{"@context":"http://iiif.io/api/presentation/2/context.json","@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/194138","@type":"sc:Manifest","label":"Dinale Neos","rendering":{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/oggetti/194138-dinale-neos","format":"text/html","label":"Full record view"},"metadata":[{"label":"Tipologia","value":"Fondo"},{"label":"Storia istituzionale/Biografia","value":"<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\"><span style=\"font-size:12pt\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">Neos Dinale, terzogenito del sindacalista rivoluzionario, poi prefetto fascista, Ottavio e di Marcella Vendramin, nacque il 26 dicembre 1901 a Mirandola in provincia di Modena, dove la famiglia si era trasferita in seguito alla chiamata del padre presso il locale ginnasio. Con la madre e la sorella Leuzira, di tre anni pi&ugrave; grande di lui&nbsp;(la primogenita mor&igrave; prematuramente), tra il 1906 e il 1911 segu&igrave; il padre nelle peregrinazioni in terra straniera - Svizzera, Francia &ndash; causate dalle numerose condanne penali riportate da Ottavio per la sua attivit&agrave; di agitatore socialista e organizzatore di scioperi.</span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\"><span style=\"font-size:12pt\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">Scoppiata la guerra mondiale, alla quale Ottavio, pur se ultraquarantenne, partecip&ograve; come interventista/intervenuto, e lette avidamente le lettere paterne dal fronte inneggianti alla vittoria sul prussianesimo e alla redenzione delle terre italiane soggette all&rsquo;Austria, Neos si arruol&ograve; volontario appena compiuti i sedici anni, il 26 dicembre 1917. Sei mesi dopo, scoperta la troppo giovane et&agrave;, fu rimandato a casa, ma il dispiacere per simile provvedimento fu tale che il padre si rivolse direttamente al sovrano chiedendo il reintegro. Nel luglio 1918 Neos fu accontentato e gli fu conferito il grado di aspirante di fanteria, con il quale part&igrave; per il fronte. Partecip&ograve; alla battaglia di Vittorio Veneto riportando la Croce di guerra al valore per il comportamento durante il passaggio del Piave, la presa di Valdobbiadene e la conquista del monte Cesen (serie <i>Attivit&agrave; prefettizia</i>, sottoserie <i>Processo per collaborazionismo</i>, b. 3, fasc. 32, memoria difensiva preparata dall&rsquo;avvocato di Neos Dinale dopo la sua cattura nel luglio 1945).</span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\"><span style=\"font-size:12pt\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">Le irrisioni, le offese e le violenze socialiste del dopoguerra contro i reduci lo portarono all&rsquo;adesione allo squadrismo, che abbandon&ograve; quando la lotta si fece aspra e aggressiva.</span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\"><span style=\"font-size:12pt\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">Poco dopo i venti anni, bench&eacute; educato all&rsquo;agnosticismo, giunse alla conversione al cattolicesimo attraverso la catechesi di padre Giovanni Genocchi (cfr. V. Ceresi, <i>Leuzira. Sacrificio e apostolato</i>, Libreria editrice Coletti, Roma 1941<sup>3</sup>, p. 13).</span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\"><span style=\"font-size:12pt\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">Part&igrave; con il padre alla volta del Sud America nell&rsquo;ottobre 1922. Ottavio Dinale aveva ricevuto l&rsquo;incarico da parte del partito nazionale fascista, cui si era avvicinato poco prima rinverdendo l&rsquo;antica amicizia con Mussolini, di esplorare le possibilit&agrave; di colonizzazione di terre argentine ove convogliare la manodopera italiana. Neos Dinale fu valido segretario: a quel tempo risale una delle sue prime prove giornalistiche, <i>Le linee del Fascismo in Argentina</i>, pubblicato su un periodico locale in lingua italiana (fondo <i>Ottavio Dinale</i>, serie 2. <i>Attivit&agrave; istituzionale</i>, sottoserie 2. <em>In Sudamerica</em>, b. 3, fasc. 15). Rientrato il padre temporaneamente in Italia nel maggio 1923, Neos rimase solo, sorta di iniziazione alla vita adulta: bench&eacute; non si sia in grado di precisare l&rsquo;attivit&agrave; di Neos Dinale nel periodo fino all&rsquo;autunno 1923, quando rientr&ograve; in Italia, si pu&ograve; asserire che ebbe stretti contatti con le comunit&agrave; italiane in Argentina. Fece parte della Federazione generale delle Societ&agrave; italiane nella Repubblica argentina quale delegato della Societ&agrave; italiana XX settembre di Neuquen e collabor&ograve; ancora alla stampa italiana locale (serie <i>Periodo sudamericano</i>, b. 1, fasc. 8).