{"@context":"http://iiif.io/api/presentation/2/context.json","@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/194131","@type":"sc:Manifest","label":"Dinale Ottavio","rendering":{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/oggetti/194131-dinale-ottavio","format":"text/html","label":"Full record view"},"metadata":[{"label":"Tipologia","value":"Fondo"},{"label":"Storia istituzionale/Biografia","value":"<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Ottavio Dinale nacque a Marostica (Vicenza) il </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">20 maggio </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">1871. &laquo;Il senso della patria e l&rsquo;amore per il paese [&hellip;] io l&rsquo;avevo nel sangue&raquo; - ricordava Dinale verso la fine della vita - grazie ai racconti del padre Giovanni e dei nonni che avevano vissuto le lotte risorgimentali (serie 4. <i>Scritti</i>, b. 16, fasc. 83 <i>Il nuovo volume</i>, p. 6). Ma, accanto alle gesta per l&rsquo;indipendenza italiana, durante l&rsquo;infanzia Dinale ascolt&ograve; le storie &laquo;della oppressione, dello sfruttamento, della miseria, delle sofferenze e del dolore&raquo; (<i>ibid.</i>, p. 6 bis) che i vecchi del suo paese, contadini, piccoli artigiani, &laquo;privati perfino del senso della dignit&agrave; umana, attraverso la storia di infinite oppressioni&raquo; (<i>ibid.</i>, p. 9) avevano patito sia sotto l&rsquo;Austria-Ungheria sia con il Regno d&rsquo;Italia.</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Frequentati il ginnasio a Bassano del Grappa e il liceo a Treviso, si iscrisse alla facolt&agrave; di lettere dell&rsquo;Universit&agrave; di Padova, nonostante le ristrettezze economiche della famiglia, cui suppl&igrave; arruolandosi volontario quale allievo ufficiale. A Padova ebbe come docente Roberto Ardig&ograve; e quali compagni di corso il futuro scrittore Virgilio Brocchi e Luigi Massaretti, divenuto in seguito preside (e aderente al fascismo), che lo inizi&ograve; alle idee socialiste &laquo;di solidariet&agrave; e di amore fra tutti gli uomini, di libert&agrave; e giustizia per tutti, di uguaglianza nel lavoro e nei frutti del lavoro&raquo; (<i>ibid.</i>, p. 21). La predicazione conquist&ograve; Dinale, affascinato dall&rsquo;idea umanitaria di redenzione dei ceti disagiati, da lui ben conosciuti. Gli scriveva Massaretti:</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">pi&ugrave; di tutto ti raccomando la propaganda che [&hellip;] si avvia e si fomenta non tanto colla persuasione e col convincimento, quanto colla simpatia personale; questa ti d&agrave; agio di insinuare a poco a poco le sante idee nell&rsquo;animo dei tuoi compagni ed amici [&hellip;]. Poich&eacute; io temo che l&rsquo;animo tuo nobilmente sdegnoso e ribelle t&rsquo;habbia non di rado [&hellip;] a far trascurare quel certo - savoir faire &ndash; che dobbiamo per opportunit&agrave; prendere a prestito dalla borghesia, ritorcendo contro questa putrida carcassa, per quanto la nostra dignit&agrave; ce lo consenta, ogni sua arma insidiosa [&hellip;]</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">e gli raccomandava la lettura di &laquo;</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Lotta di classe</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">&raquo;</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\"> e </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">&laquo;</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Critica sociale</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">&raquo;</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">; lo esortava inoltre all&#39;acquisto di testi socialisti, come <em><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Socialismo e scienza positiva</span></em> di Enrico Ferri,<em><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\"> Il socialismo e la lotta di classe</span></em> di Ignazio Scarabelli, <em><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Problemi sociali contemporanei</span></em> di Achille Loria (serie 1. <i>Corrispondenza</i>, b. 1, fasc. 1, lettera di Massaretti del 17 mar. 1895).</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Laureatosi il 12 novembre 1895, poco prima, il 21 settembre, Dinale aveva sposato Marcella Vendramin (D. Fabiano, <i>Dinale, Ottavio</i>, in <i>Dizionario biografico degli italiani</i>, </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">vol. 40, Istituto della Enciclopedia italiana, Roma 1991), dalla quale ebbe presto una figlia, Annita - chiaro riferimento alla moglie di Garibaldi -, scomparsa in tenera et&agrave;; seguirono Leuzira (1898, nome probabilmente diffuso in terra brasiliana, ove il padre soggiorn&ograve; prima della sua nascita) e Neos (&ldquo;l&rsquo;uomo nuovo&rdquo;, 1901).</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Tra la fine del 1895 e l&rsquo;inizio del 1896 part&igrave; per il Brasile, ove si orientava parte dell&rsquo;emigrazione italiana nella seconda met&agrave; del XIX secolo. A San Paolo trov&ograve; impiego presso l&rsquo;Ateneo-Convitto italiano &ldquo;Ai nostri monti&rdquo; quale insegnante di francese. Rientrato rapidamente in Italia perch&eacute; deluso dall&rsquo;ambiente degli emigrati italiani (&ldquo;[&hellip;] la colonia &egrave; attaccata all&rsquo;interesse e dell&rsquo;istruzione dei figli non si cura n&eacute; punto n&eacute; poco [&hellip;]&rdquo;: fondo <i>Neos Dinale</i>, serie <i>Corrispondenza</i>, b. 1, fasc. <i>Lettere di Ottavio Dinale</i>, lettera a Marcella Vendramin, 9 feb. 1896), si trasfer&igrave; a Clusone, nella Bergamasca, presso le scuole tecniche comunali quale docente di materie letterarie. In precedenza, stabilitosi al rientro dall&rsquo;America nel villaggio di Badoere di Morgano, vecchia residenza paterna, fece le sue prime prove di attivista socialista riuscendo a conquistare alla causa gli artigiani ma non i contadini, tenuti in servit&ugrave; dal feudatario locale. La fama di propagandista era ormai consolidata, tanto che, giunto a Clusone, prima di insediarsi nella cattedra destinatagli da una delibera del Comune, ricevette dal maresciallo della locale stazione dei carabinieri il consiglio di impartire insegnamenti sereni e obiettivi per non offendere i sentimenti cattolici delle famiglie, avendo saputo da informazioni ufficiali delle sue idee socialiste. Inizi&ograve; cos&igrave; la sua </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">agitata carriera di docente, interrotta da richiami delle autorit&agrave; a causa della infiammata predicazione socialista. D&rsquo;altra parte, era convinzione di Dinale che la pedagogia dovesse assumere venature rivoluzionarie con il fine di educare allo spirito critico e alla responsabilit&agrave; verso &ldquo;i reietti della terra&rdquo;, e contemporaneamente l&rsquo;educazione stessa dovesse rivolgersi al proletariato, che solo attraverso la divulgazione del verbo socialista avrebbe potuto emanciparsi. Si vedr&agrave; pi&ugrave; avanti che per simile obiettivo egli scelse principalmente la modalit&agrave; a lui pi&ugrave; congeniale, quella del giornalismo.</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Il ricordo di Dinale riguardante l&rsquo;esperienza dell&rsquo;insegnamento a Clusone lo condusse a narrare, nella sua <i>Autobiografia</i> incompleta </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">(serie 4. <i>Scritti</i>, b. 16, fasc. 83 <i>Il nuovo volume</i>, cit., p. 52)</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">, che al termine dell&rsquo;anno scolastico il Consiglio comunale non volle confermargli la cattedra, per avere egli raccontato a modo suo nelle lezioni di storia la caduta del potere temporale dei papi, mostrandosi secondo i consiglieri irrispettoso dei gi&agrave; menzionati sentimenti della popolazione del luogo.</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">La successiva esperienza didattica lo vide impegnato nell&#39;anno scolastico 1897-1898 al Ginnasio di Mirandola, grazie ai buoni uffici di Camillo Prampolini, ma anche l&igrave; fu esonerato dall&rsquo;insegnamento, per poi ottenere la riassunzione (serie 8. <i>Documentazione aggregata</i>, b. 26, fasc. 172, tesi di laurea di I. Da Rold, <i>Una vecchia giovent&ugrave;. Ottavio Dinale e i suoi compagni dalla Rivoluzione a Sal&ograve;</i>, </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Universit&agrave; Ca&rsquo; Foscari di Venezia. Facolt&agrave; di Lettere e filosofia, a.a. 1998/1999)</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">. Di l&igrave; a qualche anno, nel 1903, la sua risposta a una comunicazione del sindaco di Mirandola, Francesco Salvioli, lascia intendere che avesse subito un richiamo istituzionale, da lui respinto con il rivendicare </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">la propria libert&agrave; di critica come giornalista, non accettando alcuna limitazione derivante dai suoi doveri di pubblico educatore, e dichiar&ograve; di considerare offensivi gli apprezzamenti verso il giornale da lui diretto, &laquo;La Parola proletaria&raquo; </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">(fondo <i>Neos Dinale</i>, cit., lettera a Francesco Salvioli, minuta, 18 feb. 1903).</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Radiato inoltre dal ruolo degli ufficiali di artiglieria per la sua attivit&agrave; di agitatore, nel 1898 ebbe dall&rsquo;autore l&rsquo;autorizzazione a tradurre e pubblicare il volume </span></span><em><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">La morale bourgeoise. Les Grippelong</span></span></em><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\"> (&eacute;d. de la Petite R&eacute;publique, Paris 1898) </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">di Hyppolite Lencou, redattore de &laquo;La Petite R&eacute;publique socialiste&raquo; (serie 1. <i>Corrispondenza</i>, b. 1, fasc. 1, lettera di Lencou a &laquo;Cher citoyen&raquo;, 3 nov. 1898). La traduzione fu </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">edita <strong><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-weight:normal;\">a</span></span></strong><strong> </strong>Mirandola nel 1899 (&ldquo;tip. di Grilli Candido&rdquo;) con il titolo <em><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">La morale borghese. I Grippelong</span></em><strong><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-weight:normal;\"> (&ldquo;unica traduzione permessa dall&rsquo;autore per Ottavio Dinale&rdquo;, </span></span></strong>pubblicizzato sull&rsquo;&laquo;Avanti!</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">&raquo;</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\"> del 26 giugno 1899<strong><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-weight:normal;\">) </span></span></strong></span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">ed ebbe una seconda edizione nel 1901.</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Intanto la sua fama di propagandista si diffondeva e Dinale prese contatto con i pi&ugrave; noti esponenti del socialismo modenese. In vista delle elezioni politiche del 1900 si spese molto per il partito: Giacomo Ferri, all&rsquo;epoca consigliere provinciale di Modena, poi senatore, lo esortava a non candidarsi, nel timore di insuccesso, ma di convogliare le energie per la vittoria di Alfredo Bertesi e Gregorio Agnini. Il suo apporto alla campagna elettorale, oltre a discorsi e comizi, si concret&ograve; nella collaborazione ad alcuni giornali come &laquo;</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Avanti!&raquo;</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">, </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">&laquo;</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">La Giustizia&raquo;<i> </i></span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">di Reggio Emilia e </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">&laquo;</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Il Domani&raquo;<i> </i></span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">di Modena.