{"@context":"http://iiif.io/api/presentation/2/context.json","@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/205540","@type":"sc:Manifest","label":"Comunità Cristiana di Base di San Paolo","rendering":{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/oggetti/205540-comunita-cristiana-di-base-di-san-paolo","format":"text/html","label":"Full record view"},"metadata":[{"label":"Tipologia","value":"Fondo"},{"label":"Storia istituzionale/Biografia","value":"La Comunit&agrave; di San Paolo &egrave; una comunit&agrave; cristiana di base che nasce a Roma nel clima del post-Concilio, quando un gruppo di persone si riunisce con l&rsquo;abate Giovanni Franzoni nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, riflettendo con lui sulla realt&agrave; sociale ed ecclesiale.&nbsp;<br />\r\nIl 2 settembre 1973 don Giovanni Franzoni, da poche settimane ex abate di San Paolo fuori le Mura, celebra la prima messa nel salone di Via Ostiense 152/B, a mezzo chilometro dalla Basilica dove erano soliti incontrarsi, discutere e pregare: a questo evento, che rappresenta simbolicamente l&rsquo;atto costitutivo della Comunit&agrave; cristiana di base di San Paolo, partecipano pi&ugrave; di 800 persone.<br />\r\nLa Comunit&agrave; opera cercando di testimoniare un modo &ldquo;altro&rdquo; di essere Chiesa. Le comunit&agrave; cristiane di base, infatti, sono impegnate nel superare la contraddizione tra lo spirito del Vangelo e la pratica della Chiesa cattolica romana istituzionale; dopo il &lsquo;68 il dissenso cresce sia in Italia che all&rsquo;estero, messo in moto dalle istanze di rinnovamento del Concilio Vaticano II, e arriva fino a Roma.<br />\r\nA San Paolo si realizza anche quella piena partecipazione dei laici alla vita della Chiesa proclamata dal Concilio e mai compiuta: l&rsquo;omelia della messa domenicale, celebrata in Basilica dall&rsquo;abate Franzoni, viene preparata il sabato sera in un confronto collettivo e paritario con i laici.<br />\r\nPrende forma cos&igrave; una comunit&agrave; di laici, donne e uomini, che cominciano a riflettere su cosa fare per vivere un Vangelo ancorato alla societ&agrave; e alla citt&agrave; e si immergono nelle vicende sociali e politiche: l&rsquo;opposizione alla parata militare del 2 giugno e ai cappellani militari, le manifestazioni contro la guerra in Vietnam, il sostegno all&rsquo;obiezione di coscienza al servizio militare, l&rsquo;attenzione agli emarginati e agli esclusi, in particolare i reclusi nell&rsquo;ospedale psichiatrico Santa Maria della Piet&agrave;.<br />\r\nLe attivit&agrave; della Comunit&agrave; sono organizzate in gruppi di lavoro come il gruppo biblico, il gruppo donne, il laboratorio di religione e il gruppo intercultura. Con l&rsquo;impegno personale di componenti della Comunit&agrave; e presso i suoi locali operano inoltre i seguenti gruppi: Soccorso sociale per i palestinesi, Amistrada e Asinitas.<br />\r\n[Notizia della storia istituzionale tratte da:<br />\r\nhttps://ilmanifesto.it/san-paolo-la-comunita-che-prega-con-la-bibbia-e-il-giornale/<br />\r\nhttp://www.cdbsanpaolo.it/Cristianidibase.htm<br />\r\nhttp://temi.repubblica.it/micromega-online/comunita-cristiana-di-base-di-san-paolo-famiglia-dal-papa-parole-che-offendono/ (link verificato giugno 2019)]"},{"label":"Criteri di descrizione","value":"Il fondo è descritto a livello di unità archivistica. In fase di inventariazione si è scelto di adottare una certa analiticità nella descrizione del Contenuto delle singole unità archivistiche; in molti casi i documenti presenti nelle unità sono stati descritti analiticamente, anche per utilizzare e valorizzare il lavoro preesistente di schedatura (realizzato dalla CDB di San Paolo). Spesso sono stati riportati i titoli di appelli, comunicati ecc. o degli articoli raccolti; ciò ha permesso di evidenziare e restituire la peculiarità del contesto storico in cui i due fondi si inseriscono nel panorama politico italiano del tempo. Ad esempio dalla schedatura analitica emerge come l'angolatura dalla quale sono stati sedimentati documenti su temi come divorzio, aborto ecc. sia quella dell'orientamento di cristiani, cattolici e delle istituzioni ecclesiastiche nei confronti degli argomenti trattati.\r\nSono stati descritti analiticamente tutti gli scritti compiuti (articoli o interventi) di Giovanni Franzoni presenti in entrambi i fondi archivistici."