</span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\"><span style=\"font-size:12pt\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">Tornato in Italia nel 1924, fu assunto dall&rsquo;Ufficio stampa del capo del governo, ove fu prima vice capo, poi capo della sezione Interni; intorno al 1930, come dimostra un appunto manoscritto conservato nel suo archivio, sugger&igrave; l&rsquo;istituzione di una sezione Propaganda, abbozzandone l&rsquo;organizzazione (serie <i>Ufficio stampa del capo del governo e Sottosegretariato di Stato per la stampa e la propaganda</i>, b. 2, fasc. 6).</span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\"><span style=\"font-size:12pt\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">Nel 1926 si un&igrave; in matrimonio con Wanda Dinale, sua cugina di primo grado, figlia del fratello di Ottavio, Benvenuto. Dall&rsquo;unione nacquero tre figli, Franco (1928), Ottavio (1931), Carlo (1940).</span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\"><span style=\"font-size:12pt\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">Quando l&rsquo;Ufficio stampa del capo del governo si trasform&ograve; in Sottosegretariato di Stato per la stampa e la propaganda (r. d. 6 settembre 1934, n. 1434), della cui progettazione fu incaricato, Dinale, nominato prefetto, ne divenne Direttore generale per la stampa italiana:</span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\"><span style=\"font-size:12pt\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">La Direzione generale della Stampa italiana unitamente a quella per la Stampa estera costituisce il vecchio nucleo dell&rsquo;Ufficio stampa del capo del governo [e ne] ha conservato il compito di essere centro normativo, moderatore, propulsore e coordinatore insieme di tutte le attivit&agrave; [&hellip;]. Necessariamente quindi [&hellip;] viene a seguire tutte le attivit&agrave; di pensiero della Nazione [&hellip;] (serie <i>Ufficio stampa del capo del governo e Sottosegretariato di Stato per la stampa e la propaganda</i>, b. 2, fasc. 14).</span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\"><span style=\"font-size:12pt\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">Sembra che in questa veste Dinale si prodigasse nell&rsquo;aiuto ai giornalisti non fascisti e antifascisti, procurando loro un&rsquo;occupazione (serie <i>Attivit&agrave; prefettizia</i>, sottoserie <i>Processo per collaborazionismo</i>, b. 3, fasc. 32, memoria difensiva preparata dall&rsquo;avvocato di Neos Dinale dopo la sua cattura nel luglio 1945). Fu forse per la sua azione di premura verso costoro che Dinale entr&ograve; in conflitto con il Sottosegretario alla Stampa Galeazzo Ciano, cos&igrave; come asserito nella memoria difensiva citata. Lasci&ograve; dunque il Sottosegretariato e il 25 luglio 1935 fu investito della responsabilit&agrave; della Prefettura di Macerata, dove rimase due anni, per essere poi trasferito a Savona. Nella citt&agrave; ligure il servizio fu pi&ugrave; lungo, e copr&igrave; anche i primi anni di guerra (1&deg; luglio 1937 - 20 febbraio 1943): parrebbe che nelle diverse localit&agrave; in cui svolse l&rsquo;attivit&agrave; prefettizia fosse sempre apprezzato per la vicinanza alla popolazione. In pi&ugrave;, per il suo comportamento durante i numerosi bombardamenti cui Savona fu sottoposta durante la guerra, a Dinale fu riconosciuta una medaglia al valor civile.</span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\"><span style=\"font-size:12pt\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">Intanto, nel 1940, era morta la sorella Leuzira, per un male incurabile che scosse fortemente tutti i familiari.