</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Ma la sua attenzione e la sua cura andarono presto verso i braccianti e in seguito verso i cosiddetti compartecipanti, come i mezzadri, i piccoli coloni, i fittavoli (O. Dinale, <i>Il movimento dei contadini e il partito socialista</i>, Giovanni Nerbini, Firenze 1902, p. 8), unendo differenti tipi di rivendicazione, con un approccio originale, diverso da quello dei due &ldquo;protettori&rdquo; dei lavoratori della Bassa, i nominati Agnini, peraltro estimatore di Dinale e in ottimi rapporti con lui, e Bertesi, il primo alla guida della corrente cooperativistica, deputato socialista, convinto seguace il secondo del gradualismo nelle rivendicazioni dei diritti dei lavoratori (F. Parravicini, <i>Una storia di socialismo</i> <i>modenese: Ottavio Dinale</i>, in storiaefuturo.com, </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\"><a href=\"http://storiaefuturo.eu/wp-content/uploads/2018/06/Storia-e-Futuro-n.7.pdf\" style=\"color:#0000FF;text-decoration:underline;\">http://storiaefuturo.eu/wp-content/uploads/2018/06/Storia-e-Futuro-n.7.pdf</a>). La caratteristica assunta dalla lotta di classe nel modenese, ad opera di Dinale, che, pur non disprezzando l&rsquo;azione del partito, la riteneva funzionale a quella delle leghe contadine, le quali avrebbero dunque dovuto acquisire carattere politico, era fondata sulla preminenza del sindacalismo agrario, a suo parere dotato di una forza sovvertitrice maggiore di quella del proletariato industriale e urbano (A. Riosa, <i>Ottavio Dinale e le lotte agrarie nel modenese (1901-1906)</i>, in &laquo;</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Nuova Rivista storica&raquo;, LIII (1969), pp. 680-683 e D. Fabiano, cit.). </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Inoltre il partito, a suo parere, avrebbe dovuto ricoprire un ruolo di mero riferimento ideologico, mentre le masse contadine avrebbero dovuto costituire la testa di ponte necessaria a scardinare l&rsquo;edificio borghese-capitalistico, con la propria originaria e innata forza rivoluzionaria.</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Nel 1901, anche in seguito alla vittoria socialista al Comune, Dinale fond&ograve; a Mirandola il Circolo educativo popolare, segno della sua convinzione circa la pedagogia applicata al popolo. In quest&rsquo;ottica diede clandestinamente alle stampe, grazie all&rsquo;editore socialista </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Giuseppe Nerbini, l&rsquo;opuscolo <i>Cammina fanciullo!</i> (Firenze 1901), poi sequestrato, per il quale sub&igrave; un processo (v. <i>Direzione generale della pubblica sicurezza. La stampa italiana nella serie F.1 (1894-1926). Inventario</i>, a cura di A. Fiori, Ministero per beni culturali e ambientali. Ufficio centrale per i beni archivistici, Roma 1995, p. 32 e ACS, <i>Direzione generale della pubblica sicurezza. Serie F.1</i>, b. 12, fasc. 27.1 &laquo;Firenze. Affari generali&raquo;, nota del prefetto, 21 gen. 1901). Lo scritto fu citato dall&rsquo;anarchica Leda Rafanelli nel suo libello <i>La scuola borghese</i> (Libreria ed. sociale, Milano s.d.), con la motivazione dell&rsquo;ordinanza di sequestro, in cui si dichiarava che &laquo;i giovani non devono leggere certe verit&agrave;&raquo;.</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Al I Congresso dei lavoratori della terra, fondativo della loro Federazione nazionale, svoltosi a Bologna il 24-25 dicembre 1901, Dinale present&ograve; un ordine del giorno (citato nel suo opuscolo <i>Legislazione agraria. Il patto colonico</i>, Societ&agrave; coop. Tip. Azzoguidi, Bologna [1901]) di questo tenore:</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">I lavoratori della terra riuniti nel primo congresso nazionale di Bologna reclamano: 1&deg; Una legge sul riconoscimento delle leghe. 2&deg; Un codice agrario che stabilisca norme fondamentali per la compilazione e la applicazione dei patti colonici, nel quali siano assicurati e garantiti i diritti dei lavoratori, e regolati i rapporti tra coloni e padroni</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">cercando di contemperare le esigenze, apparentemente confliggenti, della difesa dei braccianti, privi di ogni tutela e senza garanzia di occupazione continuativa, che necessitavano di protezione nelle trattative, e dei &ldquo;compartecipanti&rdquo;, comunque preda, bench&eacute; in parte garantiti da un contratto annuale, se non altro dell&rsquo;influenza morale dei padroni.</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Il suo sincero attivismo nell&rsquo;organizzazione delle leghe e degli scioperi conseguenti lo aveva portato alla ribalta tanto che all&rsquo;inizio del 1902 venne nominato direttore dell&rsquo;organo socialista della provincia di Modena </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">&laquo;Il Domani&raquo;. Contemporaneamente pubblicava un opuscolo, <i>Il movimento dei contadini e il partito socialista</i> (Giovanni Nerbini, Firenze 1902), in cui individuava nella diffusione del verbo socialista il compito principale del partito, per permeare di politica il carattere delle leghe, sempre pi&ugrave; numerose. Era necessario contrapporre forza consapevole alla controffensiva dei proprietari dopo gli scioperi. E proprio qui si verific&ograve; la frattura tra Dinale e il partito socialista: &ldquo;resistenza a oltranza&rdquo;, proclamava Dinale, mentre Agnini raccomandava prudenza per evitare una pericolosa rottura con i proprietari. La massiccia adesione consent&igrave; agli scioperanti, che si astennero dal lavoro per ventitr&eacute; giorni a partire dall&rsquo;8 marzo, di raggiungere risultati cospicui, senza per&ograve; ottenere dai proprietari il riconoscimento delle leghe quale controparte collettiva.</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Ma i rapporti con il partito erano ormai logorati: la convinzione circa l&rsquo;esasperazione della lotta al padronato che albergava in Dinale lo port&ograve; a inasprire lo scontro non solo con questo ma anche con lo stesso partito, i cui dirigenti erano persuasi dell&rsquo;inadeguatezza e della pericolosit&agrave; di simile impostazione, soprattutto perch&eacute; in contrasto con la politica sostenuta sul piano nazionale, ma anche per non trovarvi adeguato sostegno teorico e pratico. Per tutta risposta il Circolo educativo popolare ripudi&ograve; &laquo;Il Domani&raquo; quale periodico di riferimento e Dinale fond&ograve; un proprio giornale, &laquo;La Parola proletaria&raquo; (&ldquo;organo della Federazione dei Circoli socialisti rivoluzionari e delle Leghe&rdquo;), il cui primo numero usc&igrave; il 7 febbraio 1903.</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Nel frattempo, alla fine del 1902, egli era stato contattato da Costantino Lazzari, componente della Commissione provvisoria redazionale, per proporgli la carica di redattore capo di &laquo;Avanguardia socialista&raquo;, giornale in procinto di uscire con Arturo&nbsp;Labriola direttore (serie 1. <i>Corrispondenza</i>, b. 1, fasc. 1, sfasc. 1, lettera di Lazzari, 8 dic. 1902), e che segn&ograve; l&rsquo;inizio del &laquo;</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">processo d&rsquo;incubazione del sindacalismo rivoluzionario italiano&raquo; (G. Volpe, <i>La disillusione socialista. Storia del sindacalismo rivoluzionario in Italia</i>, Edizioni di storia e letteratura, Roma 2015, p. 60). Principalmente per mancanza di accordo economico Dinale non accett&ograve; (serie 1. <i>Corrispondenza</i>, b. 1, fasc. 1, sfasc. 1, lettera di Lazzari, 12 dic. 1902), ma non fece mancare la propria collaborazione (<a href=\"http://www.fondazionemodigliani.it/index.php?fr/169/db-bibliografia-del-socialismo-e-del-movimento-operaio-italiano-periodici/periodicisocialisti_A/206\" style=\"color:#0000FF;text-decoration:underline;\">http://www.fondazionemodigliani.it/index.php?fr/169/db-bibliografia-del-socialismo-e-del-movimento-operaio-italiano-periodici/periodicisocialisti_A/206</a>).</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">La lotta intestina nel partito non era per&ograve; terminata. Per screditare Dinale, si cercarono pretesti per ogni dove, trovandone infine nella vita &ndash; per cos&igrave; dire &ndash; semi-privata (giacch&eacute; per un socialista aspetto pubblico ed esistenza privata costituivano quasi un <i>unicum</i>) a proposito di alcuni debiti (sul punto si sofferma a lungo I. Da Rold, cit., pp. 16-21) non onorati da Dinale, o, meglio, da lui trascurati, cosa che secondo i suoi accusatori, cio&egrave; i giornalisti de &laquo;Il Domani&raquo;, e i componenti del giur&igrave;, Enrico Ferri, Girolamo Gatti e Quirino Nofri, cui Dinale fu sottoposto, era da ritenere &laquo;moralmente biasimevole&raquo;. Bench&eacute; questa conclusione lasciasse perplessi gli aderenti al Circolo educativo di Mirandola, il partito non si ferm&ograve; e nel maggio 1903 la direzione, con l&rsquo;astensione di Ernesto Cesare Longobardi, approv&ograve; la delibera di espulsione di Dinale elaborata da Filippo Turati; il Circolo educativo popolare fu sciolto, e reattivamente </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">si trasform&ograve; in Federazione delle leghe e dei circoli socialisti e rivoluzionari. Longobardi volle distinguere la propria posizione con una lettera ai &laquo;Cari compagni&raquo; del Circolo, dove scrisse di eccessiva severit&agrave; della Direzione del partito nell&#39;espellere Dinale, cui rimproverava comunque la cattiva gestione del denaro, bench&eacute; conoscesse la modestia della sua conduzione di vita; si diceva inoltre certo del suo futuro rientro nel partito e della sua volont&agrave; di ovviare al disordine contabile passato e auspicava l&rsquo;ascolto delle esortazioni di Enrico Ferri su l&rsquo;&laquo;Avanti!&raquo; circa il sacrificio dei risentimenti &laquo;anche giusti nell&rsquo;interesse del Partito&raquo; (serie 1. <i>Corrispondenza</i>, b. 1, fasc. 1, sfasc. 1, lettera di Longobardi, 14 mag. 1903). La previsione di Longobardi si avver&ograve; l&rsquo;anno successivo, quando l&rsquo;espulsione fu mutata in sospensione di un anno per poi essere annullata, avvicinandosi le elezioni politiche del novembre.</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Stessa solidariet&agrave; giunse a Dinale personalmente da Romeo Soldi, che gli scrisse della sua espulsione come di un&rsquo;&laquo;enormit&agrave;&raquo; e ricordava le proposte conciliative di Dino Rondani, cio&egrave; la cessazione &ldquo;ecumenica&rdquo; delle pubblicazioni sia de &laquo;Il Domani&raquo; sia de &laquo;La Parola proletaria&raquo;, proposte non considerate dalla Direzione del partito; anch&rsquo;egli raccomandava il sacrificio per il bene del partito in attesa della resa di giustizia, a suo parere immancabile (<em>ibid</em>., lettera di Soldi del 16 mag. 1903). Pi&ugrave; tardi Soldi avrebbe pubblicato un saggio su <i>Le varie correnti nel partito socialista italiano</i>, in &laquo;Giornale degli economisti&raquo;, XIV (giugno 1903), serie II, vol. 26, pp. 515-541.</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">In precedenza, nel febbraio 1903 &ndash; come accennato &ndash; il sindaco di Mirandola, il socialista Francesco </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Salvioli</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">, forse nell&rsquo;ambito delle lotte correntizie, gli aveva contestato l&rsquo;attivit&agrave; di giornalismo militante incompatibile, a suo dire, con l&rsquo;ufficio di insegnante. Nel proprio curriculum redatto molti anni dopo, Dinale asser&igrave; che, pur di non averlo quale docente, &laquo;l&rsquo;Amministrazione socialista, che non poteva licenziarlo, soppresse l&rsquo;antichissimo ginnasio che fu riaperto nel 1923 dall&rsquo;Amministrazione fascista&raquo; (serie 7. <i>Documenti di natura personale</i>, b. 25, fasc. 171, <i>Curriculum vitae di Ottavio Dinale</i>).