},{"label":"Criteri di ordinamento","value":"L&#39;ordinamento &egrave; stato realizzato tra luglio e novembre 2021 da Simona Luciani, con la collaborazione di Erika Vettone, grazie al contributo della Direzione generale archivi, per un progetto relativo al &quot;Bando pubblico per la concessione di contributi a progetti riguardanti interventi da effettuarsi su archivi dei movimenti politici e degli organismi di rappresentanza dei lavoratori o di loro esponenti&quot; (anno 2021); RUP: Sonja Moceri (Soprintendenza archivistica e bibliografica del Lazio).<br />\r\nAl momento della donazione - avvenuta contestualmente al Fondo Franzoni - il fondo si presentava conservato in scatole con apposte delle etichette. La CDB di San Paolo ha fornito un foglio elettronico (o foglio di calcolo) con l&rsquo;elenco &ndash; in parte per documento, in parte per gruppi di documenti &ndash; di quanto il fondo contenga schedato analiticamente.<br />\r\nDurante la fase di progettazione si &egrave; ritenuto erroneamente che lo strumento di corredo fornito dalla stessa CDB di San Paolo fosse una affidabile mappatura analitica delle carte cos&igrave; come sedimentate; nel corso della schedatura preliminare ci si &egrave; invece resi conto che i due fondi avevano subito una riorganizzazione tematica.<br />\r\nA differenza di quanto si riteneva prima dell&#39;intervento archivistico, i due fondi CDB San Paolo e Franzoni erano nettamente separati uno dall&#39;altro; tale separazione era ancora visibile malgrado la riorganizzazione tematica, cos&igrave; da poter ricondurre ciascun nucleo al proprio soggetto produttore.<br />\r\nPur essendo due fondi archivistici distinti, l&rsquo;analisi ante schedatura ha rivelato logiche di sedimentazione e di organizzazione documentaria analoghe, pertanto le scelte di ordinamento sono state guidate dal medesimo criterio.<br />\r\nL&rsquo;iter della riorganizzazione tematica si pu&ograve; riassumere cos&igrave;: prima della donazione alla Fondazione Basso, intorno al 2000 (cos&igrave; come si &egrave; potuto dedurre anche da corrispondenza rinvenuta nel fondo CDB di San Paolo) &egrave; stato portato avanti un tentativo di organizzazione dei due fondi per un progetto di costituzione di un Archivio delle CDB italiane. In seno a tale progetto le carte sono state trattate con criteri bibliografici: ogni singolo documento &egrave; stato schedato e &ldquo;classificato&rdquo; secondo una sorta di soggettario creato appositamente. Si &egrave; pertanto utilizzata per tutte le carte un&#39;organizzazione per materia, facendo sparire qualsiasi traccia di vincolo archivistico originario.<br />\r\nI due fondi (CDB di San Paolo e Franzoni) erano stati ripartiti in &quot;classi&quot; diverse, ma simili un fondo dall&#39;altro; alcune coincidenti (es. classe &quot;Divorzio&quot;, &quot;Aborto&quot;, ecc.) altre pi&ugrave; collegate alle attivit&agrave; specifiche dei due soggetti produttori (es. &quot;CDB nazionali e locali&quot; per il Fondo CDB di San Paolo; &quot;rapporti con l&#39;istituzione&quot; per il fondo Franzoni). Ogni singolo documento &egrave; stato attribuito a una classe tematica e spostato fisicamente. Essendo il lavoro impostato come una catalogazione bibliografica i documenti non sono stati ordinati cronologicamente all&#39;interno delle &quot;classi&quot; di attribuzione. Il lavoro archivistico si &egrave; presentato pertanto particolarmente complesso.<br />\r\nNaturalmente, come insegna la dottrina archivistica, fondi di tali dimensioni sono ingestibili con un&#39;organizzazione per materia e priva del rispetto del rapporto documenti prodotti-soggetto produttore (funzioni/attivit&agrave; svolte dal soggetto produttore e produzione e sedimentazione documentaria). &Egrave; evidente che in fondi cos&igrave; complessi l&#39;organizzazione &quot;per materia&quot; produca incongruenze (presumibilmente dovute anche al fatto che il lavoro, non di poca entit&agrave;, &egrave; stato svolto da pi&ugrave; persone in tempi diversi): documenti chiaramente prodotti e sedimentati nell&#39;ambito della medesima &quot;pratica&quot;, evento, ecc. erano stati sovente attribuiti a classi diverse e quindi anche divisi fisicamente.<br />\r\nUna grossa criticit&agrave; del&nbsp;Fondo CDB di San Paolo &egrave; emersa nella documentazione delle scatole 1 e 2, &quot;classificata&quot; come &quot;A1: Aspetti storici CDB San Paolo&quot;. Tale classe cos&igrave; generica conteneva carte relative a settori di attivit&agrave; della CDB di San Paolo su cui erano state costituite altre partizioni (es. CDB locali e nazionali, rapporti con movimenti affini, temi di intervento sociale o politico).