</span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\"><span style=\"font-size:12pt\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La destinazione successiva di Neos Dinale fu quella di Vicenza e si concluse, sotto il Regno d&rsquo;Italia, rapidamente: con la caduta del fascismo e l&rsquo;avvento del governo Badoglio il 1&deg; agosto 1943 egli fu collocato a riposo per ragioni di servizio, giacch&eacute; tale governo si sbarazz&ograve; di tutti i prefetti nominati dal precedente. Il suo posto fu occupato dal vice prefetto Pio Gloria. Il 18 settembre 1943 Dinale ricevette l&rsquo;invito a tornare alla guida della provincia di Vicenza da parte del Federale del neonato Partito fascista repubblicano di quella citt&agrave;, Bruno Mazzaggio, in ottemperanza alla disposizione di Mussolini per cui le autorit&agrave; fasciste decadute dalla carica per ordine del governo Badoglio dovevano riprendere il proprio posto. Nel verbale dell&rsquo;incontro tra Dinale e Gloria, voluto da quest&rsquo;ultimo, sottoscritto da testimoni e dallo stesso Dinale, Gloria dichiarava che &ldquo;quale funzionario dello Stato, legalmente investito del mio ufficio non posso e non intendo abbandonare l&rsquo;ufficio stesso&rdquo;, mentre Dinale gli faceva presente di non poter venir meno a un preciso ordine del duce, essendo inoltre, in quanto prefetto, &ldquo;mobilitato civile&rdquo; e perci&ograve; impossibilitato a sottrarsi all&rsquo;obbligo (serie <i>Attivit&agrave; prefettizia</i>, sottoserie <i>Prefettura di Vicenza</i>, b. 3, fasc. 27, sfasc. 1; &ldquo;Il 20 settembre 1943 le autorit&agrave; militari tedesche destituirono il dott. Gloria e nominarono reggente il prefetto a riposo rag. Dinale; dopo la sua costituzione il governo della RSI colloc&ograve; a disposizione il dottor Gloria e conferm&ograve; nella carica il rag. Dinale&rdquo;: M. Missori, <i>Governi, alte <em><span arial=\"\" style=\"font-family:\">cariche</span></em></i> <i>dello Stato, alti magistrati e prefetti del Regno d&#39;Italia, </i><em><span arial=\"\" style=\"font-family:\"><span style=\"font-style:normal\">Ministero</span></span></em> per i<i> </i><em><span arial=\"\" style=\"font-family:\"><span style=\"font-style:normal\">beni culturali e</span></span></em> ambientali, Roma 1989<sup>3</sup>, p. 628).</span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\"><span style=\"font-size:12pt\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">Rientrato cos&igrave; in possesso delle sue funzioni, Dinale affront&ograve; la situazione emergenziale in vario modo. Sicure sono le attestazioni di gratitudine per la condotta improntata a vicinanza e talvolta abnegazione verso la popolazione (serie <i>Attivit&agrave; prefettizia</i>, sottoserie <i>Processo per collaborazionismo</i>, b. 3, fascc. 27 e 32, quest&rsquo;ultimo con le testimonianze rese al processo). In un messaggio al Comando militare germanico, vergato non appena riprese in pieno l&rsquo;attivit&agrave;, Dinale rappresentava la situazione della provincia sottolineando come l&rsquo;occupazione tedesca fosse &ldquo;mal sopportata dalla popolazione come non pu&ograve; non esserla ogni occupazione straniera&rdquo; e auspicava che &ldquo;il Grande Reich germanico possa e voglia riconoscere praticamente l&rsquo;Italia come alleata e agire di conseguenza per quello che riguarda l&rsquo;occupazione militare&rdquo; (serie <i>Attivit&agrave; prefettizia</i>, sottoserie <i>Prefettura di Vicenza</i>, b. 3, fasc. 28).</span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\"><span style=\"font-size:12pt\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">La vera difficolt&agrave; che incontr&ograve; riguard&ograve; l&rsquo;attuazione della normativa relativa agli ebrei, verso cui pure ebbe una qual certa premura, come dimostra l&rsquo;interessamento nei confronti della moglie ebrea tedesca di un cittadino italiano per evitarle l&rsquo;internamento (<i>ibidem</i>, fasc. 29). Ebbe comunque &nbsp;pi&ugrave; volte a richiamare podest&agrave; e autorit&agrave; minori all&rsquo;osservanza delle norme, che prevedevano fra l&rsquo;altro speciali autorizzazioni per lo spostamento da Comune a Comune degli ebrei internati, spostamenti che non di rado venivano autorizzati soltanto verbalmente, in contrasto con quanto legiferato.