</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Intorno al 1904 scont&ograve; alcuni mesi di carcere, colpito da numerosi processi (&laquo;sub&igrave; una feroce persecuzione da Giolitti e dal Partito Socialista&raquo;: <i>idem</i>), tra l&rsquo;altro per la pubblicazione </span></span><i><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Canto dei lavoratori della terra</span></span></i><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\"> (Tip. Solidaria, Torino 1904: cfr. ACS, <i>Dir. gen. p.s.</i>, cit., b. 39, fasc. 66, sfasc. 1), ma riusc&igrave; a sostenere nella campagna elettorale Gregorio Agnini, che ottenne una candidatura unitaria. Durante la reclusione Dinale scrisse alcuni saggi da lui poi pubblicati in volume</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">, <i>Critica e psicologia socialista, socialismo...socialista e socialismo...d&#39;uomini</i>, Tip. Cooperativa, Mirandola 1905</span></span> <span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">che, </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">uscito dal carcere, </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">invi&ograve; a Roberto Michels </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">(<i>Il carteggio fra Roberto Michels e i sindacalisti rivoluzionari</i>, a c. di G. Volpe, FedOAPress, Napoli 2018, p. 105)</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">.</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">In Svizzera, nel giugno 1904, conobbe Benito Mussolini nell&rsquo;ambiente degli esuli, durante una conferenza. Molti anni dopo, nel suo libro pi&ugrave; noto, <i>Quarant&rsquo;anni di colloqui con lui</i> (Ciarrocca, Milano 1953, pp. 35-36), ricord&ograve; l&rsquo;incontro con &laquo;[&hellip;] questo giovane [&hellip;] fresco di letture di Stirner, di Bakounine, di Nietzsche&raquo;, ancora privo di capacit&agrave; critica ma consapevole di possedere &laquo;una spiccata personalit&agrave;&raquo;.</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Dalle colonne de &laquo;La Parola proletaria&raquo; (20 settembre 1904) Dinale plaud&igrave; allo sciopero generale del 1904, esempio della modalit&agrave; di condurre la lotta di classe &laquo;diretta, inflessibile, incoercibile&raquo; da lui sostenuta. Proprio per ribadire la centralit&agrave; della propria impostazione nelle lotte sociali sostenne l&rsquo;idea di un &ldquo;congresso&rdquo; sindacalista rivoluzionario, idea non disprezzata da personalit&agrave; come Arturo Labriola ed Enrico Leone, bench&eacute; costoro preferissero parlare piuttosto di &ldquo;convegno&rdquo;, per evitare spaccature irreparabili nel partito, la cui funzione parlamentare era da loro ancora considerata indispensabile; inoltre essi giudicavano fragile la posizione teorica dei sindacalisti rivoluzionari italiani. La risolutezza di Dinale nel portare avanti la propria idea condusse all&rsquo;indizione del convegno il 26 novembre 1905, che gener&ograve; adesioni entusiastiche: nell&rsquo;archivio sono presenti molte di esse, tra cui quelle della sezione socialista di S. Marco (Ravenna), con il delegato Ermenegildo Mazzotti, del Circolo socialista di Stuffione (Modena), di Ettore Tonelli, redattore de &laquo;Il Socialista&raquo; di Faenza e appartenente alla locale Camera del lavoro, della Commissione direttiva provinciale di Ferrara, della Federterra, del Circolo ricreativo libertario di Forl&igrave; e dell&#39;Unione socialista anarchica forlivese, oltre a diverse associazioni di ispirazione anarchica e Camere del lavoro (serie 1. <i>Corrispondenza</i>, b. 1, fasc. 1, sfasc. 2). Tra gli anarchici, come noto presenti in misura massiccia, vi parteciparono Armando Borghi, Luigi Fabbri, Pietro Gori, Oberdan Gigli, Leda Rafanelli.</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Qualche mese prima, ancora non in rotta definitiva con il partito, Dinale aveva accettato per obbedienza la chiusura de &laquo;La Parola proletaria&raquo;, che salutava i lettori il 7 gennaio inchinandosi &laquo;all&#39;inalberato vessillo dell&#39;unit&agrave; del partito&raquo;. Nel giugno, scrivendo a Michels, gli annunciava la prossima uscita (&laquo;il 10 luglio&raquo;) di un periodico intitolato &laquo;Il Sindacalista&raquo;, promosso da un gruppo di sindacalisti &laquo;col programma di abbattere la degenerazione politicantista del Socialismo e additare la sua strada e il suo fine rivoluzionario ai lavoratori&raquo;, sollecitando l&rsquo;opinione del destinatario circa l&rsquo;iniziativa (cfr. <i>Il carteggio</i>, cit., p. 105). Ma il 1&deg; luglio successivo fondava &laquo;La Lotta proletaria&raquo;, redattori </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Geremia Matarollo, Cesare Marverti, Alberto Basevi, collaboratori</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">, tra gli altri,</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\"> Paolo Orano, Tomaso Monicelli, Paolo Mazzoldi, Giovanni Zampiga, Leda Rafanelli (<a href=\"http://www.fondazionemodigliani.it/index.php?it/169/db-bibliografia-del-socialismo-e-del-movimento-operaio-italiano-periodici/periodicisocialisti_A/2229\" style=\"color:#0000FF;text-decoration:underline;\">http://www.fondazionemodigliani.it/index.php?it/169/db-bibliografia-del-socialismo-e-del-movimento-operaio-italiano-periodici/periodicisocialisti_A/2229</a>), </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">&laquo;</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">giornale pensato e scritto per il proletariato, contro le illusioni democratiche, contro ogni forma di pacifismo sociale [&hellip;] contro il politicismo delle organizzazioni operaie, contro le deviazioni politiche del socialismo, per la moralizzazione del Partito socialista</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">&raquo;, partito che per&ograve; all&rsquo;inizio di novembre Dinale abbandonava per sempre, anticipando la decisione dei sindacalisti presa al II Congresso sindacalista di Ferrara del 1907. Il giornale fu il vessillifero del convegno sindacalista e alla sua redazione furono inviate le adesioni.</span></span></span></span></span></span></p>\r\n,<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Il convegno stabil&igrave; la &ldquo;neutralit&agrave;&rdquo; del sindacato, nel senso che esso non doveva patrocinare alcuna causa politica e men che meno partitica, requisito indispensabile per la promozione e l&rsquo;affrancamento del lavoratore da ogni forma di sfruttamento. Ma si verific&ograve; una spaccatura tra anarchici e sindacalisti in merito all&rsquo;organizzazione dei lavoratori, che gli uni volevano &ldquo;orizzontale&rdquo;, cio&egrave; imperniata sulla Camere del lavoro, gli altri la concepivano &ldquo;verticale&rdquo;, basata sulle Federazioni nazionali di mestiere, suscettibili queste, a parere dei primi, di &laquo;sviluppi autocratici&raquo; (F.</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\"> Giulietti, </span></span><em><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Storia degli anarchici italiani in et&agrave; giolittiana</span></span></em><em><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-style:normal;\">, Franco Angeli, Milano 2012, p. 129). Inoltre non fu promossa alcuna struttura comune tra forze rivoluzionarie. La delusione di Dinale si manifest&ograve; qualche tempo dopo, con la decisione di chiudere </span></span></span></em><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">&laquo;La Lotta proletaria&raquo;, ritenendo esaurita la sua funzione di collante fra quelle forze, intitolando l&rsquo;ultimo editoriale con il noto motto &ldquo;resa per fame&rdquo; (10 febbraio 1906). Il 12 febbraio Cesare Spellanzon comunicava a Dinale che difficilmente il suo periodico &laquo;Il Secolo nostro&raquo; avrebbe potuto cambiare la testata in quella della rivista appena soppressa, e pot&eacute; solo assorbirla (serie 1. <i>Corrispondenza</i>, fasc. 2, sfasc. 1, cartolina postale di Spellanzon).</span></span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Congedatosi dagli amici (nell&rsquo;archivio si trovano missive di saluto, tra gli altri, di Sergio Panunzio), avvilito dalla delusione e rincorso da condanne penali (bench&eacute; alcune fossero state condonate da diversi decreti di amnistia), nel febbraio 1906 Dinale scelse la via dell&rsquo;esilio e si avvi&ograve; verso la Svizzera, dove trov&ograve; asilo a Ginevra con la famiglia. La solidariet&agrave; socialista si attiv&ograve;: Enrico Ferri gli cerc&ograve; un&rsquo;occupazione, molti fuorusciti lo chiamarono in varie localit&agrave; per tenere conferenze su svariati argomenti, affinch&eacute; potesse sostentarsi e badare alla moglie e ai bambini.</span></span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Circa due mesi dopo il suo arrivo Dinale fu espulso dalla citt&agrave; elvetica come individuo pericoloso; con la famiglia si rifugi&ograve; ad Annemasse, ove rest&ograve; sei mesi, &laquo;apr&egrave;s avoir essay&eacute; tous les moyens d&rsquo;en sortir et de me gagner la vie&raquo; (serie 1. <i>Corrispondenza</i>, fasc. 1, lettera a Charles Fulpius, minuta, 8 mar. 1907). Poi accett&ograve; l&rsquo;offerta di intraprendere una tourn&eacute;e di propaganda politica tra gli italiani in Nord America e part&igrave; da Le Havre il 16 novembre 1906. I numerosi contatti con le comunit&agrave; di connazionali lo portarono a sconsolate riflessioni sul socialismo italiano:</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">4 [dic. 1906]. [&hellip;] Come si assomigliano in una maniera sconfortante gli ambienti italiani all&rsquo;estero, Svizzera, Francia, America. E come all&rsquo;estero meglio che in Italia i fatti dimostrano che il Partito socialista italiano all&rsquo;estero non ha pi&ugrave; nulla a fare. Tra lui e le classi lavoratrici che han bisogno d&rsquo;altro che di chiacchiere e di beghe, v&rsquo;&egrave; l&rsquo;abisso. Bisognerebbe agire e rimediare. Lo potr&ograve; io? (serie 7. <i>Documenti di natura personale</i>, b. 25, fasc. 156, <i>Diario americano</i>).</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Rientrato in Europa il 20 marzo 1907, si stabil&igrave; ad Annemasse; in seguito pot&eacute; tornare a Ginevra, essendogli stata revocata l&rsquo;espulsione. Vi lavor&ograve; come traduttore e offrendo lezioni di italiano, latino, greco. Inoltre intraprese un nuovo giro di conferenze, questa volta in Svizzera: i guadagni sarebbero andati al progetto di fondare un giornale. Per altri finanziamenti si rivolse a Charles Fulpius, che nel 1890 aveva creato la Societ&agrave; del libero pensiero.</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Dall&rsquo;esilio, durante il quale vi fu l&rsquo;ulteriore tappa di Nizza, Dinale prestava poca attenzione alle vicende interne del socialismo e del sindacalismo italiani, ed era concentrato nell&rsquo;idea della promozione di una nuova rivista con </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">il fine di diffondere il credo della scuola razionalista e di fondarne istituti in gran numero. La convinzione di Dinale circa l&rsquo;educazione del proletariato, educazione che avrebbe condotto il proletariato stesso a maggiore consapevolezza del proprio ruolo, derivava dalla sua sensibilit&agrave; pedagogica, in seguito al lavoro di insegnante svolto per molto tempo prima dell&rsquo;esilio. La scuola razionalista rispondeva, a suo parere, ai requisiti di crescita della coscienza di classe.