzetta&raquo; di Reggio Calabria (3 giugno 1936) e &laquo;Libro e moschetto&raquo;, il settimanale dei Gruppi fascisti universitari (27 giugno 1936).</span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;margin-right:0cm;margin-left:0cm;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:115%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">Tornato dall&rsquo;A.O.I., riprese l&rsquo;impegno nei Guf ed entr&ograve; a far parte della segreteria centrale, che aveva sede in Palazzo Littorio a Roma. Fu durante questo periodo che elabor&ograve; una serie di proposte con il fine della valorizzazione della documentazione prodotta per la Mostra della Rivoluzione fascista e per l&rsquo;istituzione di un servizio storico del Pnf, essendo stato incaricato nell&rsquo;estate 1941 di sovrintendere all&rsquo;ordinamento storico della Mostra stessa. Relazionando ad Alfredo Cucco e a Renato della Valle, vicesegretari del Pnf, circa il valore della Mostra rielaborata per il Ventennale, Tripodi ribad&igrave; la necessit&agrave; di dare seguito al Foglio d&rsquo;ordini del Pnf del 28 ottobre 1941, dove si auspicava la creazione di un Centro di studi storici presso la Mostra, perch&eacute; essa &laquo;nelle sue attuali condizioni rappresenta un compromesso tra un intento propagandistico non raggiunto, essendo stato diverso il programma iniziale dei costruttori e ordinatori, e un intento scientifico non attuato&raquo; (Tripodi a Cucco e Della Valle, 19 maggio 1942). Come si sa, a causa delle vicende belliche il proposito non venne attuato. Ma in una delle sezioni della Mostra egli aveva esposto circa 2000 documenti relativi alla storia del fascismo dai primordi, mentre ne teneva in serbo altri 16000 da divulgare in seguito.<br />\r\nIntanto Tripodi era entrato a far parte della C</span></span><span style=\"line-height:150%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">ommissione giudicatrice del concorso per una monografia sulla mistica del razzismo fascista, indetto dalla </span></span></span>Scuola di mistica fascista Sandro Italico Mussolini alla fine del 1939, cui parteciparono alcuni studenti universitari. La monografia risultata vincitrice fu quella di Enzo Leoni.</p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;margin-right:0cm;margin-left:0cm;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:115%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">In quel torno di tempo Tripodi si applic&ograve; altres&igrave; allo studio, che sfoci&ograve; in una pubblicazione, delle modalit&agrave; di &laquo;accostamento spirituale degli studenti agli operai&raquo;, secondo i principi corporativi che non prevedevano diaframmi tra diverse competenze - e quindi settori sociali - e non ostacolavano, anzi promuovevano, la &laquo;fusione dell&rsquo;elemento direttivo ed esecutivo&raquo; al fine della &laquo;corporativizzazione integrale del sistema produttivo&raquo; (N. Tripodi, <i>La pratica del lavoro nell&rsquo;ordine universitario</i>, in &laquo;Rivista del lavoro&raquo;, VIII (1939), n. 5). Non erano comunque infrequenti suoi interventi in questo campo in quotidiani e riviste, a partire dal 1937, come in &laquo;L&rsquo;Appello&raquo; nell&rsquo;agosto di quell&rsquo;anno. La riflessione partiva anche dalla convinzione dell&rsquo;opportunit&agrave; di coinvolgere i Guf nei direttori dei sindacati nazionali e periferici, come era peraltro stabilito dall&rsquo;art. 20 del <i>Regolamento</i> dei Gruppi, che prevedeva lo svolgimento dell&rsquo;opera di assistenza e tutela verso i propri iscritti da parte delle sezioni diplomati e laureati nei primi anni della loro vita professionale. A proposito del <i>Regolamento</i>, quando nel 1941 ne fu approntato il progetto per rinnovarlo, Tripodi osserv&ograve; che esso appariva orientato verso un&rsquo;organizzazione a carattere militare: errore grossolano, a suo parere, dato che era vivo presso i giovani, anche nella G.I.L., il bisogno di spostarsi &laquo;su un piano spirituale e politico, essendosi rivelata insufficiente alla formazione di un nuovo tipo di italiano&raquo; un&rsquo;educazione basata sull&rsquo;addestramento fisico e militare, come dimostrato da sondaggi effettuati in quel periodo su studenti universitari per verificarne il grado di maturit&agrave; spirituale e politica.</span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;margin-right:0cm;margin-left:0cm;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:115%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">Dalla fine degli anni Trenta Tripodi, che nel 1938 aveva vinto i Littoriali della cultura e dell&rsquo;arte, svoltisi a Palermo (fu proclamato littore di dottrina del fascismo), tenne lezioni nel corso di dottrina dello Stato presso la Scuola di mistica fascista e nei Corsi di preparazione politica per i giovani, il cui programma, da lui redatto, prevedeva lo studio dell&rsquo;ordinamento dello Stato, dell&rsquo;ordinamento e delle funzioni del Pnf e delle organizzazioni dipendenti, della politica imperiale italiana, della politica della razza, della cultura militare.