<br />\r\nParticolarmente complessa &egrave; stata dunque la fase di schedatura preliminare: &egrave; stato necessario esaminare ogni singolo documento, non prima di un attento studio della storia istituzionale/biografia e dell&rsquo;agire del soggetto produttore.<br />\r\nIn fase di ordinamento si &egrave; cercato di mantenere l&#39;organizzazione per temi quando sembrava congruente, come ad esempio in riferimento ai &quot;temi di interesse&quot; sia della CDB di San Paolo che di Franzoni (divorzio, lotte di liberazione, educazione, ecumenismo, ecc.). Si &egrave; ritenuto invece necessario non tenere in considerazione l&#39;organizzazione in classi tematiche, e quindi ricostituire nuove unit&agrave; archivistiche (a loro volta organizzate in Serie), quando l&#39;attribuzione della &quot;classe&quot; ai documenti appariva una forzatura per materia dedotta esclusivamente dall&#39;oggetto principale del documento. Tale attribuzione risultava infatti basata su un criterio soggettivo del catalogatore, piuttosto che su elementi identificativi del documento stesso.<br />\r\nIn fase di ordinamento tale impostazione ha reso necessaria prima l&#39;individuazione della unit&agrave; archivistiche di riferimento (alcune per fortuna potevano coincidere con le classi) e poi l&#39;esame di ogni singolo documento e la sua attribuzione alla struttura ipotizzata. Struttura archivistica che naturalmente ha visto continue modifiche e aggiustamenti nel corso dell&#39;analisi/schedatura preliminare e poi ordinamento virtuale/fisico della documentazione. Purtroppo, tranne per poche eccezioni (in particolare nel fondo CDB di San Paolo, quasi nessuna in Franzoni) non sono stati rinvenuti fascicoli originari (non &egrave; chiaro se ci siano mai stati); le carte erano sciolte all&#39;interno delle scatole (creando tra l&#39;altro problemi di conservazione fisica dei documenti).<br />\r\nNonostante le difficolt&agrave;, al termine del lavoro la struttura archivistica impostata per i due fondi appare solida e coerente; non si riscontrano forzature e la documentazione mostra, ora, una rinnovata coerenza. I due fondi in origine avevano avuto una produzione/sedimentazione organica che, presumibilmente, &egrave; stata ricostituita in fase di ordinamento archivistico secondo il &quot;metodo storico&rdquo;.<br />\r\nAl termine dell&#39;intervento archivistico il fondo CDB di San Paolo si presenta organizzato in sei Serie:<br />\r\n1 CDB di San Paolo - Attivit&agrave; e amministrazione<br />\r\n2 Comunit&agrave; cristiane di base - Attivit&agrave; nazionale ed europea<br />\r\n3 Comunit&agrave; cristiane di base locali<br />\r\n4 Temi di intervento<br />\r\n5 Rinnovamento della Chiesa<br />\r\n6 Rapporti con movimenti affini.<br />\r\nL&rsquo;ordine delle Serie segue un criterio logico e di pertinenza delle attivit&agrave;/competenze del soggetto&nbsp; produttore. Criteri particolari di ordinamento sono descritti nelle relative schede delle singole serie."},{"label":"Note","value":"Si segnala che espressioni utilizzate nella compilazione della presente scheda sono tratte da <em>Fuori le mura: fatti e documenti per la storia della comunit&agrave; di base di San Paolo in Roma, 1968-1985</em> / Davide Palumbo ; prefazione di Luigi Bettazzi, Roma, Borla, 1994."}],"sequences":[{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/205540/sequence/normal","@type":"sc:Sequence","label":"Current Page Order","viewingHint":"individuals","canvases":[{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/205540/canvas/1150339","@type":"sc:Canvas","label":"1","width":1200,"height":848,"images":[{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/205540/annotation/1150339","@type":"oa:Annotation","motivation":"sc:painting","on":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/205540/canvas/1150339","resource":{"@id":"https://www.lazio900.it/backend/media/collectiveaccess/images/1/1/5/0/3/91007_ca_object_representations_media_1150339_original.jpg","@type":"dctypes:Image","format":"image/jpeg","width":1200,"height":848,"service":{"@context":"http://iiif.io/api/image/2/context.json","profile":"http://iiif.io/api/image/2/level2.json","@id":"https://iiiflazio.tocc.promemoriagroup.com/iiif/2/collectiveaccess-images-1-1-5-0-3-91007_ca_object_representations_media_1150339_original.jpg"}}}]}]}]}