</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Inoltre, dal punto di vista politico, il suo pensiero si era radicalizzato, talch&eacute; persino lo sciopero generale era diventato per lui uno strumento sterile, addirittura nocivo, utile solo a conferire visibilit&agrave; al socialismo e al partito che ne avrebbe dovuto rappresentare la concretezza, essendo a suo parere era ormai giunto il momento di passare a vere e proprie azioni rivoluzionarie violente per sostenere le lotte dei contadini, lontani da contorsioni ideologiche e anelanti solo al ribaltamento dei rapporti di classe. Il veicolo di queste esortazioni, la nuova rivista &laquo;La Demolizione&raquo;, nome programmatico, che recava come sottotitolo &ldquo;rivista internazionale razionalista&rdquo;, guidata da Dinale ancora in esilio, cercava diffusione negli ambienti meno evoluti con il fine della loro educazione rivoluzionaria. Il quindicinale vide la luce il 1&deg; giugno 1907 ad Annemasse, e prosegui le pubblicazioni dall&#39;agosto 1908 a Ginevra, poi a Nizza, seguendo le tappe dell&rsquo;esilio di Dinale, e dal 1&deg; gennaio al 1&deg; agosto 1910 a Milano, ove operava il fido Matarollo. &laquo;La Demolizione&raquo;, che, secondo Renzo De Felice, influenz&ograve; non poco il giovane Mussolini (R. De Felice, <i>Mussolini il rivoluzionario (1883-1920)</i>, Einaudi, Torino 1965, p. 44), ebbe collaboratori entusiasti: Paolo Orano, Luigi Fabbri, lo stesso Matarollo, Alfonso De Pietri-Tonelli, Michele Bianchi, Franco Ciarlantini, Amilcare Cipriani, Maria Rygier, Massimo Rocca (Libero Tancredi), per citarne alcuni, condividevano l&rsquo;impostazione ideologica di Dinale e, anzi, molti di loro seguirono anche dopo il suo stesso percorso dal sindacalismo all&rsquo;interventismo e poi al fascismo. La diffusione del giornale era affidata ai militanti, ai quali lo stesso Dinale aveva scritto inviando un saggio del periodico e chiedendo la disponibilit&agrave; alla vendita. Coerentemente con le premesse pedagogiche, Dinale era persuaso</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">che noi potremmo servirci del giornale anche come diffusione di cultura generale, come del resto miri tu con scritti vari, oltre l&rsquo;opera comune con intenti demolitori. Per ci&ograve;, non dovrebbe esser vano qualche brano di scrittore, qualche poesia scelta, qualche giudizio critico su questo o quel fatto, sempre tenendo di mira lo scopo ultimo del nostro movimento. Ti pare? </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">(fondo <i>Neos Dinale</i>, cit., lettera a [Geremia Matarollo], minuta, mag. 1907).</span></span> </span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Intanto, proprio per realizzare una rete di scuole razionaliste, Dinale si rec&ograve; in Spagna, a Barcellona, con il fine di prendere contezza dei risultati in questo campo ottenuti da Francisco Ferrer Guardia, fondatore della <i>Escuela Moderna</i>, di ispirazione laica e razionalista, con succursali in molte citt&agrave; spagnole. Simile tipo di scuola incontrava esattamente l&rsquo;ideale pedagogico di Dinale. La sua ammirazione verso il fondatore &egrave; documentata nell&rsquo;archivio dalla raccolta di giornali francesi e italiani in occasione dell&rsquo;arresto di Ferrer nel 1909, della sua condanna a morte e dell&rsquo;esecuzione (serie 6. <i>Raccolta di pubblicistica varia</i>, ss. 3. <i>Periodici in fascicoli con argomento specifico</i>, b. 20, fasc. 113).</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Nel 1908 Dinale partecip&ograve; con Alceste De Ambris e Fulvio Zocchi al congresso dei sindacati francesi a Marsiglia. La loro partecipazione, irrisa sull&rsquo;&laquo;Avanti!&raquo; (<i>I vani conati dei sindacalisti italiani, un intermezzo ameno nel Congresso dei sindacati francesi</i>, 12 ottobre 1908), ebbe un certo successo con il voto di un ordine del giorno di solidariet&agrave; nei loro confronti.</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Un&rsquo;ulteriore evoluzione del suo pensiero si intravede nel 1910, quando il sottotitolo del periodico si trasforma in &ldquo;rivista internazionale di battaglia&rdquo;, sorta di liberazione da costrizioni filosofiche o ideologiche, per poter spaziare senza riferimenti inglobando esperienze e idee diverse, o addirittura capovolgere impostazioni precedenti. Tanto che i vecchi sindacalisti rivoluzionari cominciarono l&rsquo;avvicinamento a movimenti di natura a volte antitetica rispetto alle originarie fondamenta, come il nazionalismo e il futurismo; a proposito di quest&rsquo;ultimo movimento, &egrave; opportuno ricordare la collaborazione a </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">&laquo;La Demolizione&raquo; di Piero Belli e di Marinetti, del quale il 15 marzo 1909 comparve il <i>Manifesto del Futurismo</i> (cfr. P. Buchignani, <i>La rivoluzione in camicia nera</i>, Mondadori, Milano 2006, p. 46).</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">La lontananza dall&rsquo;Italia stava divenendo difficile. Infatti Dinale </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">aveva bisogno di tornare in patria per attendere ad alcuni affari e soprattutto per riprendere il suo lavoro di docente, onde sostentare lui e la sua famiglia. Nel novembre 1909 la domanda di ottenere un salvacondotto nonostante le pendenze giudiziarie venne respinta. L&rsquo;impegno di Giacomo Ferri e di Agnini affinch&eacute; la parte lesa, il sacerdote don Filippo Vesucchi, nel processo che aveva visto Dinale imputato per reato di diffamazione a mezzo stampa, aderisse alla domanda di grazia, rendendone possibile l&rsquo;accettazione, si coron&ograve; nel 1910 (del suo caso era stato interessato anche Giuseppe De Felice-Giuffrida). Dinale torn&ograve; in Italia tra il 1911 e il 1912, stabilendosi a Treviso.</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Nel 1913 si present&ograve; alle elezioni politiche nel collegio di Mirandola, dove era ben conosciuto. Durante un comizio, parl&ograve; di una sua &laquo;lunga intima crisi laboriosa&raquo; che lo fece riflettere sull&rsquo;immobilit&agrave; del movimento operaio, stretto</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">tra due correnti opposte, quella della Confederazione generale del lavoro, che vuole la classe lavoratrice prigioniera e serva di un Partito politico, e quella del sindacalismo, tentennante in metodi contraddittori [&hellip;] (cit. in I. Da Rold, cit., pp. 117-118).</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Un&rsquo;evidente autocritica, dunque, forse passata attraverso le riflessioni suscitate dalla guerra italo-turca, che peraltro fu vista dalla sinistra rivoluzionaria italiana in modo contraddittorio.</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Tutto ci&ograve;, le riflessioni, i ripensamenti, le esitazioni, gli approfondimenti, condusse quasi tutto il sindacalismo rivoluzionario nei suoi maggiori e minori esponenti all&rsquo;adesione alle teorie che vedevano nella guerra scoppiata nel 1914 una crociata contro il prussianesimo, l&rsquo;autoritarismo imperiale, lo sfruttamento delle classi disagiate. &laquo;Furono i mesi spiritualmente pi&ugrave; drammatici della nostra vita&raquo;, scrisse Mario Bergamo, l&rsquo;amico di sempre, anche nella lontananza ideologica e fisica &ndash; Bergamo esule - durante il Ventennio fascista (M. Bergamo, <i>Novissimo annuncio di Mussolini</i>, Cino del Duca Editore, Milano 1962, p. 26): il periodo della neutralit&agrave; italiana fu per molti di loro per certi versi un momento esaltante &ndash; vedi Corridoni e la sua subitanea creazione del Fascio rivoluzionario d&rsquo;azione internazionalista &ndash; per certi altri momenti inquieti e tristi &ndash; vedi Alceste De Ambris con le sue riflessioni sulla crisi del movimento &ndash; con la consapevolezza che &ldquo;qualcosa&rdquo; tra loro, tra gli stessi sindacalisti, si stesse bruciando per sempre, l&rsquo;amicizia, la passione, la solidariet&agrave; che li avevano sostenuti e li avevano fusi negli anni delle lotte operaie e contadine.</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">&laquo;Ormai non v&rsquo;&egrave; pi&ugrave; dubbio: la grande ora sta per scoccare. &Egrave; giunto il momento in cui la vita di ciascuno deve fondersi con quella di tutti; l&rsquo;ora de l&rsquo;entusiasmo e del sacrificio [&hellip;]. Non ti posso dire l&rsquo;intensit&agrave; della vita a Milano in questi momenti: son tutti i sentimenti a lungo tempo repressi che si fanno strada violenti&raquo;: dal Caff&egrave; Campari a Milano, nelle &ldquo;radiose giornate&rdquo;, Dinale scriveva alla moglie manifestando l&rsquo;entusiasmo per le immagini di tanti giovani e meno giovani galvanizzati dalla sempre pi&ugrave; possibile entrata dell&rsquo;Italia nel conflitto (fondo <i>Neos Dinale</i>, </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">cit.</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">, lettera a Marcella Vendramin <i>ante</i> 24 maggio 1915). </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">E cos&igrave;, come tanti ardenti interventisti, fossero &ldquo;democratici&rdquo;, &ldquo;rivoluzionari&rdquo; o altro, Dinale part&igrave; volontario per la guerra, </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">soldato semplice (si ricorder&agrave; che era stato radiato dai ruoli degli ufficiali)</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">, a 44 anni. Gi&agrave; all&rsquo;inizio di giugno era sui campi di battaglia. Ma la sua battaglia interventista era incominciata da tempo, in un primo momento a Treviso, con comizi e discorsi, poi su &laquo;Il Popolo d&rsquo;Italia&raquo;, dove, praticamente dai primi numeri, nel 1915, Dinale, sotto lo pseudonimo di Jean Jacques, tenne la rubrica </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">&ldquo;</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Filosofia rivoluzionaria&rdquo;.</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Perch&eacute; il vecchio antimilitarista, sostenitore del giornale &laquo;La Pace&raquo;, &ldquo;periodico quindicinale antimilitarista illustrato&rdquo; di Ezio Bartalini, grande estimatore di Gustave Herv&eacute;, di cui su &laquo;La Demolizione&raquo; pubblic&ograve; a puntate la traduzione di <i>Leur Patrie</i>, ader&igrave; con tanto entusiasmo all&rsquo;avventura bellica? Tempo dopo, in un articolo su &laquo;Pagine libere&raquo; del &ldquo;correligionario&rdquo; Angelo Oliviero Olivetti, scrisse dell&rsquo;&laquo;unione spirituale e di fatto, tra i migliori elementi sovversivi d&rsquo;Italia, anarchici, sindacalisti, socialisti ed altri, i quali, per indipendenza di giudizio, per ragioni di coltura e di temperamento [&hellip;] videro subito nella guerra il grande fatto rivoluzionario&raquo; (<i>Reliquati di guerra, il fascismo</i>, 15 dic. 1920). Ma anche la sua corrispondenza ai familiari durante il conflitto risponde a questo interrogativo: &laquo;per combattere per l&#39;Italia e la civilt&agrave;&raquo;, per &laquo;la guerra di redenzione&raquo;, per i destini dell&#39;Europa, per l&#39;avvenire dei popoli (</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">fondo <i>Neos Dinale</i>, cit., lettere ai familiari, 17 giu. 1915 e</span></span> <span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">22 ott. 1915)</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">:</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Il pensiero di te, di tutti voi, la nobilt&agrave; della causa a cui mi sono votato con sereno e tranquillo orgoglio, mi sostengono e mi sosterranno sempre [&hellip;]. Immagini tu, mio caro Neos, la grande festa dopo la immancabile vittoria?, pensa tu alla gioia delle belle ore che ci attendono, quando il pap&agrave; tuo ti racconter&agrave; le vicende gloriose e perigliose dei valorosi soldati d&rsquo;Italia [&hellip;]</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">scriveva al figlio Neos dal campo di battaglia (</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">fondo <i>Neos Dinale</i>, cit., lettera a Neos Dinale, 2 lug. 1915), ingenerando entusiasmi nel giovane a tal punto che questi si arruoler&agrave; di l&igrave; a poco, a 16 anni. E nella rubrica &ldquo;</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Filosofia rivoluzionaria&rdquo;</span></span> <span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">emergono i <i>refrain</i> dell&rsquo;interventismo rivoluzionario, antiprussianesimo, Quarta guerra d&rsquo;indipendenza e redenzione di territori, guerra rivoluzionaria.