</span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;margin-right:0cm;margin-left:0cm;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:115%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">La laurea in Giurisprudenza lo aveva condotto alla professione di avvocato nonch&eacute; &ndash; ma ci&ograve; anche per competenze acquisite in seguito - all&rsquo;assistentato nella facolt&agrave; di Scienze politiche dell&rsquo;Universit&agrave; di Roma presso la cattedra di dottrina dello Stato di Carlo Costamagna e poi in quella di dottrina del fascismo di Emilio Bodrero. In seguito, nel giugno 1942, consegu&igrave; la libera docenza in storia e dottrina del fascismo, che insegn&ograve; nelle Universit&agrave; di Roma e Bologna. Appartiene a questo periodo, per lui fervido di produzione scientifica, la stesura del volume <i>Il pensiero politico di Vico e la dottrina del fascismo</i>, dove l&rsquo;autore indica un collegamento tra la filosofia di Vico e la dottrina fascista, collegamento dato dallo sguardo storicistico che sia il pensatore napoletano sia il fascismo avevano nell&rsquo;interpretazione dei fatti umani intesi come azioni collettive derivanti dal comune sentire, dalla percezione di appartenere a un &ldquo;popolo&rdquo;, a una &ldquo;nazione&rdquo;. Pubblic&ograve; inoltre <i>Esempi fondamentali della prassi politica italiana</i>, raccolta delle lezioni per il corso di Storia e dottrina del fascismo nell&rsquo;anno accademico 1942-1943 a Bologna, dove solo l&rsquo;ultimo capitolo, il V, tratta delle <i>Voci realistiche nel primo biennio di governo fascista</i>,<i> </i>mentre i precedenti rivolgono l&rsquo;attenzione allo svolgimento del pensiero e dell&rsquo;azione politica italiana attraverso i secoli, a partire dal mondo romano, non tralasciando di considerare i filosofi tedeschi, francesi e inglesi, padri delle &ldquo;rivoluzioni dottrinarie&rdquo;, come sono definite nel testo.</span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;margin-right:0cm;margin-left:0cm;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:115%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">Tra il 1940 e il 1942 organizz&ograve; e partecip&ograve; a diversi convegni dei Gruppi universitari fascisti, come i convegni italo-tedeschi di Bologna (1940) e di Torino (1941), il Convegno nazionale di geopolitica a Roma (1941) e quello italo-nipponico tenuto a Rimini (1941).</span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;margin-right:0cm;margin-left:0cm;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:115%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">Durante la Seconda guerra mondiale fu vice segretario federale comandato della Federazione fascista di Teramo, prima di arruolarsi volontario per il conflitto.</span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;margin-right:0cm;margin-left:0cm;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:115%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">L&rsquo;8 settembre lo prostr&ograve;, e scrivendo alla moglie poco dopo la notizia della resa le espose i sentimenti che lo dilaniavano, privo di &laquo;quel dominio di me stesso che l&rsquo;alta ora storica imporrebbe&raquo;. &laquo;&Egrave; un intero sistema ideale che crolla&raquo;, e l&rsquo;immagine della patria tradita lo condusse a non avere &laquo;pi&ugrave; speranza n&eacute; fede alcuna negli uomini. Resta speranza e fede nella Provvidenza di Dio&raquo;, dopo che &laquo;la misera vicenda politica si &egrave; cos&igrave; tragicamente frantumata&raquo;. Si diceva pronto a qualunque sacrificio per la patria, tanto pi&ugrave; quando &laquo;si indossa la divisa che dovrebbe servire a farla sempre pi&ugrave; grande&raquo;</span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;margin-right:0cm;margin-left:0cm;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:115%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">Circa l&rsquo;adesione alla Repubblica sociale italiana, la posizione di Tripodi &egrave; nebulosa. In anni successivi apparvero notizie di stampa che mettevano in dubbio tale adesione, accusando l&rsquo;esponente missino di atteggiamento ambiguo dopo il 25 luglio e di aver avuto un comportamento attendista dopo l&rsquo;8 settembre, anche per aver rifiutato, secondo alcune testimonianze, il trasferimento nel territorio della Rsi. Tripodi respinse sempre con sdegno queste accuse, arrivando a