</span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\"><span style=\"font-size:12pt\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">Nel giugno 1943 comunic&ograve; al Ministero dell&rsquo;interno che</span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\"><span style=\"font-size:12pt\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">Sono internati in provincia circa 600 ebrei stranieri, il cui contegno nel modo di vita e dal punto di vista politico lascia a desiderare; ho dato severissime disposizioni in materia, ma certamente questi ebrei rappresentano dei centri infettivi per cui sarebbe desiderabile il loro raggruppamento in campi di concentramento (ACS, MI, PS, Massime M4, b. 149, fasc. 18 &ldquo;Localit&agrave; d&#39;internamento&rdquo;, fasc. &ldquo;Vicenza&rdquo;, Ministero dell&rsquo;interno, Gabinetto del ministro, Relazioni politiche mensili, &ldquo;Estratto del rapporto del Prefetto di Vicenza in data del 1&deg; giugno 1943-XXI, n&deg; 676, avente per oggetto: &ldquo;Situazione politica &ndash; Relazione mese di maggio&rdquo;, cit. in M. Stefanori<i>, &ldquo;Ordinaria Amministrazione&rdquo;: i campi di concentramento per Ebrei nella Repubblica sociale italiana</i>, tesi di dottorato, Universit&agrave; degli studi della Tuscia, Dipartimento di storie e culture del testo e del documento, Viterbo, s.d.).</span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\"><span style=\"font-size:12pt\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">Si trov&ograve; inoltre a districarsi tra ordini antitetici, per cui un&rsquo;autorit&agrave;, quella italiana, stabiliva certe regole per l&rsquo;internamento e la deportazione, mentre l&rsquo;altra autorit&agrave;, la germanica, ne emanava di pi&ugrave; stringenti (cfr. <i>Il campo di concentramento di Tonezza del Cimone. Gli internati</i>, <a href=\"http://www.dalrifugioallinganno.it/tonezza_int.htm\" style=\"color:blue; text-decoration:underline\"><span style=\"color:#0563c1\">http://www.dalrifugioallinganno.it/tonezza_int.htm</span></a>). In una particolare occasione, dopo lunghe trattative con alti ufficiali tedeschi, Dinale dovette cedere a questi e consegn&ograve; loro gli ebrei presenti nel comune di Tonezza, che furono tradotti a Verona e portati alla stazione dove si stava completando il convoglio n. 6 per Auschwitz. Vero &egrave; che, in una testimonianza resa dal suo ex capo di gabinetto durante il processo per collaborazionismo, questi spieg&ograve; che il trasferimento degli ebrei ebbe luogo nonostante la formale assicurazione contraria del <em><span arial=\"\" style=\"font-family:\"><span style=\"font-style:normal\">Comandante del Comando militare germanico di Verona, il Consigliere capo</span></span></em> tedesco von Stein (serie <i>Attivit&agrave; prefettizia</i>, sottoserie <i>Processo per collaborazionismo</i>, b. 3, fasc. 32). Numerose altre testimonianze rese durante il processo da cittadini della provincia e da molti funzionari della Prefettura documentano la ferrea azione di Dinale volta a impedire prevaricazioni e violenze nella zona a lui affidata, bloccando rappresaglie e uccisioni per vendetta (<i>ibidem</i>, sfasc. 1).</span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\"><span style=\"font-size:12pt\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">Gli fu necessario anche fronteggiare gli elementi estremisti del Partito fascista repubblicano. Al suo arrivo a Vicenza il federale del Pfr era Bruno Mazzaggio, considerato un debole dagli elementi pi&ugrave; esagitati del fascismo vicentino, che mossero guerra anche a Dinale, persuaso a sua volta della necessit&agrave; di imprimere un ritmo il pi&ugrave; possibile sereno, considerate le circostanze, alla vita degli abitanti della provincia. Intervenne quindi in modo energico nei confronti di Giovanni Battista Caneva, commissario federale di Vicenza del Pfr, che era stato tra gli autori della recrudescenza degli arresti illegittimi e delle violenze nella zona, non rispettando l&rsquo;ordine di scioglimento della cosiddetta &ldquo;Polizia federale&rdquo;, in seguito all&rsquo;assassinio dello zio, Alfonso Caneva, da parte di un gruppo di partigiani:</span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\"><span style=\"font-size:12pt\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">Debbo avvertirti che ho dato disposizioni al Questore e alla Guardia nazionale repubblicana di fermare chiunque proceda ad arresti illegittimi. Non possono nemmeno essere tollerati atti di violenza come quelli che sono stati esercitati in questi giorni a danno delle popolazioni di alcuni paesi (serie <i>Attivit&agrave; prefettizia</i>, sottoserie <i>Prefettura di Vicenza</i>, b. 3, fasc. 30, lettera di Dinale a Caneva del 12 febbraio 1944, minuta).