</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Al fronte Dinale ebbe la ventura di passare molte settimane con l&rsquo;amico Mario Bergamo, repubblicano, interventista anch&rsquo;egli: presso i soldati, essi erano &laquo;il professore e l&rsquo;avvocato &ldquo;che avevano voluto la guerra&rdquo;&raquo;. Eppure, i soldati, assai meno motivati di loro, &laquo;non diffidavano molto&raquo; dei due amici, cos&igrave; solleciti nella loro cura, cos&igrave; pervasi di passione e di disinteresse (M. Bergamo, cit., p. 37).</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Trasferito nella zona dell&rsquo;Isonzo, afferm&ograve; di essere pronto anche al sacrificio estremo. Fu ferito sul Sabotino (&laquo;rimase mezzo massacrato. Cinque mesi d&rsquo;ospedale&raquo;: cfr. M. Bergamo, cit., p. 55; v. anche le lettere in serie 1. <i>Corrispondenza</i>, fasc. 4, sfasc. 1, della fine del 1915), promosso sottotenente per meriti di guerra e congedato. Riprese la collaborazione a &laquo;Il Popolo d&rsquo;Italia&raquo; nel marzo 1916 e nel maggio 1917 ader&igrave; al Comitato d&rsquo;azione per la resistenza interna con Angelo Oliviero Olivetti, Giuseppe Belluzzo e Massimo Rocca, voluto per lottare contro i disfattisti e i sabotatori. Al Comitato aderirono molte associazioni, come quelle dei veterani delle guerre del Risorgimento, i Reduci garibaldini, una Sezione della Dante Alighieri, una dell&#39;Unione generale insegnanti italiani, le &ldquo;Logge massoniche&rdquo; (cos&igrave; sono indicate nella carta intestata dell&rsquo;Associazione), il Nucleo Vosgi. L&rsquo;episodio relativo a un abboccamento con Cadorna con il fine di promuovere un colpo di Stato per scongiurare disastri militari e civili, raccontato da Dinale nel volume <i>Quarant&rsquo;anni di colloqui con lui</i> (cit., pp. 83-85), &egrave; sintomatico dell&rsquo;attenzione prestata dal Comitato al clima del momento: &laquo;tre mesi dopo, era Caporetto&raquo;. E dopo Caporetto Dinale torn&ograve; al fronte, partecipando alla battaglia del Solstizio e a quella di Vittorio Veneto, e promosso capitano per meriti eccezionali.</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Terminata la guerra, nel 1919 Dinale si allontan&ograve; dal giornale di Mussolini: che fossero ragioni personali (la mancata pubblicazione di un articolo su &laquo;Il Popolo d&rsquo;Italia&raquo; su un dissidio con Giuseppe De Falco, con il quale pure aveva condiviso la conduzione del periodico durante l&rsquo;assenza di Mussolini) o politiche (contrariet&agrave; alla costituzione di una nuova entit&agrave; politico-partitica, dopo la nascita dei Fasci italiani di combattimento), Dinale si disinteress&ograve; del nuovo corso politico di Mussolini e di tanti vecchi sindacalisti suoi amici. Rinunci&ograve; inoltre a candidarsi alle elezioni politiche del 1919 nella lista dei combattenti, bench&eacute; esortato da un gruppo di persone a lui vicine. Il rifiuto fu motivato dalla &laquo;insuperabile repugnanza morale&raquo; a partecipare alle elezioni, perch&eacute; &laquo;il rinnovamento che noi volevamo per rigogliosa rinascita si prospetta invece incerto attraverso una putrida decomposizione&raquo;: responsabili di questo stato di cose erano i vecchi partiti, sostenitori di un passato &laquo;che la guerra ha seppellito per sempre&raquo; (<i>Ottavio Dinale rifiuta la candidatura (lettera agli amici)</i>, in &laquo;Il Popolo d&rsquo;Italia&raquo;, 25 ottobre 1919: manoscritto in serie 1. <i>Corrispondenza</i>, fasc. 4, doc. n. 18). D&rsquo;altra parte, era ancora immerso nell&rsquo;atmosfera della missione che comp&igrave; dal novembre 1918 al maggio dell&rsquo;anno successivo quale capo del Centro di Zara dell&#39;Ufficio informazioni del Governo della Dalmazia, a stretto contatto con il governatore Enrico Millo, per il quale redasse relazioni sulla situazione sociale, politica ed etnica della regione (serie 2. <i>Attivit&agrave; istituzionale</i>,&nbsp;</span></span></span></span></span></span><span style=\"font-size:10.0pt\"><span style=\"line-height:150%\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">sottoserie 1. <em>Governo della Dalmazia. Ufficio Informazioni-Centro di Zara</em>,</span></span></span><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\"> b. 3, fasc. 12), &laquo;nell&rsquo;intento di preparare una repubblica dalmatocroata. Ma, ahim&egrave;, i nazionalisti del tempo perdettero la Dalmazia&raquo; (serie 7. <i>Documenti di natura personale</i>, b. 25, fasc. 171, <i>Curriculum</i>, cit<i>.</i>).</span></span></span></span></span></span></p>\r\n<span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"line-height:150%;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Salace come sempre, nel 1920 riprese a collaborare al periodico &laquo;Pagine libere&raquo;, in cui tenne la rubrica &ldquo;Asperrima&rdquo; e dove espose la sua posizione verso il fascismo, di cui vedeva gi&agrave; l&rsquo;involuzione controrivoluzionaria, ma che a poco a poco egli riconobbe, soprattutto nella persona del suo capo, quale sola spinta a &laquo;un&rsquo;Italia migliore [&hellip;] viva e sana del popolo che ha combattuto e vinto&raquo;, capo che &laquo;&egrave; un vivo accanto a un cadavere [&laquo;l&rsquo;Italia ufficiale&raquo;, n.d.r.]&raquo;, ma &laquo;il fascismo deve tornare alle origini&raquo;, cosa che, scritta nel 1921 (30 giugno), fa pensare come lo spirito di Dinale avesse comunque in qualche modo apprezzato lo slancio sansepolcrista che non intravedeva pi&ugrave;, assistendo invece a una sorta di &rdquo;assalto alla diligenza&rdquo; che ne snaturava le premesse social-sindacaliste.</span></span></span>,<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Inaspettatamente, dato il suo noto e vivace antiparlamentarismo nonch&eacute; i precedenti, Dinale si candid&ograve; alle elezioni del maggio 1921 per il partito repubblicano, nel collegio di Treviso, aderendo all&rsquo;invito dell&rsquo;amico fraterno Mario Bergamo, ma non venne eletto. Pochi mesi dopo, nel luglio, fond&ograve; il settimanale &laquo;</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">La Vita del Veneto&raquo;, con l&rsquo;obiettivo di valorizzare le risorse regionali, discutere dei bisogni e porre alla ribalta le potenzialit&agrave; della regione, senza essere legato &laquo;ad esigenze di partito&raquo;; nel programma del periodico, esposto nel primo numero (1&deg; luglio), tornava l&rsquo;antiparlamentarismo, definendo i partiti &laquo;superati&raquo;, mentre si auspicava la formazione di un&rsquo;associazione regionale &laquo;al di sopra e al di fuori di ogni particolarismo politico&raquo;, tratto caratteristico del fondatore, nonch&eacute; lo svincolamento delle organizzazioni sindacali dall&rsquo;egida dei partiti e lo sviluppo del Veneto attraverso una &laquo;moderna organizzazione di tutte le forze produttive&raquo;. Dinale sembrava auspicare una sorta di &ldquo;associazione di produttori&rdquo; per far rifiorire la regione, ancora ferita dopo l&rsquo;invasione nemica, una &laquo;somma di energie&raquo; con il fine di dare nuovo vigore all&rsquo;intero territorio, affrontando i problemi &laquo;delle bonifiche, delle sistemazioni idrografiche, della silvicoltura, della industrializzazione dei prodotti agricoli&raquo; e cos&igrave; via, come con sguardo utopico egli enumerava per sollecitare le adesioni al programma. E nel secondo numero (9 agosto) tra le altre giunse quella di Silvio Trentin, che &laquo;con vero entusiasmo&raquo; plaudiva &laquo;all&rsquo;opera magnifica&raquo; messa in campo da Dinale. Il numero usc&igrave; in forte ritardo a causa della distruzione dell&rsquo;ufficio di redazione durante l&rsquo;occupazione fascista di Treviso, quando </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">gli squadristi assaltarono la redazione del giornale repubblicano &laquo;La Riscossa&raquo; e la tipografia de &laquo;Il Piave&raquo;</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">: per gli uffici de &laquo;La Vita del Veneto&raquo; &laquo;gravissimi furono i danni&raquo;, come fu evidenziato in un riquadro in prima pagina. Nell&rsquo;articolo di fondo, a proposito del Patto di pacificazione, si auspicava che il fascismo &laquo;rinuncer&agrave; a quei metodi per i quali era degenerato in una forma di messicanismo&raquo;, chiara condanna delle violenze cui si assisteva quotidianamente, ma, per bilanciare e per sottolineare l&rsquo;utilit&agrave; del Patto, ci si augurava che &laquo;l&rsquo;estremismo sovversivo non bastoner&agrave; pi&ugrave; gli ufficiali, non insulter&agrave; il tricolore, non saboter&agrave; il paese e dovr&agrave; muoversi ne l&rsquo;ambito delle leggi&raquo;. Dopo quattordici numeri il giornale sospese le pubblicazioni per riorganizzare le forze, ma il periodico, dopo l&rsquo;ottobre 1921, non usc&igrave; pi&ugrave;.</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Nel febbraio 1922 vi fu, dopo alcuni anni di lontananza, l&rsquo;incontro tra Mussolini e Dinale, dietro impulso di quest&rsquo;ultimo. La rinnovata empatia tra i due si trasform&ograve; presto nell&rsquo;adesione di Dinale al fascismo. In un momento imprecisato &ndash; prima dell&rsquo;ottobre 1922 &ndash; Dinale accett&ograve; di rappresentare il Partito nazionale fascista durante un viaggio in Sud America con l&rsquo;obiettivo di trovare sbocco alla manodopera italiana attraverso la colonizzazione di regioni dell&rsquo;Argentina, onde scongiurare l&rsquo;emigrazione incontrollata, potenzialmente dannosa per gli stessi emigranti, come spesso si era registrato nei decenni precedenti. Tra gli altri mandati, Dinale aveva quello della propaganda del Fascio e &ndash; possibilmente &ndash; la fondazione di Gruppi fascisti <i>in loco</i>.</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Dinale </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">part&igrave; dall&rsquo;Italia con il figlio Neos intorno al 14 ottobre 1922, dunque prima della nascita del governo presieduto da Benito Mussolini. Il viaggio serv&igrave; a Dinale per prendere contatti con personaggi del luogo, tra cui alcuni maggiorenti italo-argentini, e verificare la possibilit&agrave; di creare colonie italiane in localit&agrave; opportune (M. Zaganella, <i>Citt&agrave; nuove e colonizzazione agraria italiana in Argentina</i>, in corso di stampa). Dinale ripart&igrave; dal Sudamerica il 12 maggio 1923, e nel giugno rifer&igrave; all&rsquo;ormai capo del governo i contatti, anche <i>in alto loco</i>, avuti durante il soggiorno, che si protrasse fin nell&rsquo;Uruguay (<i>Quarant&rsquo;anni di colloqui</i>, cit., pp. 94-96). Tra questi contatti vi fu quello con l&rsquo;ingegner Filippo Bonoli, autore di progetti per la costituzione di alcuni insediamenti italiani, ben inserito negli ambienti argentini economici e finanziari (serie 2. <i>Attivit&agrave; istituzionale</i>, sottoserie 2. <em>In Sudamerica</em>, b. 3, fasc. 13). Si rese necessario un secondo viaggio per rendere concreti i progetti elaborati, per i quali Dinale ottenne finanziamenti dal Commissariato generale dell&rsquo;emigrazione. Partito l&rsquo;8 novembre 1923 alla volta di Buenos Aires, Dinale aveva l&rsquo;obiettivo, del tutto condiviso con il governo italiano, della trasformazione delle famiglie contadine italiane emigrate in piccoli proprietari terrieri.