{"@context":"http://iiif.io/api/presentation/2/context.json","@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/274493","@type":"sc:Manifest","label":"Alleanza nazionale","rendering":{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/oggetti/274493-alleanza-nazionale","format":"text/html","label":"Full record view"},"metadata":[{"label":"Tipologia","value":"Serie"},{"label":"Storia istituzionale/Biografia","value":"Come la maggioranza degli iscritti e dei militanti del Movimento sociale italiano, anche Gaetano Rasi conflu&igrave; nel nuovo soggetto politico di Alleanza nazionale, che chiudeva l&#39;esperienza missina e apriva nuovi orizzonti alla Destra italiana.\r\n\r\nTale nuovo soggetto politico aveva avuto origine principalmente dal suggerimento di Domenico Fisichella, studioso di Scienza politica di area moderata, che il 19 settembre 1992 con un articolo sul quotidiano &ldquo;Il Tempo&rdquo; (cui segu&igrave; rapidamente un altro) auspicava la formazione di un&rsquo;aggregazione politica di Destra (prima che un partito vero e proprio), &ldquo;una Alleanza Nazionale&rdquo; - cos&igrave; come a Sinistra si stava pensando a &ldquo;una Alleanza Democratica&rdquo; - proprio per contrastare l&rsquo;eventuale aggregazione opposta ed evitare il concreto rischio di scomparsa di un intero spazio politico, ideologico, culturale: la &ldquo;partita&rdquo; si sarebbe &ldquo;chiusa per tutti&rdquo; coloro che si rifacevano a idee, stili di vita, fedi religiose che non potevano trovare albergo in una &rdquo;Alleanza Democratica&rdquo; (D. Fisichella, <i>Quale ordine dal caos</i>, in &ldquo;Il Tempo&rdquo;, 19 settembre 1992; Id., <i>Sulle macerie della partitocrazia</i>, in &ldquo;il Tempo&rdquo;, 1&deg; ottobre 1992.; Id., <i>Anche noi di Destra faremo un&rsquo;Alleanza</i>, intervista di L. Paolozzi, in &ldquo;L&rsquo;Unit&agrave;&rdquo;, 27 aprile 1993.)\r\n\r\nL&rsquo;apprezzamento all&rsquo;interno del Msi-Dn giunse <i>in primis</i> da Giuseppe Tatarella, che colse la potenzialit&agrave; del suggerimento e coinvolse tra gli altri Adolfo Urso. Quest&rsquo;ultimo, con Fabio Andriola, Marco Ferrazzoli, Fabio Torriero, fu coinvolto nella redazione de &ldquo;L&rsquo;Italia settimanale&rdquo;, periodico diretto inizialmente da Marcello Veneziani proprio con l&rsquo;obiettivo di avvicinare alla Destra rappresentata dal Msi ambienti pi&ugrave; o meno contigui ma di origine differente. L&rsquo;idea era quella di creare una formazione politica di stampo liberal-conservatore, europeista, appartenente all&rsquo;area moderata e di ispirazione cattolica, convinta sostenitrice dell&rsquo;indivisibilit&agrave; dello Stato, in un momento in cui il leghismo faceva temere fughe indipendentiste (A. Baldoni, <i>Destra senza veli. 1946-2018</i>, t. I <i>1946-1993</i>, Fergen, Roma 2019, pp. 534-536).\r\n\r\nRasi, comunque fedele alle sue idee socializzatrici, decise di aderire alla nuova formazione, bench&eacute; si annunciasse quale forza distante da convinzioni basate sull&rsquo;alternativa corporativa, da lui fortemente sostenuta (R. Sideri, <i>Sognando l&rsquo;alternativa. Storia dell&rsquo;Istituto di studi corporativi</i>, Settimo Sigillo, Roma 2022, pp. 232-237). Proprio in quel torno di tempo l&rsquo;Istituto di studi corporativi (Isc), nato nel 1972 dalla &ldquo;Rivista di Studi corporativi&rdquo; (1971-1992) per iniziativa dello stesso