minacciare azioni legali per difendere la sua verit&agrave;, cio&egrave; che &laquo;di quel che ho fatto dopo il 25 luglio 1943 fanno fede i miei documenti politici e militari, il mio insegnamento di dottrina del fascismo nel 1944 all&rsquo;Universit&agrave; di Roma, la diffida di polizia e il decreto di condanna in Reggio da parte della Commissione a carico dei fascisti politicamente pericolosi, la perdita dell&rsquo;insegnamento universitario e l&rsquo;epurazione dall&rsquo;Inail, la fondazione e la direzione del settimanale fascista &laquo;Rataplan&raquo; prima ancora che il Msi nascesse, l&rsquo;ininterrotta e mai incrinata azione al servizio del partito dal giorno della sua costituzione a oggi&raquo;, come scrisse il 2 luglio 1958 a Rocco Macr&igrave;, direttore del quindicinale di Reggio Calabria &laquo;Il Cittadino&raquo;, sostenendo la genuinit&agrave; della sua scelta.</span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;margin-right:0cm;margin-left:0cm;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:115%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">Il dopoguerra, con l&rsquo;agitarsi degli ambienti dei reduci, degli ex combattenti, dei fedeli al passato regime, vide Tripodi, gi&agrave; interdetto dai diritti politici nel 1945, impegnato quale redattore capo del giornale &laquo;Rataplan&raquo;, fondato il 10 agosto 1946 e diretto da Arnaldo Genoino con l&rsquo;obiettivo di <i>Pacificare!</i> (dal titolo di un articolo del direttore) l&rsquo;avvelenato clima politico onde procedere subito a un&rsquo;agibilit&agrave; politico-sociale degli appartenenti al mondo passato, impazienti di rientrare a pieno titolo nell&rsquo;agone della <i>polis</i>. Tripodi era dunque tra questi, e fu concorde con il suo direttore quando l&rsquo;11 novembre 1946, nel n. 14, il loro giornale lanci&ograve; l&rsquo;&rdquo;Appello per una Lega di difesa nazionale&rdquo; indirizzato a organi di stampa di area, come &laquo;Manifesto&raquo;, &laquo;La Rivolta ideale&raquo;, &laquo;Il Merlo giallo&raquo;, &laquo;Meridiano d&rsquo;Italia&raquo;, &laquo;La Gazzetta del luned&igrave;&raquo; e altri, ricevendo molte risposte positive che poco dopo consentirono, grazie anche a ulteriori iniziative di soggetti diversi, la nascita del Movimento sociale italiano il 26 dicembre dello stesso anno. Tripodi per&ograve; il 30 novembre si era dimesso dalla carica di responsabile della redazione per contrasti con l&rsquo;amministratore unico, nonch&eacute; proprietario, del giornale, Costantino Patrizi, che proprio quel giorno aveva liquidato il direttore Genoino. In realt&agrave; indagini storiografiche hanno accertato il diverso inquadramento della rinascita politica di alcuni ex esponenti del Ventennio rispetto a quello sostenuto dall&rsquo;ex direttore di &laquo;Rataplan&raquo;, che, in uno con Tripodi, immaginava un accordo in funzione anticomunista anche con antichi antifascisti come Francesco Saverio Nitti, accordo caldeggiato dal neonato Partito fusionista italiano, il cui nome era gi&agrave; un programma di superamento dell&rsquo;antitesi fascismo-antifascismo, concettualmente diverso dall&rsquo;arroccamento su posizioni &ldquo;nostalgiche&rdquo; che si intravedevano in alcuni protagonisti della nascita del Msi.</span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;margin-right:0cm;margin-left:0cm;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:115%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">Nel frattempo, tra la fine del 1945 e l&rsquo;inizio del 1946, con Salvatore Gatto, gi&agrave; vicesegretario del Pnf, e altri personaggi aveva costituito l&rsquo;Unione sindacale italiana, organizzazione che, riprendendo la denominazione corridoniana, voleva fornire un punto di riferimento sindacal-corporativo ai lavoratori gi&agrave; fascisti. L&rsquo;iniziativa non ebbe seguito, per mancanza di efficace spirito organizzativo in un momento di disorientamento ma offriva un esempio di possibile riunione di forze rinnovate.</span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;margin-right:0cm;margin-left:0cm;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:115%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">Dichiarato il 12 agosto 1948 decaduto dalla libera docenza, conseguita anni prima, Tripodi oppose ricorso chiedendo la commutazione della disciplina, da Storia e dottrina del fascismo in Storia delle dottrine politiche, richiesta che non gli fu riconosciuta.