</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">La ricerca di un sito ove convogliare l&rsquo;emigrazione italiana si ferm&ograve; nella Provincia di Mendoza, in cui gi&agrave; esisteva un tentativo di colonizzazione di diverse famiglie di italiani, la Colonia Alvear. Prima di firmare il contratto con la Sociedad An&oacute;nima Colonia Alvear a nome del Governo italiano, bench&eacute; Dinale fosse convinto &laquo;che la realizzazione del progetto costituisca un sicuro elemento di ricchezza per i venienti e di prosperit&agrave; generale&raquo; (serie 2. <i>Attivit&agrave; istituzionale</i>, sottoserie 2. <em>In Sudamerica</em>, b. 3, fasc. 15), il progetto non ebbe seguito (P. Sergi, <i>Da Villa Regina a Villasboas. Progetti di colonizzazione in Sud America negli anni del primo fascismo</i>, in &laquo;Percorsi Storici&raquo;, 2013, 1), mentre maggior fortuna arrise alla Colonia Regina Pacini de Alvear, oggi Villa Regina, nella Patagonia extraandina, uno dei progetti che Dinale concep&igrave; con l&rsquo;ingegner Bonoli &ndash; l&rsquo;altro, nella stessa zona, non si realizz&ograve; (Colonia &ldquo;Monte Grappa&rdquo;) &ndash; attraverso la Compagnia italo-argentina di colonizzazione, costituita con capitali italiani, al punto da poter affermare che per Villa Regina si pu&ograve; parlare della prima &ldquo;citt&agrave; di fondazione&rdquo;.</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Tornato in Italia nel maggio 1924, incontr&ograve; Mussolini il 30 dicembre, nel momento &laquo;del maggiore e pi&ugrave; feroce inasprimento delle opposizioni&raquo; dopo il delitto Matteotti. Dinale rievoc&ograve; quell&rsquo;incontro nel volume <i>Quarant&rsquo;anni di colloqui con lui</i> alle pp. 114-117, ma la versione del racconto della prima parte dell&rsquo;incontro conservata nel suo archivio offre particolari diversi. Dinale si rec&ograve; a Palazzo Venezia per fare al duce </span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">omaggio di alcuni aforismi rivoluzionarii [&hellip;] con la modesta consapevole intenzione di farti vedere qualche cosa che tu, perch&eacute; non puoi veder tutto, non puoi vedere, o perch&eacute; vi sono delle influenze maligne o malvagie che ti impediscono di vedere.</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">La prima reazione di Mussolini fu di fastidio, ma poi afferr&ograve; i fogli che Dinale gli porgeva, ove erano vergati gli &ldquo;Aforismi rivoluzionarii&rdquo;:</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">1) La muta dei cani arrabbiati abbaja perch&eacute; il domatore ha deposto il frustino [&hellip;].</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">2) Le vilt&agrave; esalanti dal cadavere [di] Matteotti sono sempre le stesse: quelle, parassitarie, del giolittismo; quelle, statiche, del liberalismo; quelle, organiche, del neutralismo; quelle, putride, del sovversivismo palancaio; quelle, sadiche, del disfattismo [&hellip;].</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">3) Il Fascismo ha avuto troppo fretta di inserirsi nel regime che tenta invece di assorbirlo e di eliminarlo; bisogna rimediare al generoso errore con l&rsquo;imperioso proposito di piegare il regime al Fascismo.</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">4) La presente crisi politica deve sboccare nell&rsquo;urto tra il fascismo epurato e chiarificato e la coalizione di tutte le forze antinazionali che n&eacute; la Vittoria n&eacute; la Marcia su Roma han saputo eliminare dal corpo nazionale.</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">5) Bisogna stringere la catena dei fedelissimi [&hellip;].</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">6) Si &egrave; creata una situazione analoga a quella del 1922. Il Duce deve rideterminare quella del 1923 [&hellip;]: o il trionfo della Rivoluzione fascista o il rinvigliacchimento dell&rsquo;Italia la quale tornerebbe pregiolittiana.</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">7) Il Presidente Mussolini non deve figurare nel ruolo organico dei presidenti del Consiglio.</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">8) Il tatticismo del Presidente non deve sopraffare il rivoluzionarismo del Duce.</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">9) Bisogna avere fede nel popolo italiano, il quale ama e vuole l&rsquo;uomo forte e all&rsquo;uomo forte far&agrave; ancora completa dedizione.</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">10) Il capo deve credere ai valori concreti degli uomini, non a quelli meccanici [&hellip;].</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">11) Gli attimi della storia sono attimi e non sessioni parlamentari.</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">12) Mussolini non ha le responsabilit&agrave; effimere dell&rsquo;uomo di Governo, ma quelle storiche dell&rsquo;uomo del destino [&hellip;].</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">13) La Corona deve servire all&rsquo;Italia di Vittorio Veneto, non a quella dei parecchisti e dei rinunciatari o dei pescicani del demagogismo [&hellip;].</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">14) Il Collare dell&rsquo;Annunziata &egrave; una suprema onorificenza, non un nodo scorsoio.</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">15) L&rsquo;ora di salvare l&rsquo;Italia &egrave; questa: l&rsquo;aspettazione dei morti trascende il giudizio dei vivi.</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Alle sollecitazioni di Dinale a &ldquo;cambiare metodo&rdquo;, Mussolini rispose di avere in programma per i giorni successivi un Consiglio dei ministri onde impostare la reazione, ma fu interrotto dall&rsquo;interlocutore che lo spron&ograve; a non perder tempo, &laquo;l&rsquo;ora incalza&raquo;. Ancora dal resoconto di Dinale:</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Un&rsquo;ora e mezzo dopo era convocato d&rsquo;urgenza un Consiglio straordinario dei ministri che dur&ograve; tre ore e che mise in subbuglio per l&rsquo;aspettazione tutto il mondo politico di Roma.</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Il dattiloscritto termina, seguito da appunti autografi di Dinale: fu &laquo;l&rsquo;inizio della seconda ondata [&hellip;] E non si torn&ograve; pi&ugrave; indietro&raquo; </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">(</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">fondo <i>Neos Dinale</i>, cit., manoscritto, [30 dic. 1924]). Il Consiglio dei ministri straordinario si riun&igrave; dalle 15 alle 18.30</span></span></span></span><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\"> ed esamin&ograve; &laquo;la situazione interna, in seguito specialmente all&rsquo;atteggiamento assunto da alcuni gruppi e dalla stampa di opposizione&raquo; (Archivio centrale dello Stato, <em>Verbali del Consiglio dei ministri</em>, verbale del 30 dicembre 1924; esso &egrave; molto breve e si presenta in forma manoscritta, a differenza degli altri); fu</span></span></span><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\"> &laquo;unanime nella valutazione della situazione, creata da elementi irresponsabili, e delle sue ripercussioni, soprattutto economiche e finanziarie; ed &egrave; stato altres&igrave; unanime nella decisione di applicare tutte le misure necessarie per la tutela degli interessi morali e materiali del paese&raquo; (<i>Opera omnia di Benito Mussolini</i>, <i>Dal delitto Matteotti all&rsquo;attentato Zaniboni</i>, vol. XXI, La Fenice, Firenze 1956, p. 234).</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">La immutata stima nutrita dal capo del governo verso il vecchio sindacalista, che nel corso del 1923 aveva pubblicato alcune &ldquo;lettere aperte&rdquo; a Mussolini su &laquo;Il Popolo d&rsquo;Italia&raquo; firmate con il dantesco pseudonimo &ldquo;Farinata degli Uberti&rdquo;, &laquo;propugnando una audace impostazione politico-sociale del fascismo&raquo;, lo indusse a affidargli numerosi incarichi istituzionali. Nel 1925 Dinale fu regio commissario a La Spezia, mentre, pur essendone in predicato, non divenne prefetto di Pola, perch&eacute;, a suo dire, &laquo;vi si oppose Federzoni, l&rsquo;antico odiatore del nostro interventismo rivoluzionario, e ministro degli attentati&raquo; </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">(serie 7. <i>Documenti di natura personale</i>, b. 25, fasc. 171, <i>Curriculum</i>, cit<i>.</i>)</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">. Il </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">16 dicembre 1926 fu </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">nominato prefetto di Nuoro, appena elevata a provincia insieme ad altre</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">. Mussolini ricevette i prefetti delle nuove province il 9 dicembre, subito prima della nomina formale. In quella occasione Dinale &ldquo;mnemostenograf&ograve;&rdquo; il discorso del capo del governo, offrendo poi in dono ai colleghi il verbale cos&igrave; ottenuto quale ricordo della cerimonia. Il discorso di Mussolini fu veemente, chiarendo che ogni altra autorit&agrave; del luogo doveva essere subordinata a quella del prefetto, compresi dunque i segretari federali del partito, e fu netto nel raccomandare la vigilanza pi&ugrave; attiva per preservare l&rsquo;ordine pubblico. Nell&rsquo;archivio di Dinale vi sono due fogli riguardanti il verbale dell&rsquo;incontro (serie 2. <i>Attivit&agrave; istituzionale</i>, sottoserie 4. <em>Attivit&agrave; prefettizia</em>, sottosottoserie 1., b. 4, fasc. 18), mentre esso &egrave; presente nella sua interezza nell&rsquo;Archivio di Stato di Matera (<em><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-style:normal;\">cfr</span></span></em>. P. Sergi, <em><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Quando Mussolini diede ai prefetti la &quot;licenza di uccidere&quot;</span></em>, in &laquo;Giornale di storia contemporanea&raquo;, XIV (2011), 1, pp. 75-90).</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Dinale trov&ograve; a Nuoro e nella provincia un ambiente subdolamente ostile e intento, nelle sue alte rappresentanze, a conservare situazioni personali che non consentivano l&rsquo;emergere di personalit&agrave; pi&ugrave; dinamiche e decise a scardinare l&rsquo;omert&agrave; vigente. Fu risoluto nella lotta contro ogni tipologia di fuorilegge e fece appello alla popolazione</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">, ancora affezionata alla figura del bandito-eroe, vindice dei soprusi, </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">affinch&eacute; lo sostenesse nell&rsquo;affrancare il territorio da una lunga servit&ugrave; criminale (</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">A. S. Todde, <i>Banditesse sarde tra ieri e oggi</i>, in &laquo;Rivista di psicodinamica criminale&raquo;, III (2010), 3, pp. 8-9</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">). Accanto a questo, il prefetto si impegn&ograve; nella dotazione di infrastrutture pubbliche: nella relazione prefettizia del giugno 1927 (serie 2. <i>Attivit&agrave; istituzionale</i>, sottoserie 3. <em>Attivit&agrave; prefettizia</em>, sottosottoserie<em> 2. Prefettura di Nuoro</em>, b. 4, fasc. 20) scriveva che &laquo;bisogna risolvere integralmente e presto il problema sardo al di fuori e al di sopra delle esigenze di bilancio e con un ritmo che vinca e superi le lentezze della pesante macchina statale&raquo;. In una lettera ad Antonio Putzolu, il &ldquo;sardo-fascista&rdquo; fondatore del mensile &laquo;Mediterranea&raquo;, Dinale asser&igrave; che per risolvere il problema della regione &ndash; arretratezza, banditismo, disoccupazione, isolazionismo &ndash; era necessaria un&rsquo;alleanza tra governo, sardi, continentali, perch&eacute; quello della Sardegna era un problema nazionale e occorreva elevare le condizioni morali, igieniche, economiche dell&#39;isola </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">(fondo <i>Neos Dinale</i>, cit., lettera ad Antonio Putzolu, minuta, 17 giu. 1927).