Rasi, di Diano Brocchi e di Massimo Magliaro, stretto da difficolt&agrave; finanziarie perch&eacute; non pi&ugrave; sostenuto dal Partito di cui costituiva una sorta di filiazione, era in procinto di terminare la sua ventennale attivit&agrave;. In questo duplice tramonto &ndash; del Msi-Dn e dell&rsquo;Isc &ndash; Rasi intravedeva la fine, pi&ugrave; o meno brusca, del suo modo di intendere i rapporti capitale-lavoro, con uno Stato fondato sulla rappresentanza partecipativa. Scriveva Rasi anni dopo, nella <i>Avvertenza</i> alla sua <i>Storia del progetto politico alternativo dal Msi ad AN (1946-2009) </i>(vol. I, Solfanelli, Chieti 2015, p. 7), prevista come trilogia ma mancante proprio dell&rsquo;ultimo tomo a causa della scomparsa dell&rsquo;autore: &ldquo;Il terzo volume, dal titolo <i>Evoluzione, involuzione, eclissi (1995-2009)</i> fa riferimento alle vicende che vanno dal tentativo di allargare il consenso di base alla destrutturazione organizzativa e alla dissipazione del patrimonio progettuale fino alla fusione di An con Fi (Forza Italia), mentre storicamente restavano validi ed attuali, nella convinzione della base e della maggior parte dei dirigenti, soprattutto periferici, sia i presupposti che gli obiettivi in attesa che altri ne riprendano le fila (da cui l&rsquo;espressione &lsquo;eclissi&rsquo;, ossia temporaneo oscuramento)&rdquo;. Giuseppe Parlato, nella <i>Presentazione</i> al II volume dell&rsquo;opera di Rasi, intitolato <i>L&rsquo;alternativa al sistema (1970-1979)</i> (Solfanelli, Chieti 2017, p. 8), uscito postumo, ricorda la profonda convinzione di Rasi intorno al corporativismo e alla possibilit&agrave; di divulgarne le tesi attraverso un&rsquo;entit&agrave; politica, ma &ldquo;quando il partito si allontana da tale modulo, come con la segreteria Fini, allora Rasi parla apertamente di &lsquo;evoluzione, involuzione ed eclissi&rsquo;, non gi&agrave; del partito quanto dei valori che esso avrebbe dovuto difendere e promuovere&rdquo;.\r\n\r\nIntanto l&rsquo;operazione Alleanza nazionale procedeva spedita, con il manifesto <i>placet</i> del segretario del Msi-Dn Gianfranco Fini, espresso attraverso un articolo del portavoce Francesco Storace nel quotidiano del Partito (<i>Nel nuovo c&rsquo;&egrave; la destra</i>, 24 aprile 1993), con la nascita dei Circoli e con l&rsquo;adesione di molte personalit&agrave; non ascrivibili al Msi-Dn come lo stesso Fisichella, il giornalista Gustavo Selva, il generale Luigi Ramponi, l&rsquo;economista Pietro Armani. Nel dicembre 1993 Adolfo Urso, coordinatore dei Comitato promotore, indisse la I Assemblea dei Circoli di Alleanza nazionale, mentre il 22 gennaio 1994 ebbe luogo l&rsquo;Assemblea generale costituente dell&rsquo;Alleanza nazionale (per la circolare del dicembre v. serie 2. <i>Alleanza nazionale</i>, ss. 1, b. 108, fasc. 581). Prima semplice cartello elettorale, poi vero e proprio partito, contestualmente alla fine del Movimento sociale italiano durante il suo XVII e ultimo Congresso, Alleanza nazionale ebbe a Fiuggi il proprio battesimo e il primo Congresso.