</span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;margin-right:0cm;margin-left:0cm;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:115%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">Dopo l&rsquo;adesione al Movimento sociale italiano (in una nota biografica da lui redatta si legge che &laquo;con il gruppo redazionale [di Rataplan] partecip&ograve; alla fondazione del Msi&raquo;, bench&eacute; &ndash; si &egrave; visto &ndash; il suo appoggio iniziale all&rsquo;evento fu con ogni probabilit&agrave; assai fiacco), Tripodi prese parte attiva all&rsquo;azione politica del Partito, inizialmente con cariche regionali calabresi ma anche entrando nel Comitato centrale, per poi divenire segretario nazionale amministrativo e vicesegretario politico.</span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;margin-right:0cm;margin-left:0cm;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:115%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">Intanto egli proseguiva l&rsquo;attivit&agrave; forense: in particolare, nel 1955 assunse la difesa di alcuni giovani aderenti al Msi, tra cui Massimo Anderson, Arturo Bellissimo, Giulio Caradonna, Mario Gionfrida, Adalberto Baldoni, per la loro partecipazione a una manifestazione non autorizzata che si svolse in seguito alla rivelazione dell&#39;accusa di omicidio a carico del deputato comunista Emilio Sereni.</span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;margin-right:0cm;margin-left:0cm;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:115%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">Qualche anno dopo, nel 1958, promosse, con diversi intellettuali di orientamento analogo, l&rsquo;Istituto nazionale di studi politici ed economici (Inspe), ente che affiancava il Partito con lo scopo di creare una solida base culturale da proporre e tradurre in azione politica. Tra i suoi aderenti vi furono personalit&agrave; di primo piano dell&rsquo;intellettualit&agrave; italiana, fra gli altri Gioacchino Volpe, Alberto Asquini, Giorgio Del Vecchio, Marino Gentile, Piero Operti, Antonino Pagliaro; ancora, vi aderirono Vanni Teodorani, Fausto Belfiori, Giuseppe Tricoli, Primo Siena, Dino Grammatico, Gaetano Rasi e molti altri. Tra il 1959 e il 1974 l&rsquo;Inspe organizz&ograve; diversi convegni, sui problemi del Mezzogiorno e dell&rsquo;agricoltura italiana, sui partiti politici, sulla questione mediorientale, in modo da dare chiavi di lettura valide per un&rsquo;azione politica della Destra coerente e meditata, anche se nel passaggio delle suggestioni proposte si perse il mordente, vanificando l&rsquo;apporto pure necessario a un Partito talvolta impermeabile alle aperture culturali.</span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;margin-right:0cm;margin-left:0cm;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:115%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">Nel 1958 Tripodi fu eletto deputato nella Circoscrizione XXVII (Catanzaro), tenendo il mandato parlamentare per sei legislature consecutive, dalla III alla VIII, fino al 1983. La sua fu un&rsquo;azione politica in continua relazione con la cultura, il pensiero, come dimostrano i tanti opuscoli e le monografie da lui pubblicati in quegli anni, proseguendo il cammino intrapreso in giovent&ugrave;. Fece parte di numerose Commissioni parlamentari, pi&ugrave; di frequente delle Commissioni Lavori pubblici (legislature III, VI e VII), Finanze e tesoro (legislature III e IV), Affari della Presidenza del Consiglio, affari interni e di culto, enti pubblici (legislature VI e VII). 282 furono in totale i progetti di legge da lui presentati, sia quale promotore sia quale firmatario, su materie svariate come l&rsquo;istruzione, l&rsquo;economia, la difesa, nonch&eacute; di natura costituzionale, come le proposte sull&rsquo;estensione del diritto di voti ai cittadini italiani residenti all&rsquo;estero.</span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;margin-right:0cm;margin-left:0cm;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:115%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">I suoi interventi in aula e in Commissione furono complessivamente 144. Gli argomenti preferiti riguardarono la sua terra d&rsquo;origine, la Calabria, e le provvidenze per lo sviluppo della regione, il terrorismo, data l&rsquo;esplosione di violenze che caratterizz&ograve; gli anni Settanta-Ottanta, e naturalmente la cultura latamente intesa, con discorsi sui nuovi accordi tra Stato italiano e Chiesa cattolica (nel 1959 aveva pubblicato <i>I Patti lateranensi e il fascismo</i> per i tipi dell&rsquo;editore Cappelli di Bologna), sul dissenso culturale e la persecuzione degli intellettuali nell&rsquo;Urss, sulle riforme scolastiche susseguitesi nel tempo. Molti di tali discorsi sono custoditi nel suo archivio in forma di opuscolo.