</span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\"><span style=\"font-size:12pt\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">Ripetute furono le denunce del capo della provincia al ministro dell&rsquo;interno, al capo della polizia, al questore di Vicenza, ma nessuno &ldquo;provvide n&eacute; rispose&rdquo; (serie <i>Attivit&agrave; prefettizia</i>, sottoserie <i>Processo per collaborazionismo</i>, b. 3, fasc. 32, memoria difensiva del 1945 cit.), tanto che il 29 marzo 1944 si rec&ograve; dallo stesso Mussolini per rappresentargli la situazione, aggravata dalla sostituzione del Mazzaggio proprio con Caneva. La citata memoria difensiva riferisce di &ldquo;elementi estremisti&rdquo; del Pfr che lo giudicavano &ldquo;un debole perch&eacute; era giusto&rdquo; e dell&rsquo;organizzazione di una &ldquo;spedizione armata per sostituirlo con la violenza&rdquo;.</span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\"><span style=\"font-size:12pt\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">Un appunto anonimo e senza data conservato nell&rsquo;archivio, sorta di verbale di &ldquo;una riunione recentissima&rdquo; tra il federale Caneva, il vice federale, alcuni fiduciari di Gruppi rionali, riporta che &ldquo;&egrave; stata disapprovata l&rsquo;opera del prefetto, dimostrandosi questo poco energico e poco confacente alle necessit&agrave; dell&rsquo;ora presente, non prendendo posizione precisa ed energici Robesperiani [sic] provvedimenti. Auspicano una sua prossima sostituzione&rdquo; (serie <i>Attivit&agrave; prefettizia</i>, sottoserie <i>Prefettura di Vicenza</i>, b. 3, fasc. 30, verbale s.d.). In data 12 maggio 1944 Dinale fu collocato a disposizione, &ldquo;pubblicamente accusato di debolezza di fronte agli antifascisti e di colposa incomprensione per il suo atteggiamento di resistenza e di sabotaggio nei riguardi dei tedeschi&rdquo; (serie <i>Attivit&agrave; prefettizia</i>, sottoserie <i>Processo per collaborazionismo</i>, b. 3, fasc. 32, memoria difensiva del 1945 cit.). Tale animosit&agrave; pu&ograve; essere spiegata tra l&rsquo;altro con l&rsquo;azione di Dinale volta a contrastare la ferocia posta in essere nelle rappresaglie dovute alle attivit&agrave; partigiane, rappresaglie che egli evit&ograve; pi&ugrave; volte.</span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\"><span style=\"font-size:12pt\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">Dopo la sua destituzione Neos Dinale si trasfer&igrave; a Pai di Torri del Benaco, in provincia di Verona, con la famiglia, astenendosi da qualsiasi attivit&agrave; politica.</span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\"><span style=\"font-size:12pt\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">Nell&rsquo;agosto 1944 furono rapiti dai partigiani della zona il figlio sedicenne di Dinale, Franco, e la nipote Vera, di 13 anni, figlia della sorella Leuzira. Dinale si mise subito in cerca dei ragazzi e di qualche emissario in grado di porlo in contatto con i rapitori. Incontr&ograve; il comandante &ldquo;Gianni&rdquo; (Gian Pietro Marini), con il quale si ferm&ograve; a colloquio, dichiarando di essere disposto a offrirsi loro prigioniero in cambio del rilascio del figlio e della nipote. Dal Marini seppe che il rapimento era dovuto a &ldquo;motivi occasionali&rdquo; e non a una decisione premeditata; inoltre, a questi era noto, grazie ai racconti di partigiani vicentini, il comportamento di Dinale durante l&rsquo;ufficio di capo della provincia, considerato leale al punto che il rilascio avvenne senza conseguenze per il negoziatore.