\r\n\r\nNella nuova formazione Rasi ebbe lo stesso incarico tenuto nel Msi-Dn, cio&egrave; responsabile del Dipartimento per la politica economica, e da quello scranno non rinunci&ograve; a diffondere i suoi ideali di partecipazione. In un <i>Appunto</i> intitolato <i>Alleanza nazionale intende promuovere una politica di sviluppo e di partecipazione produttivistica</i>, non datato (presum. del 1995), al punto 5. auspicava la &ldquo;diffusione di forme di finanziamento e partecipazione agli utili specie nelle imprese che gestiscono pubblici servizi (attraverso l&rsquo;azionariato diffuso e la corresponsabilizzazione produttivistica dei lavoratori) [&hellip;]&rdquo; (s. 2., ss. 4., b. 142, fasc. 774).\r\n\r\nGi&agrave; all&rsquo;inizio del febbraio 1995 Alleanza nazionale si dot&ograve; di un organigramma per &ldquo;interpretare l&rsquo;Italia che cambia&rdquo; (&ldquo;Il Secolo d&rsquo;Italia&rdquo;, 11 febbraio 1995, p. 6). Tra le altre ramificazioni (Consulte e Dipartimenti), il Dipartimento per la politica economica era articolato in sezioni e uffici. Le prime, i cui dirigenti formavano il Comitato di coordinamento, riguardavano la politica economica <i>stricto sensu</i>, responsabile Rasi, la politica di bilancio e della finanza pubblica, con a capo Pietro Armani, la politica delle infrastrutture e delle comunicazioni, guidata da Gianfranco Legitimo; ciascuna sezione era strutturata in uffici, che con le loro competenze coprivano l&rsquo;intero campo economico: tra i molti, l&rsquo;Ufficio per il Mezzogiorno e le aree depresse, l&rsquo;Ufficio per le politiche industriali ed energetiche, alcuni Uffici per i diversi settori produttivi (piccola e media impresa, artigianato, commercio, libere professioni), l&rsquo;Ufficio per le politiche sindacali (s. 2., ss. 4., b. 142, fasc. 774). Pi&ugrave; tardi si aggiunse l&rsquo;Ufficio per la politica monetaria e del credito, capeggiato da Riccardo Pedrizzi. Rasi riserv&ograve; a s&eacute; l&rsquo;Ufficio per le Authority, le privatizzazioni e la ricerca produttiva.\r\n\r\nQuale dirigente del Dipartimento, egli volle inaugurare la sua attivit&agrave; pubblica sotto l&rsquo;egida di AN nel giugno 1995, a Roma, con il Convegno &ldquo;Lo Spazio. Progetto tecnologico trainante&rdquo;, per &ldquo;individuare le azioni politiche e le strategie industriali indispensabili&rdquo; alla crescita del settore, con le auspicabili ricadute occupazionali. In questo Convegno si autoassegn&ograve; la relazione introduttiva, sorta di sguardo complessivo dell&rsquo;economia mondiale per poi giungere a focalizzare le possibilit&agrave; di sviluppo italiano di simile comparto: tra gli invitati vi furono i pi&ugrave; alti dirigenti delle aziende italiane ivi operanti (s. 2., ss. 5., b. 153, fasc. 834).\r\n\r\nTra le iniziative prese in qualit&agrave; di responsabile del Dipartimento vi fu l&rsquo;istituzione dell&rsquo;Ufficio di Milano del Dipartimento stesso, per inaugurare il quale convoc&ograve; una riunione con &ldquo;esponenti del mondo economico, professionale e finanziario dell&rsquo;alta Italia&rdquo; nel giugno 1995, cui parteciparono pi&ugrave; di settanta tra imprenditori, dirigenti del settore privato, docenti universitari; a loro espose le linee della politica economica di AN, basata fra l&rsquo;altro su corrette privatizzazioni, la realizzazione di infrastrutture efficienti a pro del mercato, puntando il dito sull&rsquo;origine e la natura &ldquo;&rsquo;da costi&rsquo; dell&rsquo;attuale inflazione&rdquo; (s. 2., ss. 4., b. 147, fasc. 812, comunicato stampa del 3 luglio 1995).