</span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;margin-right:0cm;margin-left:0cm;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:115%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">L&rsquo;attivit&agrave; giornalistica unita a quella politica divenne poi la sua vera ragione di vita. La collaborazione a testate fiancheggiatrici del Partito fin dai primordi, da &laquo;La Fiamma&raquo; di Reggio Calabria a &laquo;Rosso e Nero&raquo;, da &laquo;Meridiano d&rsquo;Italia&raquo; a &laquo;Il Borghese&raquo;, infine, dal 1969, per tredici anni, la direzione de &laquo;Il Secolo d&rsquo;Italia&raquo; - in quest&rsquo;ultima veste seguendo quasi per intero la parabola almirantiana - fecero di lui un combattente della carta stampata che si rivel&ograve; arguto polemista e appassionato intellettuale. </span></span><span style=\"line-height:150%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">Nel tempo utilizz&ograve; anche diversi pseudonimi, Tullio Gai, Cola Vandeano, Giorgio Serapo, Nino Romano, Leo Falena, e nell&rsquo;immediato dopoguerra probabilmente anche Elica e Il giudice Samiver. </span></span><span style=\"line-height:115%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">Proseguiva in parallelo la sua attivit&agrave; pubblicistica. Nel 1954 aveva scritto <i>Logica della gerarchia</i>, un pamphlet polemico verso le distorsioni della democrazia e l&rsquo;egualitarismo comunista con una dissertazione sulla validit&agrave; dell&rsquo;istituto gerarchico, che comparve quale supplemento a &laquo;Lotta politica&raquo;, in quel momento l&rsquo;organo del Msi. Alcuni anni pi&ugrave; tardi, nel 1971, con il volume <i>Il fascismo secondo Mussolini</i> (Edizioni del Borghese, Milano) intese presentare il movimento politico cos&igrave; come, a suo parere, era stato ideato e plasmato dal suo stesso creatore, insomma il fascismo visto da chi lo volle e lo pens&ograve;, senza i filtri dovuti a interpretazioni di radici differenti.</span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;margin-right:0cm;margin-left:0cm;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:115%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">Ma la fama maggiore gli deriva dall&rsquo;aver pubblicato <i>Italia fascista in piedi! Memorie di un littore</i> (Edizioni de Il Borghese, Milano, 1<sup>a</sup> ed. 1960), che cont&ograve; numerose edizioni, dove l&rsquo;autore passa in rassegna i partecipanti ai Littoriali, costituenti poi il nerbo della classe politica dell&rsquo;Italia democratica, volendo con ci&ograve; stigmatizzare il disinvolto passaggio all&rsquo;antifascismo di tanti personaggi convinti sostenitori un tempo del vecchio regime, al punto da concorrere a una &ldquo;gara&rdquo; che aveva come scopo conclamato la selezione della futura classe dirigente fascista. Analogo tema fu sviluppato, con maggior copia di documentazione e, quindi, di studio, in <i>Intellettuali sotto due bandiere</i> (Ciarrapico, Roma 1978, 2<sup>a</sup> ed. 1981), indagine del mondo della cultura italiano che nel trapasso dal fascismo all&rsquo;antifascismo sostenne &laquo;tesi politiche diametralmente opposte, in un trasformismo allucinante e quasi sempre opportunisticamente sollecitato dalla guerra perduta&raquo; (dalla sinossi del libro, IV di copertina). </span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;margin-right:0cm;margin-left:0cm;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:115%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">Dal 19 dicembre 1979 all&rsquo;11 luglio 1983 Tripodi fu membro dell&rsquo;Assemblea parlamentare del Consiglio d&rsquo;Europa. Nel 1984 fu eletto al Parlamento europeo: in tale sede fece parte della </span></span></span> <span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">Commissione per la cultura e l&#39;istruzione, di cui fu vicepresidente,</span></span></span> <span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:115%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"> nonch&eacute; della Delegazione permanente per i rapporti con la Repubblica popolare cinese: a questo proposito Tripodi intervenne con discorsi in sede parlamentare, anch&rsquo;essi presenti nel suo archivio.</span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;margin-right:0cm;margin-left:0cm;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:115%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">Nella sua qualit&agrave; di direttore de &laquo;Il Secolo d&rsquo;Italia&raquo; nel 1979 promosse l&rsquo;inserto &laquo;Secolo-cultura&raquo;, per incoraggiare e vivificare il dibattito intorno ai temi politico-culturali tra gli intellettuali di area, che avrebbe compreso proposte, osservazioni, richiami a una tradizione culturale che doveva rinnovarsi affrontando temi, problemi e sfide del mondo contemporaneo. Gli interventi furono raccolti nel volume collettaneo <i>Il pensiero di destra propone</i>, edito nel 1980 (Ciarrapico, Roma), seguito da <i>La cultura di Destra tra presente e divenire</i> (Ciarrapico, Roma 1982), opera collettanea anch&rsquo;essa: nell&rsquo;archivio un fascicolo contiene gli articoli di Tripodi apparsi nei due volumi.