</span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\"><span style=\"font-size:12pt\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">Dopo il maggio 1944 Mussolini lo chiam&ograve; a Gargnano per affidargli l&rsquo;incarico di redigere un &ldquo;libro bianco&rdquo; su <i>La preparazione e realizzazione della conquista dell&rsquo;Impero etiopico</i>; a tal fine gli furono affidati 426 fascicoli e un blocco di telegrammi: i fascicoli contenevano documenti ufficiali &ndash; autografi o copie &ndash; di Vittorio Emanuele III, di Mussolini, di altre personalit&agrave;, relativi all&rsquo;impresa etiopica. Terminata la guerra, Dinale si rec&ograve; al Comune di Torri del Benaco onde ottenere un salvacondotto per raggiungere la Prefettura di Verona dove consegnare la documentazione affinch&eacute; fosse versata all&rsquo;Archivio di Stato di quella citt&agrave;. Dopo un paio di giorni Dinale venne raggiunto nella propria abitazione da Gian Pietro Marini, che si autodefin&igrave; Questore politico di Verona e prese in custodia la documentazione, garantendo personalmente il versamento in Archivio di Stato (<i>ibidem</i>, serie<i> Corrispondenza</i>, b. 1, fasc. 5, copia di dichiarazione a firma Gian Pietro Marini, &ldquo;responsabile dell&rsquo;Ufficio investigativo del C.L.N.P. di Verona&rdquo;).</span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\"><span style=\"font-size:12pt\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">Sembra accertato che fino alla fine della guerra, sebbene senza cariche o uffici, Dinale sia intervenuto, dove pot&eacute;, per evitare eccessi e sostenere la popolazione con la propria competenza.</span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\"><span style=\"font-size:12pt\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">Nel maggio 1945 egli ritenne opportuno presentarsi alla Polizia partigiana di Verona, che, dopo averlo interrogato, non provvide al fermo e lo lasci&ograve; libero. Dopo circa venti giorni fu invece arrestato e - scriveva la moglie Wanda il 14 giugno al Comando della Polizia militare alleata - &ldquo;quantunque non vi sia denuncia alcuna a suo carico n&eacute; da parte degli organi competenti di Vicenza n&eacute; di Verona egli trovasi ancora in stato di arresto&rdquo; (serie <i>Attivit&agrave; prefettizia</i>, sottoserie <i>Processo per collaborazionismo</i>, b. 3, fasc. 32, lettera di Wanda Dinale al Comando della Polizia militare alleata del 14 giu. 1945). Ma non venne rilasciato.</span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\"><span style=\"font-size:12pt\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">Processato per collaborazionismo, gli furono comminati 4 anni e cinque mesi, dopo la richiesta di 14 anni da parte del pubblico ministero, e fu ordinata la confisca dei beni dalla Corte d&rsquo;Assise straordinaria di Vicenza, nonostante le numerose testimonianze a favore dell&rsquo;imputato, tra cui quella del menzionato Gian Pietro Marini, le quali ricordarono fra l&rsquo;altro l&rsquo;episodio che lo vide contrapporsi ai tedeschi durante lo sciopero di Arzignano. Il ricorso in Cassazione, presentato per lui dall&rsquo;avv. Luigi Mozzi di Vicenza, port&ograve; al solo risultato di annullare la sentenza di confisca dei beni.</span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\"><span style=\"font-size:12pt\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">Neos Dinale si rifiut&ograve; di chiedere la grazia (serie <i>Corrispondenza</i>, b. 1, fasc. 1, lettera di Ottavio Dinale a Neos Dinale del 3 giugno 1946, n. 100), pure suggeritagli dai familiari, sicuro delle proprie ragioni. Pot&eacute; lasciare il carcere con l&rsquo;amnistia Togliatti.</span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\"><span style=\"font-size:12pt\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">Nel dopoguerra non si impegn&ograve; politicamente in alcun partito o associazione. Si impieg&ograve; quale agente di vendita, in seguito divenne dirigente di Finelettrica e di Finmeccanica.