\r\n\r\nLe sue competenze lo portarono inoltre alla partecipazione a incontri di varia natura organizzati da soggetti disparati. Importante fu il Convegno &ldquo;L&rsquo;Europa e le Regioni&rdquo;, che la Delegazione di Alleanza nazionale al Parlamento europeo, capeggiata da Cristiana Muscardini, volle fortemente per discutere i rapporti tra l&rsquo;Europa e l&rsquo;Italia in un momento delicato come quello in cui si delineava la moneta unica: nel suo intervento Rasi polemizz&ograve; a distanza con il ministro delle finanze tedesco Theo Waigel a proposito di dichiarazioni di questi, per il quale &ldquo;l&rsquo;Italia non ha le carte in regola per entrare nell&rsquo;Unione monetaria&rdquo;. Al Convegno parteciparono tra gli altri i commissari europei Mario Monti ed Emma Bonino, il segretario generale del Parlamento europeo Enrico Vinci nonch&eacute; personalit&agrave; del Partito popolare europeo. Presenti furono anche i responsabili nazionali di AN per gli enti locali e il coordinamento dei consiglieri regionali (s. 2., ss. 5., b. 153, fasc. 826; b. 154, fasc. 848). Rasi riprese l&rsquo;argomento &ldquo;carte in regola per Maastricht&rdquo;, discutendo della rigidit&agrave; dei parametri, in una successiva iniziativa del Gruppo consiliare di AN alla Regione Calabria (Catanzaro, 4 dicembre 1995, Convegno &ldquo;L&rsquo;impresa Calabria in Europa. Idee, obiettivi, strumenti&rdquo;: s. 2., ss. 5., b. 153, fasc. 826). Sullo stesso tema si tenne un importante convegno a Torino, &ldquo;Una strategia di sviluppo per l&rsquo;Europa&rdquo;, 4 marzo 1996, dove emerse la posizione di Alleanza nazionale sull&rsquo;Europa e al quale parteciparono diversi parlamentari europei, ma anche Luigi Cavalchini, ambasciatore d&rsquo;Italia presso l&rsquo;Unione europea. La critica al Trattato di Maastricht da parte di Rasi era una critica costruttiva, non per avere meno Europa, ma pi&ugrave; Europa, stigmatizzando la mancanza, nei parametri contemplati dal Trattato, di quello sull&rsquo;occupazione, non solo relativa al fattore lavoro, ma anche a tutti gli altri fattori produttivi: l&rsquo;esclusione di tale parametro &ldquo;ha significato in concreto non volere nei risultati n&eacute; l&rsquo;Unione monetaria n&eacute; un mercato unico funzionanti [&hellip;]. Temiamo che questa esclusione abbia avuto allora i caratteri dell&rsquo;equivoco deliberato [&hellip;]&rdquo;.\r\n\r\nRasi si doleva proprio della mancata unificazione delle legislazioni dei vari Paesi sulle imprese, sul lavoro, sul credito, sul fisco (s. 2., ss. 5., b. 153, fasc. 835). Lamentava anche Cristiana Muscardini, presidente della Delegazione AN al Parlamento europeo, in occasione del dibattito a Strasburgo sulla Conferenza intergovernativa di Torino, che sembrava prevalere la forza politica di chi auspicava una mera zona di libero scambio in Europa, contro &ldquo;coloro che come noi invece credono che non vi possa essere nessun progresso culturale, nessuna pace sociale [&hellip;] se non si arriva prima di tutto all&rsquo;Unione politica&rdquo; (s. 2., ss. 5., b. 155, fasc. 856).