{"@context":"http://iiif.io/api/presentation/2/context.json","@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/269141","@type":"sc:Manifest","label":"Antonio e Ruggero Grossich","rendering":{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/oggetti/269141-antonio-e-ruggero-grossich","format":"text/html","label":"Full record view"},"metadata":[{"label":"Tipologia","value":"Fondo"},{"label":"Storia istituzionale/Biografia","value":"<strong>Biografia di Antonio Grossich</strong><br />\r\nAntonio Grossich nacque a Draguccio d&#39;Istria il 7 giugno 1849 da Giovanni Matteo Grossich e Angela Francovich originaria di Cormons. Il giovane Antonio, di famiglia agiata, inizi&ograve; gli studi prima a Capodistria, poi a Pisino dove frequent&ograve; il liceo classico locale. L&rsquo;improvvisa morte del padre caus&ograve; la rovina dell&rsquo;azienda famigliare costringendo il giovane Antonio a completare il ciclo scolastico con non poche difficolt&agrave; economiche. Raggiunta la licenza liceale, il giovane Grossich s&rsquo;iscrisse alla Facolt&agrave; di Medicina all&rsquo;Universit&agrave; di Graz per passare poi a quella di Vienna dove si laure&ograve; il 30 ottobre 1875. Incominci&ograve; l&rsquo;esercizio della sua professione, nel 1876, come medico condotto a Castua che poi abbandon&ograve; per ritornare nella capitale austriaca. Qui, il giovane medico si specializz&ograve; in Farmacologia e in Medicina Legale (maggio 1879) e lavor&ograve; come allievo-operatore nella seconda Clinica ostetrica di Vienna e in quella di Chirurgia (1884). Il giovane Grossich continuava ad interessarsi d&rsquo;igiene, chimica sanitaria e farmacologia, ottenendo, il 27 giugno 1885, un importante attestato dall&rsquo;Ufficio di Igiene di Vienna. A Fiume, nel 1886, si rese vacante il posto di medico primario al Civico Ospedale e il giovane prof. Grossich, desideroso di tornare a casa e riunire la famiglia, vi concorse e vinse. Immediatamente, il nuovo primario attu&ograve; un attento e scrupoloso lavoro di riorganizzazione interna che rese il Civico Ospedale uno tra i migliori dell&rsquo;Impero austro- ungarico. Il 25 febbraio 1887, il Magistrato Civico di Fiume rilasci&ograve; a Grossich un attestato di benemerenza per le premure e le cure prestate alla popolazione fiumana durante l&rsquo;epidemia di colera. Il suo lavoro e competenza in campo medico fu riconosciuto internazionalmente, il 21 giugno 1902, quando Adolfo Granduca del Principato del Lussemburgo gli confer&igrave; il titolo di Cavaliere all&rsquo;Ordine della Corona di Quercia. &nbsp;Nel 1909, al congresso internazionale medico di Budapest, present&ograve; il suo studio sulle virt&ugrave; sterilizzatrici dello iodio nelle operazioni chirurgiche soggette fino ad allora a frequenti infezioni. Egli stesso ricorda, nella prefazione al suo studio Meine Pr&auml;parationsmethode des Operationsfeldes mittels Jodtinktur (Berlino 1911), come avesse iniziato i suoi esperimenti dapprima applicando pennellature di iodio in soluzione alcolica su lesioni accidentali e poi, a partire dal 1907, estendendo l&rsquo;antisepsi cutanea alle piccole operazioni fino a renderla obbligatoria come prevenzione in tutti gli interventi chirurgici eseguiti nel suo reparto. Sebbene il metodo fosse confortato dagli esiti positivi ottenuti durante la sperimentazione su centinaia di casi, la sua diffusione incontr&ograve; inizialmente non poche ostilit&agrave; in Austria-Ungheria. L&rsquo;applicazione su larga scala del &ldquo;metodo Grossich&rdquo; arriv&ograve; nel corso della guerra di Libia sui i soldati italiani feriti, confermando cos&igrave; l&rsquo;efficacia della nuova cura. Gli fu cos&igrave; conferita la Commenda della Corona d&#39;Italia il 19 dicembre 1913. Nonostante l&rsquo;intensa attivit&agrave; professionale, Grossich riusciva a dedicarsi anche a problemi sociali, culturali e politici della sua citt&agrave; e dell&rsquo;Istria. In campo sociale, con la sua &ldquo;Pia Fondazione Don Angelo Canonico Grossich&rdquo; sostenne i poveri e le famiglie fiumane e istriane disagiate e fu tra i principali sostenitori e finanziatori della Societ&agrave; contro l&rsquo;accattonaggio e di assistenza ai poveri di Fiume.