</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Egli venne riconosciuto &ndash; con accenti un po&rsquo; adulatori &ndash; quale &laquo;restauratore morale della Provincia nostra e costruttore instancabile e sapiente delle sue fortune e del suo avvenire&raquo; (serie <em>Attivit&agrave; istituzionale</em>, sottoserie <em>Attivit&agrave; prefettizia</em>, b. 4, fasc. 22, lettera di alcuni membri della Federazione provinciale di Nuoro del Pnf, 22 apr. 1928). In realt&agrave; le lotte tra gruppi del territorio nuorese erano senza esclusione di colpi e contrapponevano soprattutto quello capeggiato dal deputato fascista Salvatore Siotto, composto di personalit&agrave; convertite al fascismo per convenienza, e altri gruppi fedeli al Regime in opposizione ai potentati locali. Lo stesso Dinale si trov&ograve; coinvolto in dicerie e attacchi, con accuse di favoritismi, da lui dimostrate del tutto prive di fondamento, e in una lettera a Mussolini, dicendosi disgustato dalla pervicacia delle animosit&agrave;, asser&igrave; che avrebbe volentieri rinunciato all&rsquo;incarico: &laquo;&egrave; la prima volta che mi accade di desiderare di lasciare un posto di combattimento; il pericolo della lotta mi infiamma e mi aizza, ma quando il nemico fa schifo, vince la nausea&raquo; (<i>ibid.</i>, lettera a Benito Mussolini, minuta, 11 marzo 1928).</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Da Nuoro Dinale pass&ograve; a Potenza (l&deg; luglio 1928) e poi a Salerno (16 maggio 1930) (M. Missori, </span></span><i><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Governi</span></span></i><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">, <i>alte cariche dello Stato e prefetti del Regno d</i>&#39;<i>Italia</i>, </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Ministero per i beni culturali e ambientali, Ufficio centrale per i beni archivistici, Roma </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">1978</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">, pp. 533, 562, 583). A Potenza trov&ograve; una situazione analoga a quella di Nuoro quanto a conventicole e gruppi di potere locale, che con l&rsquo;avvento del fascismo avevano camaleonticamente cambiato casacca per conservare privilegi e interessi: tutti questi giochi ambigui &laquo;intristiscono la vita politica provinciale, specialmente laddove il fascismo si &egrave; manifestato come ripercussione meccanica e comodo governativismo, ed il Partito &egrave; diventato fine di arrembaggio da parte di molti uomini provenienti dai partiti o da clientele dell&rsquo;antico regime&raquo;; il prefetto, trovatosi di fronte a due potentati in lotta fra loro, si diede perci&ograve; da fare per &laquo;creare una situazione fascista indipendentemente dagli uni e dagli altri&raquo; adoperandosi in un&rsquo;opera di pacificazione per evitare vendette e sopraffazioni. Il vecchio sindacalista, difensore degli oppressi, albergava ancora in Dinale, che in una informativa del 1926 della Questura di Treviso alla Prefettura di quella provincia era descritto come persona di modesto tenore di vita, con cespiti di entrata presumibilmente limitati (cfr. I. Da Rold, cit., p. 227). Non si pu&ograve; ovviamente escludere che i successivi incarichi e la collaborazione a &laquo;Il Popolo d&rsquo;Italia&raquo; dal 1932 non gli avessero consentito maggiori disponibilit&agrave; economiche.</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Nel frattempo la sua famiglia si espandeva: nella seconda met&agrave; degli anni Venti si erano sposati sia la figlia Leuzira, con Giacomo Carlo Vigan&ograve;, sia il figlio Neos, con Wanda Dinale, sua cugina di primo grado. Leuzira ebbe una figlia, Vera, nata nel 1931, Neos tre bambini, Franco (1928), Ottavio (1931), Carlo (1940).</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Intanto, <i>fascismo imperante</i>, Dinale continuava ad avere contatti con fuorusciti, confinati, insomma personaggi a lui un tempo legati nella vecchia militanza e poi caduti in disgrazia con il nuovo regime, ma che di frequente erano sostenuti, in modo anonimo, dal regime stesso, come accadde, per esempio &ndash; informa Dinale (<i>Quarant&rsquo;anni di colloqui</i>, cit., pp. 125 e 312-317) &ndash; a Errico Malatesta e Giuseppe Giulietti, il &ldquo;comandante sindacalista&rdquo;, e a molti altri confinati e condannati, segnalati da Dinale a Mussolini.</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Ma anche pubblicamente Dinale, ormai per tutti &ldquo;Farinata&rdquo;, riprendendo la collaborazione a &laquo;Il Popolo d&rsquo;Italia&raquo; (dove talvolta firmava gli articoli con il proprio nome o con le iniziali), nel 1932, fino almeno al 1937, attraverso il riesumato pseudonimo divenne l&rsquo;adamantino difensore di chi aveva subito torti, l&rsquo;inesorabile critico del malcostume in alto e in basso, il patrocinatore del fascismo puro, onesto, incorrotto e incorruttibile contro chi ne faceva un comodo paravento per le proprie ambizioni, per i propri misfatti, chi era invischiato in faccende oscure, chi, in nome del fascismo, intendeva conservare posizioni di potere precedenti e mantenere in stato di servit&ugrave; coloro che gli erano sempre stati asserviti. Di questi ultimi Dinale divenne il paladino e degli altri strenuo accusatore: &laquo;tutte le code di paglia vissero anni di trepidazione&raquo; (serie 7. <i>Documenti di natura personale</i>, b. 25, fasc. 171, <i>Curriculum</i>, cit<i>.</i>). L&rsquo;acquiescenza di Mussolini, direttore del giornale, verso le invettive di Dinale, prontamente segnalate al duce con lamentele, proteste, minacce da chi era colpito dalla scure del vecchio sindacalista, lasciava stupite le &ldquo;vittime&rdquo; stesse delle invettive, incredule di fronte a tanto spazio di manovra accordato (tra i molti, Farinacci: cfr. ACS, <i>Segreteria particolare del Duce</i>, <i>Carteggio riservato</i>, 1922-1943, b. 41, Farinacci a Mussolini, 28 ott. 1933). Inutile dire che negli scritti di Farinata la figura di Mussolini usciva sempre eroica.</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Si potrebbe quasi pensare a una sorta di riconoscenza di Dinale verso Mussolini che lo teneva a briglia sciolta, leggendo i due volumi da quegli pubblicati nel 1934, uno sullo stesso duce e l&rsquo;altro a proposito della Mostra della rivoluzione fascista, <i>Tempo di Mussolini</i>, Mondadori, [Milano-Verona] 1934, e <i>La Rivoluzione che vince</i>, Franco Campitelli editore, Roma [1934]. &laquo;La nuova Italia si chiama Mussolini&raquo;, affermava lapidariamente Dinale nel secondo dei due volumi (p. 21), dove si legge (p. 9) che</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">la Rivoluzione Fascista non &egrave; una storia scritta in capitoli, &egrave; un prorompere di fatti storici [&hellip;]; non &egrave; una gesta di attori, &egrave; un&rsquo;irruzione della volont&agrave; e del sacrificio, in nome di un dovere che domina l&rsquo;essere, alla conquista di un ideale che non ha altro correlativo se non la vittoria o la morte</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">parole non troppo lontane da quelle relative ai sentimenti che dominavano il Dinale sindacalista rivoluzionario. Lo stile letterario del Dinale <i>laudator</i> del capo del fascismo era sempre il medesimo, un po&rsquo; retorico, roboante, enfatico.</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Nel 1935, nonostante l&#39;et&agrave; &ndash; aveva 64 anni -, decise di arruolarsi volontario nella guerra in Africa Orientale, partendo per Asmara da Napoli il 12 febbraio 1936, dopo essere stato reintegrato nei ruoli della riserva, cosa che, dato l&rsquo;anno di nascita, risult&ograve; complessa. L&rsquo;impresa gli apparve un&rsquo;occasione straordinaria:</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Che guerra ciclopica, che spettacolo indescrivibile, che orgoglio luminoso. Tutto in proporzione con la grandezza onnipotente del Genio, con la volont&agrave; e con la consapevolezza di un popolo che corre [&hellip;] la sua suprema inarrestabile marcia (</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">fondo <i>Neos Dinale</i>, cit., lettera a Leuzira Dinale, 27 mar. 1936</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">).</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Nell&rsquo;aprile 1936 ebbe l&rsquo;incarico di ispettore per tutta la zona occupata fino alla primissima linea. Da l&igrave; inviava le &ldquo;segnalazioni al Duce&rdquo;, informative sulla situazione militare e su quella relazionale tra ufficiali e truppa e tra gli ufficiali tra loro. In quel periodo incontr&ograve; Galeazzo Ciano, Roberto Farinacci, Vito Mussolini, Achille Starace. Ebbe l&rsquo;avanzamento straordinario a maggiore per meriti eccezionali, che giunse dopo il suo rimpatrio, nel gennaio 1937 (serie 2. <i>Attivit&agrave; istituzionale</i>, </span></span></span></span></span></span><span style=\"font-size:10.0pt\"><span style=\"line-height:150%\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">sottoserie 5. <em>Campagna d&rsquo;Etiopia</em>, </span></span></span><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">b. 5, fasc. 29).</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">La famiglia Dinale aveva impostato la propria vita basandola su un ateismo assoluto, proprio dell&rsquo;ambiente ove Ottavio aveva a lungo militato. Da simile impostazione si allontan&ograve; gi&agrave; in giovane et&agrave; Neos, il figlio maschio di Ottavio. La conversione della sorella Leuzira fu successiva e accompagnata dall&rsquo;insorgere di una grave malattia, da lei accettata e quasi invocata quale dono di fede (serie 7. <i>Documenti di natura personale</i>, b. 25, fasc. 162). La scomparsa di Leuzira, avvenuta nel dicembre 1940, dopo il comprensibile turbamento dell&rsquo;intera famiglia, condusse lo stesso Ottavio ad abbracciare convintamente il cattolicesimo, insieme alla moglie. Essi si presero cura della figlia di Leuzira, Vera, il cui padre, Carlo Vigan&ograve;, non era in buoni rapporti con la famiglia Dinale, anche per precedenti dissapori dovuti a comportamenti di questi, personaggio poco affidabile e incline a utilizzare per propri fini il nome del suocero (</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">fondo <i>Neos Dinale</i>, cit., lettera a Neos Dinale, 1&deg; dic. 1927). La vicenda di Leuzira, resa nota attraverso un volumetto del suo padre spirituale, don Vincenzo Ceresi, fu risaputa anche in Vaticano e commosse il pontefice Pio XII, che il </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">5 luglio 1941 ricevette in udienza Dinale, la moglie Marcella, la nipote Vera (V. Ceresi, <i>Leuzira. Sacrificio e apostolato</i>, 4<sup>a</sup> ed. ampliata e documentata, Libreria editrice Coletti, Roma [1943], p. 141).</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Nel 1942 Dinale acquis&igrave; la propriet&agrave; della casa editrice Augustea, che pubblicava l&rsquo;omonima rivista, di cui nel 1941 era divenuto direttore.</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Con l&rsquo;avvento della legislazione sulla razza, l&rsquo;atteggiamento di Dinale appare di cauto ossequio al pensiero dominante. Scrisse, a firma Farinata, la prefazione al volume di Aldo Capasso, <i>Idee chiare sul razzismo</i> (Augustea, Roma 1942), nella quale, con espediente dialettico, faceva proprie le perplessit&agrave; di quanti si trovavano a destreggiarsi tra le contrastanti teorie sull&rsquo;argomento: lamentava la confusione che simili teorie ingeneravano, per ovviare alle quali &ndash; asser&igrave; &ndash; aveva promosso la pubblicazione, sorta di vademecum, dove Capasso espose le proprie, sottolineando le differenze fisiche e psicologiche tra le razze, partendo dal <i>Manifesto del razzismo italiano</i>. Peraltro Dinale, proprio presso Augustea, aveva alle dipendenze Gino Ben Amozegh (forse discendente del rabbino capo di Livorno Elia Benamozegh), di religione ebraica, al quale, dopo il 25 luglio, affid&ograve; la Direzione amministrativa, trovandosi lontano da Roma (serie 3. <i>Affari diversi</i>, ss. 1. <i>Affari di varia natura</i>, b. 6, fasc. 35).