\r\n\r\nLa proposta di Rasi per superare l&rsquo;<i>impasse</i> politico-culturale era duplice: posto che &ldquo;l&rsquo;Europa, per essere se stessa, deve darsi un compito di civilt&agrave;&rdquo;, egli auspicava fra l&rsquo;altro &ldquo;una grande mobilitazione nella ricerca tecnologica che compensi il deficit della forza lavoro e l&rsquo;invecchiamento della popolazione dell&rsquo;Unione&rdquo; e &ldquo;una grande civile espansione per attivare nei territori e presso le popolazioni ad Oriente e a Sud-ovest attivit&agrave; produttive di industrializzazione e di scambi che diano lavoro e autosufficienza <i>in loco</i>&rdquo; (s. 2, ss. 5, b. 153, fasc. 835). Inoltre, in previsione della Conferenza intergovernativa europea di Torino (29 marzo 1996), Cristiana Muscardini, Gaetano Rasi, Ugo Martinat vollero richiamare l&rsquo;attenzione della stampa su alcune questioni a loro giudizio imprescindibili per la crescita dell&rsquo;Unione secondo canoni di equilibrio, tra cui &ldquo;la priorit&agrave; dell&rsquo;Unione politica nelle varie fasi&rdquo; in cui dovevano svilupparsi le questioni economiche e monetarie (s. 2., ss. 4., b. 147, fasc. 812). Questi concetti vennero ribaditi da Rasi a Cagliari durante un convegno (&ldquo;Quale futuro per l&#39;Europa?&rdquo;, 10 dicembre 1997) organizzato da alcuni studenti della locale Universit&agrave;: nel suo intervento sottolineava l&rsquo;anomalia di un percorso che, con &ldquo;aspetti storicamente inediti&rdquo;, prevedeva &ldquo;una unificazione monetaria ed economica che [precede] l&rsquo;unificazione politica [&hellip;]. Insomma, invece di passare dal diritto pubblico al diritto privato, prima avremo l&rsquo;unificazione del diritto privato e del diritto dell&rsquo;economia, e poi avremo l&rsquo;unificazione del diritto pubblico e del diritto costituzionale&rdquo; (s. 2., ss. 7., sss. 4., b. 170, fasc. 951).\r\n\r\nIl 19 marzo 1996 un comunicato stampa del Dipartimento per la politica economica annunciava la candidatura del proprio responsabile, Gaetano Rasi, nella lista proporzionale di Alleanza nazionale del distretto Piemonte 1 alle elezioni politiche anticipate. Rasi, componente dell&rsquo;Esecutivo politico del Partito, aveva in precedenza, nel gennaio 1995, rinunciato alla nomina a ministro per il commercio estero nel Governo Dini, per essere questo &ldquo;non in linea con il risultato delle elezioni del 27 marzo 1994&rdquo;, che avevano dato la vittoria al centrodestra (s. 2., ss. 7., sss. 1., b. 162, fasc. 882, <i>curriculum vitae</i> di Rasi). Si trattava ora di avere un ruolo nelle istituzioni, come infatti avvenne con l&rsquo;elezione alla Camera dei deputati nelle consultazioni del 21 aprile. Egli entr&ograve; a far parte della X Commissione Attivit&agrave; produttive, commercio e turismo, della quale fu nominato vicepresidente, con Nerio Nesi presidente.\r\n\r\nL&rsquo;ampia documentazione presente nella sottoserie relativa all&rsquo;argomento (s. 2., ss. 7. , 55 buste, 275 fascicoli divisi in 9 sottosottoserie) attesta in maniera pressoch&eacute; completa l&rsquo;attivit&agrave; di Rasi in Parlamento, dagli interventi in aula alle interrogazioni, dalle interpellanze alle missioni all&rsquo;estero, ai numerosi contatti con colleghi e sodali di partito. Molto intensi furono i rapporti con le autorit&agrave; e le personalit&agrave; pi&ugrave; in vista del Piemonte e di Torino, suo Collegio elettorale, in tutti i campi, industriale, agricolo, del terziario, della cultura, con responsabili di enti locali, consiglieri regionali, provinciali, comunali, cos&igrave; come furono numerosi gli incontri, i convegni, le conferenze, le tavole rotonde organizzati nel territorio torinese e piemontese cui Rasi partecip&ograve; e che talvolta egli stesso organizz&ograve;.