{"@context":"http://iiif.io/api/presentation/2/context.json","@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/227372","@type":"sc:Manifest","label":"Leopoldo Franchetti","rendering":{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/oggetti/227372-leopoldo-franchetti","format":"text/html","label":"Full record view"},"metadata":[{"label":"Tipologia","value":"Fondo"},{"label":"Storia istituzionale/Biografia","value":"Leopoldo Franchetti (per la cui biografia generale rimando alla scheda del soggetto produttore) fu un appassionato assertore del colonialismo italiano inteso come occasione di lavoro e promozione sociale per i contadini poveri, specie quelli meridionali. La sua visione di una colonizzazione agraria gestita dallo Stato sotto forma di concessioni demaniali tendenti alla creazione di una piccola/media propriet&agrave; contadina (una sorta, come si &egrave; detto, di &quot;democrazia rurale&quot;) e aliena dallo sfruttamento capitalistico e speculativo della terra coloniale presupponeva una elaborata sistemazione giuridica del regime della propriet&agrave; terriera in territori storicamente governati da sistemi fondiari completamente estranei alla tradizione europea occidentale. Questa concezione si accompagnava altres&igrave; a una&nbsp;impostazione fisiologicamente autoritaria e paternalistica nei confronti della popolazione indigena, ritenuta culturalmente inferiore e portatrice di diritti minori di quelli del dominatore coloniale.&nbsp;Le idee agrarie di Franchetti non trovarono nella classe dirigente italiana (sia civile che, soprattutto, militare) il consenso necessario ad affermarsi, anche in ragione di alcune sue ottimistiche ostinazioni tecniche sulle possibilit&agrave; di successo nel rendere redditizi i notevoli investimenti iniziali in risorse tecniche e umane.<br />\r\nIl suo attivismo coloniale alla fine degli anni Ottanta del XIX secolo (manifestatosi negli interventi alla Camera dei deputati e sui giornali) sfoci&ograve; nell&#39;appoggio pieno alla politica crispina con il sostegno agli ordini del giorno votati alla Camera il 22 dicembre 1888. Nell&#39;ottobre 1889, dopo l&#39;occupazione militare di Keren e Asmara, Francesco Crispi, presidente del Consiglio e ministro degli affari esteri, incaric&ograve; Franchetti, nella veste di deputato, di compiere una missione esplorativa in Eritrea per riferirne poi al Parlamento. La missione si inquadrava nell&#39;attivit&agrave; di conoscenza della realt&agrave; sociale e tribale eritrea ai fini di una piena presa di possesso coloniale da parte dell&#39;Italia&nbsp;(il decreto istitutivo della colonia fu emanato il 1&deg; gennaio 1890 proprio durante il viaggio di Franchetti). E&#39; questo il viaggio (4 novembre 1889 - 12 gennaio 1890) documentato nei primi due volumi/diari che qui si descrivono. Il primo risultato della sua indagine fu <em>Sulla colonizzazione agricola dell&#39;altipiano etiopico. Memoria dell&#39;onorevole Franchetti deputato al Parlamento italiano</em>, Tipografia di Gabinetto del Ministero degli affari esteri, Roma, 1890. La memoria &egrave; datata &quot;Roma, 22 febbrajo 1890&quot;.<br />\r\nNella primavera 1890 il governo Crispi accelera sull&#39;organizzazione di una struttura amministrativa civile, oltre che militare, della colonia e Franchetti viene coinvolto con il massimo grado di responsabilit&agrave;, fatta eccezione per il governatore gen. Antonio Gandolfi. Con r.d. 19 giugno 1890 egli viene incaricato di una &quot;missione speciale per la colonizzazione dell&#39;Eritrea&quot; che lo porta poi a dirigere l&#39;Ufficio di colonizzazione e agricoltura impiantato a Massaua. Franchetti &egrave; anche nominato consigliere del governatore per l&#39;agricoltura e il commercio (figura, sulla carta molto rilevante, prevista dal decreto istitutivo della colonia del gennaio 1890). Troppo per Gandolfi che cerca da subito di limitare i poteri di Franchetti alla sola materia delle concessioni, oltre alla organizzazione delle stazioni agrarie sperimentali (ne saranno istituite tre ad Asmara, Godofelassi e Gura).&nbsp;<br />\r\nIl decreto specifica i suoi poteri e nasce da subito un forte contrasto con Gandolfi che concepisce la colonia come una questione esclusivamente militare."},{"label":"Struttura","value":"Serie 1.&nbsp;Appunti di viaggio delle missioni in Eritrea, Benadir e Libia<br />\r\nSerie 2. Ufficio di colonizzazione e agricoltura della Colonia Eritrea<br />\r\nsottoserie 1. Minutari della corrispondenza<br />\r\nsottoserie 2. Corrispondenza Eritrea<br />\r\nsottoserie 3. Altri documenti<br />\r\nSerie 3. Documenti di ambito non eritreo<br />\r\nSerie 4. Post mortem"},{"label":"Criteri di descrizione","value":"Oltre a notizie di contesto storico sulle missioni (con relativa bibliografia essenziale), degli appunti di viaggio si fornisce la ricostruzione della successione cronologica dal momento che essa non coincide strettamente con la progressione numerica delle pagine.\r\nDei copialettere si fornisce la rubrica dei corrispondenti con il rimando alle pagine delle relative lettere (un rimando per ogni lettera).\r\nDelle lettere si fornisce mittente/destinatario, data topica, data cronica e contenuto."},{"label":"Criteri di ordinamento","value":"Gli appunti di viaggio e i minutari della corrispondenza dell&#39;Ufficio di colonizzazione e agricoltura sono stati costituiti in serie e posti in ordine cronologico. Le lettere della corrispondenza Eritrea sono state fascicolate per mittente e gli incarti posti in ordine cronologico (alternandosi con lettere uniche di singoli mittenti). Le altre lettere e minute sono in ordine cronologico."}],"sequences":[{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/227372/sequence/normal","@type":"sc:Sequence","label":"Current Page Order","viewingHint":"individuals","canvases":[]}]}