</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Dopo l&rsquo;8 settembre, Dinale ader&igrave; alla Repubblica sociale italiana, recandosi a Gragnano con una certa frequenza a incontrare un Mussolini rinchiuso in se stesso e nella sua &laquo;corrodente angoscia&raquo; (<i>Quarant&rsquo;anni di colloqui</i>, cit., p. 199), quasi inconsapevole della realt&agrave;, tanto da mostrare in alcune circostanze &laquo;ottimismi dedotti da particolari male o scarsamente interpretati&raquo; (<i>ibid</i>., p. 196). Impossibile per Dinale abbandonare la barca in tempesta: &laquo;uomo di battaglia&raquo; si era definito nel 1921 nell&rsquo;editoriale del primo numero de &laquo;La Vita del Veneto&raquo;, e per l&rsquo;intera esistenza ne aveva mantenuto lo stile e la grinta. Impossibile abbandonare gli amici, ancor pi&ugrave; coloro che tornarono all&rsquo;ovile in quel 1943-1945, come Massimo Rocca e Nicola Bombacci, o il figlio di Mario Bergamo, Giorgio Mario, con il miraggio di realizzare il socialismo, quello vero, quello che avevano sempre rincorso, &ldquo;il sol dell&rsquo;avvenire&rdquo;, &ldquo;lo Stato dei lavoratori&rdquo;. Ma &laquo;non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave; nulla da fare&raquo;, si scopr&igrave; a riflettere Dinale dopo uno di quei <i>Colloqui</i> del 1944, &laquo;Che Iddio salvi l&rsquo;Italia&raquo; (<i>ibid.</i>, p. 200).</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">La fine del conflitto e la resa dei conti si concretarono per la famiglia Dinale nell&rsquo;arresto di Neos, prefetto di Vicenza dal 20 settembre 1943 al 12 maggio 1944, che fu liberato dopo l&rsquo;&rdquo;amnistia Togliatti&rdquo;.</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Al referendum del 2 giugno Ottavio auspic&ograve; la vittoria della repubblica: &laquo;la storia non torna indietro e le direttive di marcia de l&rsquo;umanit&agrave; verso una [&hellip;] pi&ugrave; umana giustizia sociale sono oramai sull&rsquo;amplissima asfaltata meta della rivoluzione&raquo;</span></span> <span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">(</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">fondo <i>Neos Dinale</i>, cit., lettera a Neos Dinale, 26 mag. 1946).</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Tra il 1947 e il 1948 collabor&ograve; con Edgardo Sulis, che conosceva da tempo, alla stesura del programma del Movimento universalista; impost&ograve; con questi e con Armando Lodolini l&rsquo;organo del Movimento, il periodico &laquo;L&rsquo;Idea universale&raquo;, di cui Lodolini fu designato direttore responsabile (</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">serie 3. <i>Affari diversi</i>, ss. 1. <i>Affari di varia natura</i>, b. 6, fasc. 36)</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">.</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Collabor&ograve; inoltre con Duilio Susmel nel novembre 1951 alla rettifica dell&rsquo;attribuzione a Mussolini di scritti e corsivi anonimi o pubblicati con pseudonimi, cos&igrave; come compare nel I volume dell&rsquo;<i>Opera omnia</i> (a cura di Edoardo e Duilio Susmel, La Fenice, Firenze 1951). Questa rettifica non &egrave; stata recepita nella seconda ristampa del 22 dicembre 1953, mentre &egrave; presente in forma dattiloscritta, con firma autografa di Susmel, nelle carte Dinale (</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">serie 4. <i>Scritti</i>, ss. 2. <i>Altri scritti</i>, b. 16, fasc. 82).</span></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm .0001pt;text-align:justify;\"><span style=\"font-size:12pt;\"><span style=\"line-height:normal;\"><span><span style=\"font-family:'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Come &egrave; stato pi&ugrave; volte ricordato, egli pubblic&ograve; nel 1953 presso l&rsquo;editore Ciarrocca di Milano il volume rievocativo dei suoi incontri e della sua amicizia con Mussolini, <i>Quarant&rsquo;anni di colloqui con lui</i>, ove si diceva l&rsquo;unico ad aver penetrato nell&rsquo;intimo la sua anima &laquo;in una incessante azione critica dapprima, anatomica poi, tra il seguitare dei giorni e il precipitare degli avvenimenti&raquo; (p. 12); nell&rsquo;archivio &egrave; presente la prima versione di alcune parti del libro </span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">(</span></span><span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">serie 4. <i>Scritti</i>, ss. 2. <i>Altri scritti</i>, b. 17, fascc. 84 e 85).</span></span></span></span></span></span></p>\r\n<span style=\"font-size:10pt;\"><span style=\"line-height:150%;\"><span style=\"font-family:Arial, sans-serif;\">Mor&igrave; a Roma il 7 marzo 1959.</span></span></span>,"},{"label":"Struttura","value":"<p style=\"margin:0cm 0cm 0.0001pt; text-align:justify\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">serie 1. Corrispondenza</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm 0.0001pt; text-align:justify\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">serie 2. Attivit&agrave; istituzionale</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm 0.0001pt; text-align:justify\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottoserie 1. Governo della Dalmazia. Ufficio Informazioni-Centro di Zara</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm 0.0001pt; text-align:justify\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottoserie 2. In Sudamerica</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm 0.0001pt; text-align:justify\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottoserie 3. R Commissario di La Spezia</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm 0.0001pt; text-align:justify\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottoserie 4. Attivit&agrave; prefettizia</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm 0.0001pt; text-align:justify\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottosottoserie 1. Istituzione di nuove province</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm 0.0001pt; text-align:justify\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottosottoserie 2. Prefettura di Nuoro</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm 0.0001pt; text-align:justify\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottosottoserie 3. Prefettura di Potenza</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm 0.0001pt; text-align:justify\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottoserie 5. Campagna d&rsquo;Etiopia</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm 0.0001pt; text-align:justify\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">serie 3. Affari diversi</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm 0.0001pt; text-align:justify\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottoserie 1. Affari di varia natura</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm 0.0001pt; text-align:justify\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottoserie 2. Badoere di Morgano</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm 0.0001pt; text-align:justify\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">serie 4. Scritti</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm 0.0001pt; text-align:justify\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottoserie 1. Scritti su &ldquo;Il Popolo d&rsquo;Italia&rdquo;</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm 0.0001pt; text-align:justify\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottosottoserie 1. Manoscritti ordinati cronologicamente</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm 0.0001pt; text-align:justify\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottosottoserie 2. Ritagli di giornale con articoli di Dinale</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm 0.0001pt; text-align:justify\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottosottoserie 3. Manoscritti vari sciolti</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin-left:35.4pt; margin:0cm 0cm 0.0001pt; text-align:justify\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; sottosottoserie 4. &ldquo;Lettere al Presidente&rdquo;</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm 0.0001pt; text-align:justify\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottoserie 2. Altri scritti</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm 0.0001pt; text-align:justify\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">serie 5. Scritti di terzi</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm 0.0001pt; text-align:justify\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">serie 6. Raccolta di pubblicistica varia</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm 0.0001pt; text-align:justify\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottoserie 1. Periodici in fascicoli intitolati <i>ab origine</i></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm 0.0001pt; text-align:justify\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottoserie 2. Eco della stampa&nbsp; </span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm 0.0001pt; text-align:justify\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottoserie 3. Periodici in fascicoli con argomento specifico</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm 0.0001pt; text-align:justify\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottoserie 4. Collezione di periodici</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm 0.0001pt; text-align:justify\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottoserie 5. Periodici stranieri</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm 0.0001pt; text-align:justify\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottosottoserie 1. Giornali stranieri vari</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm 0.0001pt; text-align:justify\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottosottoserie 2. Giornali francesi</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm 0.0001pt; text-align:justify\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottosottoserie 3. Giornali argentini</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm 0.0001pt; text-align:justify\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottoserie 6. Periodici in fascicoli in ordine cronologico</span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm 0cm 0.0001pt; text-align:justify\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">serie 7. Documenti di natura personale</span></span></span></span></span></p>\r\n<span style=\"font-size:10.0pt\"><span style=\"line-height:150%\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">serie 8. Documentazione aggregata</span></span></span>"}],"sequences":[{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/194131/sequence/normal","@type":"sc:Sequence","label":"Current Page Order","viewingHint":"individuals","canvases":[{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/194131/canvas/591836","@type":"sc:Canvas","label":"1","width":1822,"height":2654,"images":[{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/194131/annotation/591836","@type":"oa:Annotation","motivation":"sc:painting","on":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/194131/canvas/591836","resource":{"@id":"https://www.lazio900.it/backend/media/collectiveaccess/images/5/9/1/8/42975_ca_object_representations_media_591836_original.jpg","@type":"dctypes:Image","format":"image/jpeg","width":1822,"height":2654,"service":{"@context":"http://iiif.io/api/image/2/context.json","profile":"http://iiif.io/api/image/2/level2.json","@id":"https://iiiflazio.tocc.promemoriagroup.com/iiif/2/collectiveaccess-images-5-9-1-8-42975_ca_object_representations_media_591836_original.jpg"}}}]}]}]}