<br />\r\nIn campo culturale si distinse sia perch&eacute; tra i fondatori, nel 1893, del Circolo Letterario, sia per essere diventato socio del Club Alpino fiumano ma fu soprattutto animatore della Societ&agrave; filarmonica drammatica di cui fu presidente dal 1912 al 1918. In ambito politico, Grossich fu eletto nel 1914 secondo vicepresidente del Consiglio comunale, ma dopo l&rsquo;entrata in guerra dell&rsquo;Italia fu confinato dalle autorit&agrave; ungheresi a Vienna in uno ospedale militare. Poi, in seguito alla dissoluzione dell&rsquo;Impero asburgico, a Fiume si costitu&igrave; il 30 ottobre il Consiglio nazionale italiano, a cui il Grossich fu chiamato alla presidenza. Egli rivendic&ograve; per la sua citt&agrave; il diritto di autodecisione delle genti e ne proclam&ograve; l&#39;annessione all&#39;Italia. Contemporaneamente anche il Regno S.H.S. chiese formalmente l&rsquo;annessione di Fiume, ed invi&ograve; reparti militari ad occupare gli edifici pubblici cittadini. Si determin&ograve; cos&igrave; una situazione di doppio governo che fu risolta solamente con l&#39;arrivo di contingenti militari interalleati. Grossich con l&#39;inizio delle trattative di Parigi, lavor&ograve; per ottenere che la Conferenza di pace si pronunciasse a favore dell&rsquo;assegnazione di Fiume all&rsquo;Italia, nonostante l&rsquo;ostilit&agrave; dichiarata del presidente statunitense Woodrow Wilson e dei governi di Londra e Parigi. Si cominci&ograve; a pensare a un atto di forza che si concretizz&ograve; il 12 settembre 1919 quando d&rsquo;Annunzio, alla testa di un migliaio di volontari, entr&ograve; a Fiume ponendo fine all&#39;occupazione interalleata. Grossich salut&ograve; il comandante-poeta come un liberatore e a nome del Consiglio gli confer&igrave; i pieni poteri militari e civili. Aveva cos&igrave; inizio uno stretto, ma anche difficile, rapporto tra i due, contrassegnato da contrasti presto sorti con il Comandante, sempre pi&ugrave; insofferente dei limiti posti alla sua azione. In particolare, vi furono tensioni tra d&rsquo;Annunzio e Grossich, che aveva accettato di incontrare il governo nonostante l&rsquo;arresto di alcuni delegati fiumani seguito al sanguinoso intervento delle forze di polizia durante una manifestazione indetta per ricordare l&rsquo;entrata in guerra dell&rsquo;Italia. La rottura definitiva tra il Consiglio nazionale italiano e d&rsquo;Annunzio arriv&ograve; per&ograve; di l&igrave; a qualche mese quando questi, alla fine dell&#39;estate 1920, senza previa consultazione, proclam&ograve; la Reggenza italiana del Carnaro ed eman&ograve; la Carta del Carnaro. L&rsquo;8 settembre 1920 Grossich e l&rsquo;intero Consiglio nazionale italiano rassegnarono le dimissioni. Dopo gli accordi di Rapallo, che prevedevano la costituzione di uno Stato libero fiumano, e la fine della Reggenza, dissolta a colpi di cannone nel &ldquo;Natale di sangue&rdquo;, Grossich fu nuovamente chiamato a presiedere un governo provvisorio che guid&ograve; fino alle elezioni politiche del 24 aprile 1921. Dallo scontro tra il Blocco nazionale filoitaliano e il partito degli &quot;autonomisti&quot; di Riccardo Zanella, disposti ad accettare le decisioni di Rapallo in nome della &quot;autonomia&quot; storica della citt&agrave;, usc&igrave; vincitrice la coalizione &quot;autonomista&quot;. I gravi disordini che seguirono portarono alle dimissioni di Grossich e alla presidenza Zanella (5 ottobre 1921), che non riusc&igrave; a far tornare alla normalit&agrave; la vita cittadina e fu presto sopraffatta il 3 marzo 1922 da un colpo di stato fascista guidato militarmente da Ernesto Cabruna e politicamente da Francesco Giunta.