</span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;margin-right:0cm;margin-left:0cm;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:115%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:115%;\">Il XIII Congresso nazionale del Msi-Dn, svoltosi a Roma nel 1982, vide l&rsquo;ascesa di Tripodi, libero dagli impegni direttivi al &laquo;Secolo&raquo;, dove Almirante aveva chiamato Alberto Giovannini, alla presidenza del Partito. L&rsquo;impegno verso un ruolo politico-culturale di rilievo, che la carica gli conferiva, si manifest&ograve; ancora con l&rsquo;ideazione, nel 1983, delle iniziative indette per ricordare i cento anni dalla nascita di Benito Mussolini. Esse compresero l&rsquo;incontro di Castel Sant&rsquo;Angelo su &ldquo;L&rsquo;Italia tra le due guerre&rdquo; e un convegno itinerante che tocc&ograve; ventuno citt&agrave; italiane. L&rsquo;incontro di Castel Sant&rsquo;Angelo, promosso, oltre che da Tripodi, da Luigi Volpicelli, Francesco Grisi e altri intellettuali, si svolse a Roma nel settembre 1983 con ospiti d&rsquo;eccezione, come il filosofo Augusto Del Noce, gli storici Renzo De Felice e Franco Valsecchi, l&rsquo;ex ministro Salvatore Valitutti, il professor A. James Gregor, lo scrittore Vintila Horia, la ricercatrice Rosaria Quartararo. Il parterre comprendeva ancora fra gli altri Giovanni Volpe, Alberto Giovannini, Marcello Veneziani, Giuseppe Tricoli, Mario Landolfi, Bruno Gatta, Mario Bernardi Guardi. In seguito alla scomparsa di Luigi Volpicelli, alla presidenza fu chiamato l&rsquo;editore Giuseppe Ciarrapico. Una parte degli atti &egrave; pubblicata nel volume <i>Mussolini nel centenario della nascita</i>, edito da Ciarrapico (Roma 1986). Il volume fu presentato a Roma il 19 dicembre 1986 a Castel S. Angelo nella Sala della Biblioteca. Esso non contiene tutte le relazioni svolte nell&rsquo;occasione: nell&rsquo;archivio di Tripodi &egrave; possibile leggere quella tenuta da Augusto Del Noce. C&rsquo;&egrave; da dire che la pi&ugrave; gran parte del volume comprende gli atti del Convegno di cui si diceva, quello organizzato dal Comitato nazionale per il centenario della nascita di Benito Mussolini, presieduto da Vittorio Mussolini con la collaborazione di Tripodi. La manifestazione ebbe luogo in varie citt&agrave; italiane, con ventuno convegni di studio, dal 7 maggio 1983 al 29 luglio 1984. Le localit&agrave; toccate furono Roma, Gardone, Forl&igrave;, Bologna, Palermo, Perugia, Catania, Orvieto, Verona, Napoli, Bari, Pescara, Sabaudia, Milano, Bolzano, Firenze, Cosenza, Venezia, Potenza, Lecce-Catanzaro, di nuovo Forl&igrave;. Tripodi tenne sedici relazioni su temi svariati, da &ldquo;L&rsquo;addio al socialismo&rdquo; a &ldquo;Interrogativi sulla seconda guerra mondiale&rdquo;, da &ldquo;Stampa e democrazia&rdquo; a &ldquo;I messaggi di Giovanni Gentile e di Ugo Spirito&rdquo;,<i> </i>ma nell&rsquo;archivio &egrave; conservata la scaletta di un suo discorso non tenuto su &ldquo;Romanit&agrave; e civilt&agrave; del lavoro&rdquo;.</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;margin-right:0cm;margin-left:0cm;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:115%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">Le due manifestazioni furono concettualmente diverse, si legge nel risvolto di copertina del volume assai probabilmente frutto di una riflessione di Tripodi, l&rsquo;una basata sul rigore scientifico, l&rsquo;altra pervasa di fede ma non agiografica: &laquo;nella sintesi delle posizioni culturali assunte dai partecipanti all&rsquo;una e all&rsquo;altra [&hellip;] &egrave; l&rsquo;indice della valenza storica del fascismo [sintesi che] facilita la conoscenza effettiva dei fatti avvenuti in quel controverso quarto di secolo&raquo;.</span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;margin-right:0cm;margin-left:0cm;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:115%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">Nel 1984 pubblic&ograve; una nuova riflessione sul fascismo, <i>Fascismo cos&igrave;. Problemi di un tempo ritrovato</i> (Ciarrapico, Roma), in cui istitu&igrave; una sorta di parallelismo tra le questioni politiche, sociali e culturali che agitavano gli uomini del Ventennio, presentando le soluzioni realizzate, e i problemi dell&rsquo;attualit&agrave;, con sommessi suggerimenti sui modi di affrontarli prendendo spunto dal passato.