</span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p style=\"margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; text-align:justify; margin-right:0cm; margin-left:0cm\"><span style=\"font-size:12pt\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">Nel 1967 venne a conoscenza, attraverso Duilio Susmel, dell&rsquo;irreperibilit&agrave;, nell&rsquo;Archivio di Stato di Verona, dei documenti consegnati pi&ugrave; di venti anni prima al Marini. Dinale scrisse perci&ograve; all&rsquo;Archivio centrale dello Stato per segnalare la cosa e per suggerire ricerche negli archivi statali dove avrebbero potuto trovarsi. Non si conosce l&rsquo;esito delle ricerche (serie <i>Corrispondenza</i>, b. 1, fasc. 5).</span></span></span></span></p>\r\n<span style=\"font-size:10.0pt\"><span style=\"line-height:150%\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">Mor&igrave; a Roma il 27 settembre 1994.</span></span></span>"},{"label":"Struttura","value":"<p align=\"left\" style=\"text-align:left; margin:0cm 0cm 0.0001pt\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">serie 1. <em>Corrispondenza</em></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p align=\"left\" style=\"text-align:left; margin:0cm 0cm 0.0001pt\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">serie 2.<em> Periodo sudamericano</em> </span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p align=\"left\" style=\"text-align:left; margin:0cm 0cm 0.0001pt\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">serie 3.<em> Ufficio stampa del capo del governo e Sottosegretariato di Stato per la stampa e la propaganda</em></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p align=\"left\" style=\"text-align:left; margin:0cm 0cm 0.0001pt\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">serie 4. <em>Attivit&agrave; prefettizia</em></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p align=\"left\" style=\"text-align:left; margin:0cm 0cm 0.0001pt\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">sottoserie 1. <em>Prefettura di Macerata</em></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p align=\"left\" style=\"text-align:left; margin:0cm 0cm 0.0001pt\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp; sottoserie 2. <em>Prefettura di Savona</em></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p align=\"left\" style=\"text-align:left; margin:0cm 0cm 0.0001pt\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; sottoserie 3.<em> Prefettura di Vicenza</em></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p align=\"left\" style=\"text-align:left; margin:0cm 0cm 0.0001pt\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp; &nbsp; sottoserie 4. <em>Processo per collaborazionismo</em></span></span></span></span></span></p>\r\n\r\n<p align=\"left\" style=\"text-align:left; margin:0cm 0cm 0.0001pt\"><span style=\"font-size:12pt\"><span style=\"line-height:normal\"><span new=\"\" roman=\"\" style=\"font-family:\" times=\"\"><span style=\"font-size:10.0pt\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">serie 5.<em> Scritti di terzi</em></span></span></span></span></span></p>\r\n<span style=\"font-size:10.0pt\"><span style=\"line-height:150%\"><span arial=\"\" style=\"font-family:\">serie 6. <em>Raccolta di pubblicistica varia</em></span></span></span>"}],"sequences":[{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/194138/sequence/normal","@type":"sc:Sequence","label":"Current Page Order","viewingHint":"individuals","canvases":[{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/194138/canvas/594098","@type":"sc:Canvas","label":"1","width":691,"height":1009,"images":[{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/194138/annotation/594098","@type":"oa:Annotation","motivation":"sc:painting","on":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/194138/canvas/594098","resource":{"@id":"https://www.lazio900.it/backend/media/collectiveaccess/images/5/9/4/0/15168_ca_object_representations_media_594098_original.jpg","@type":"dctypes:Image","format":"image/jpeg","width":691,"height":1009,"service":{"@context":"http://iiif.io/api/image/2/context.json","profile":"http://iiif.io/api/image/2/level2.json","@id":"https://iiiflazio.tocc.promemoriagroup.com/iiif/2/collectiveaccess-images-5-9-4-0-15168_ca_object_representations_media_594098_original.jpg"}}}]}]}]}