&nbsp;<br />\r\nGli accordi italo-jugoslavi di Roma del 27 gennaio 1924 chiudevano la questione fiumana assegnando Fiume, privata di porto Baross, all&rsquo;Italia. Antonio Grossich che era stato nominato senatore del Regno il 19 aprile 1923, fu tra coloro che accolsero il 16 marzo 1924 Vittorio Emanuele III giunto nella citt&agrave; liburnica per proclamarne l&rsquo;avvenuta unione all&rsquo;Italia. Antonio Grossich morir&agrave; a seguito di un malore nella sua casa a Fiume circondato da amici e parenti il 1&deg; ottobre 1926.<br />\r\n<br />\r\n<strong>Biografia di Ruggero Grossich</strong><br />\r\n<br />\r\nRuggero Grossich nacque a Fiume l&#39; 8 giugno 1880 da Antonio ed Edvige Maylender. Compiuti gli studi medi, s&#39;iscrisse alla facolt&agrave; di medicina dell&#39;Universit&agrave; di Budapest dove si laure&ograve;. A Vienna frequent&ograve; le lezioni dei grandi maestri della scuola medica austriaca specializzandosi in chirurgia e ginecologia. Entrato come aiuto chirurgo nell&#39;ospedale civile di Fiume, acquist&ograve; rapidamente fama di operatore eccezionale particolarmente per alcune tecniche chirurgiche che interessarono i maggiori chirurghi di Budapest e Vienna. Nel 1914 successe al padre nel posto di primario chirurgo che occup&ograve; fino al 1946. A differenza del padre non svolse attivit&agrave; politiche, ma ne condivise le idee. Sinceramente italiano, fu ostile ad ogni forma di fanatismo nazionalistico e credente nella mutua comprensione e nella libera convivenza umana. Quando nel 1945 Fiume fu occupata dai jugoslavi, le nuove autorit&agrave; cittadine dimostrarono per lui un insolito rispetto e lo sollecitarono a rimanere sul posto. Rifiut&ograve; e l&#39;anno seguente lasci&ograve; Fiume seguendo i concittadini nell&#39;esilio. Si ferm&ograve; dapprima a Recco, poi prese stabile dimora a Genova. Visse gli ultimi anni in solitudine interessandosi &nbsp;per&ograve; alla vita degli esuli e alle loro iniziative che sorresse con il suo generoso aiuto; tra queste l&#39;Archivio Museo storico di Fiume di cui comprese il valore e l&#39;importanza di ricettacolo delle memorie di Fiume. mor&igrave; a Genova cieco da qualche anno, il 19 agosto 1969.<br />\r\n<br />\r\n&nbsp;"},{"label":"Criteri di ordinamento","value":"Il fondo &egrave; organizzato in 5 serie:<br />\r\nSerie I<em> &quot;Corrispondenza&quot;</em><br />\r\nSerie II<em> &quot;Attestati e Onorificenze&quot;</em><br />\r\nSerie III<em> &quot;Fotografie&quot;</em><br />\r\nSerie IV <em>&quot;Riviste e Periodici&quot;</em><br />\r\nSerie V<em> &quot;Opere di Grossich&quot;</em>"},{"label":"Note","value":"Salvatore Samani, <em>Dizionario Biografico Fiumano</em>, Istituto tipografico editoriale, Dolo (VE) 1975<br />\r\nRino Cigui, <em>Antonio Grossich (1849-1926). L&#39;uomo e l&#39;opera</em>, Comunit&agrave; degli Italiani di Pisino, 2017&nbsp;"}],"sequences":[{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/269141/sequence/normal","@type":"sc:Sequence","label":"Current Page Order","viewingHint":"individuals","canvases":[{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/269141/canvas/836363","@type":"sc:Canvas","label":"1","width":887,"height":845,"images":[{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/269141/annotation/836363","@type":"oa:Annotation","motivation":"sc:painting","on":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/269141/canvas/836363","resource":{"@id":"https://www.lazio900.it/backend/media/collectiveaccess/images/8/3/6/3/48077_ca_object_representations_media_836363_original.jpg","@type":"dctypes:Image","format":"image/jpeg","width":887,"height":845,"service":{"@context":"http://iiif.io/api/image/2/context.json","profile":"http://iiif.io/api/image/2/level2.json","@id":"https://iiiflazio.tocc.promemoriagroup.com/iiif/2/collectiveaccess-images-8-3-6-3-48077_ca_object_representations_media_836363_original.jpg"}}}]}]}]}