</span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;margin-right:0cm;margin-left:0cm;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:115%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">Con il libro <i>Nuvole e simboli</i>, raccolta di novelle, vinse nel 1988 il Premio Benevento.</span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;margin-right:0cm;margin-left:0cm;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:115%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">Negli ultimi mesi di vita si diede alla compilazione del <i>Dizionario mussoliniano</i>, strutturato sulla base di parole, elevate al rango di lemmi, presenti in discorsi o scritti del duce, con corrispondenti definizioni costituite da frasi o periodi o brani tratti da quelli: lo scopo era di attualizzare e storicizzare il suo pensiero e trarne motivo di ispirazione e rielaborazione.</span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;margin-right:0cm;margin-left:0cm;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:115%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">Mor&igrave; nella citt&agrave; natale il 19 agosto 1988.</span></span></span></p>\r\n"},{"label":"Struttura","value":"<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:150%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:16pt;\"><span style=\"line-height:150%;\">Serie 1. Durante il fascismo e nell&rsquo;immediato dopoguerra (1930-1951;1960)</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:150%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:16pt;\"><span style=\"line-height:150%;\">Serie 2. Movimento sociale italiano e scritti sul giornale del Partito (1946-1988)</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin-left:35.35pt;margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:150%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><i><span style=\"font-size:14pt;\"><span style=\"line-height:150%;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottoserie 1. Attivit&agrave; del Partito (1948-1986)</span></span></i></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin-left:35.35pt;margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:150%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><i><span style=\"font-size:14pt;\"><span style=\"line-height:150%;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottoserie 2. Congressi (1948-1988)</span></span></i></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin-left:35.35pt;margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:150%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><i><span style=\"font-size:14pt;\"><span style=\"line-height:150%;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottoserie 3. Personaggi (1949-1973)</span></span></i></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin-left:35.35pt;margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:150%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><i><span style=\"font-size:14pt;\"><span style=\"line-height:150%;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottoserie 4. Comizi e discorsi (1946-1980)</span></span><br />\r\n<span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:150%;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; sottosottoserie 1. Comizi e discorsi vari<br />\r\n&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottosottoserie 2. Discorsi parlamentari</span></span></i></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin-left:35.45pt;margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:150%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><i><span style=\"font-size:14pt;\"><span style=\"line-height:150%;\">&nbsp;&nbsp; sottoserie 5. Articoli</span></span></i></span></span></span> <span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:150%;\"><em><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:150%;\">su </span></span></span></em><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">&laquo;Il </span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:150%;\">Secolo d&rsquo;Italia</span></span></span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">&raquo;</span></span></span> <span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:150%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><i><span style=\"font-size:14pt;\"><span style=\"line-height:150%;\"> e circa il Msi (1958-1985)</span></span></i></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:150%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><i><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:150%;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottosottoserie 1. Articoli </span></span></i></span></span></span> <span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:150%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:150%;\">su </span></span></span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">&laquo;Il </span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:150%;\">Secolo d&rsquo;Italia</span></span></span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">&raquo;</span></span></span> <span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:150%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><i><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:150%;\">e altri periodici facenti capo al Partito<br />\r\n&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottosottoserie 2. Raccolta di articoli tematici comparsi </span></span></i></span></span></span> <span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:150%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:150%;\">su </span></span></span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">&laquo;Il </span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:150%;\">Secolo d&rsquo;Italia</span></span></span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">&raquo;</span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin-left:35.4pt;margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:150%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><i><span style=\"font-size:14pt;\"><span style=\"line-height:150%;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottoserie 6. Attivit&agrave; parlamentare europea (1984-1988)</span></span></i></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin-left:35.4pt;margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:150%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><i><span style=\"font-size:14pt;\"><span style=\"line-height:150%;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottoserie 7. Stampa varia sul Msi (1975-1985)</span></span></i></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:150%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:16pt;\"><span style=\"line-height:150%;\">Serie 3. Altri scritti (1931-1987)</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin-left:70.8pt;margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:150%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:16pt;\"><span style=\"line-height:150%;\">Serie 4. Raccolta di pubblicistica varia (1942-1985)</span></span><i><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:150%;\"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></i></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin-left:35.45pt;margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:150%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><i><span style=\"font-size:14pt;\"><span style=\"line-height:150%;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottoserie 1. Periodici, ritagli stampa (1942-1985)</span></span></i></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin-left:70.8pt;margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><i><span style=\"font-size:14pt;\"><span style=\"line-height:150%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottoserie 2. Fascicoli nominativi (1954-1978)</span></span></span></i></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:150%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:16pt;\"><span style=\"line-height:150%;\">Serie 5. Dizionario mussoliniano (1988)</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:150%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:16pt;\"><span style=\"line-height:150%;\">Serie 6. Raccolta bibliografica (1932-1943)</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:11pt;\"><span style=\"line-height:150%;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:16pt;\"><span style=\"line-height:150%;\">Serie 7. Note biografiche (1987-2002)</span></span></span></span></span></p>\r\n"}],"sequences":[{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/189051/sequence/normal","@type":"sc:Sequence","label":"Current Page Order","viewingHint":"individuals","canvases":[{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/189051/canvas/591828","@type":"sc:Canvas","label":"1","width":3264,"height":2448,"images":[{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/189051/annotation/591828","@type":"oa:Annotation","motivation":"sc:painting","on":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/189051/canvas/591828","resource":{"@id":"https://www.lazio900.it/backend/media/collectiveaccess/images/5/9/1/8/20851_ca_object_representations_media_591828_original.jpg","@type":"dctypes:Image","format":"image/jpeg","width":3264,"height":2448,"service":{"@context":"http://iiif.io/api/image/2/context.json","profile":"http://iiif.io/api/image/2/level2.json","@id":"https://iiiflazio.tocc.promemoriagroup.com/iiif/2/collectiveaccess-images-5-9-1-8-20851_ca_object_representations_media_591828_original.jpg"}}}]}]}]}