\r\n\r\nL&rsquo;anno prima, il 1995, Rasi aveva promosso con Domenico Zappal&agrave; e altri docenti l&rsquo;Osservatorio economico sociale Nord Sud, che lo vide presidente, con il compito di intraprendere ricerche sui modelli delle piccole e medie imprese del Nord, onde porre queste realt&agrave; in connessione con aree economicamente deboli del Meridione. Per presentarsi al pubblico e presentare i risultati della sua prima ricerca, il 22 novembre 1996 l&rsquo;Osservatorio indisse il Convegno &ldquo;Per una nuova politica economica sociale e nazionale&rdquo; a Conegliano Veneto, dove furono esposte le conclusioni relative allo studio dell&rsquo;area &ldquo;Sinistra Piave&rdquo;, tra le pi&ugrave; sviluppate del territorio italiano, studio correlato con l&rsquo;analisi di alcune zone del Sud, in Calabria, in Puglia, in Sicilia: l&rsquo;obiettivo era la verifica della possibilit&agrave; di applicare i risultati delle aree pi&ugrave; evolute economicamente alle zone citate. Analoghi incontri seguirono a Roma e a Cerignola. In particolare, innovativo e anticipatore fu il Convegno svoltosi a Cerignola il 15 e 16 novembre 1996, che riguard&ograve; &ldquo;Il telelavoro: una risorsa per il Mezzogiorno&rdquo;. I Convegni furono organizzati in collaborazione con il Dipartimento per la politica economica di Alleanza nazionale, e ad essi parteciparono molti esponenti del Partito (s. 2., ss. 5., b. 158, fasc. 860; b. 159, fasc. 868). Infatti nel proprio ambito il Dipartimento diretto da Rasi intese considerare, tra le altre cose, la situazione del Meridione, anche in virt&ugrave; del precedente ruolo dello stesso Rasi nell&rsquo;Agenzia per la promozione dello sviluppo del Mezzogiorno e quale componente del Comitato nazionale per la politica meridionale del Msi-Dn: in quel periodo aveva studiato i problemi del Sud e avanzato proposte di sviluppo, studi e proposte che rielabor&ograve; partecipando ad alcuni convegni nel 1995 (&ldquo;La Calabria e il sistema creditizio&rdquo;, Vibo Valentia 12 novembre, con la relazione <i>Il Mezzogiorno dopo l&rsquo;intervento straordinario</i>; il gi&agrave; citato &ldquo;L&rsquo;impresa Calabria in Europa, Idee, obiettivi, strumenti&rdquo;, Catanzaro 4 dicembre, con la relazione <i>Il marco e l&rsquo;Italia, il Mezzogiorno e l&rsquo;Europa</i>) e in seguito alla Conferenza nazionale sul lavoro, promossa da Alleanza nazionale a Napoli (29-30 aprile 1998), ove present&ograve; la relazione <i>Infrastrutture e sviluppo dell&rsquo;occupazione nel Mezzogiorno</i>; ancora, nel 1999, sempre a Napoli, il 17 aprile, sempre con l&rsquo;organizzazione del Partito, fu coinvolto nel Convegno &ldquo;Sviluppo del Mezzogiorno con Sviluppo Italia?&rdquo;.\r\n\r\nLe carte d&rsquo;archivio documentano l&rsquo;attivit&agrave; di Rasi nel Dipartimento per il biennio 1995-1996, che poi sembra arrestarsi bruscamente. All&rsquo;inizio del 1997, infatti, egli invi&ograve; a Giulio Maceratini, presidente del Gruppo AN al Senato, l&rsquo;organigramma dell&rsquo;Ufficio per la politica industriale ed energetica, &ldquo;che ho ritenuto di rendere ufficiale dopo un periodo di rodaggio&rdquo;. Si pu&ograve; ipotizzare che l&rsquo;attivit&agrave; di Rasi nell&rsquo;Ufficio abbia sostituito quella che espletava nel Dipartimento; sembra anche che la competenza intorno alle questioni economiche in generale (e non su quelle meramente industriali ed energetiche, di spettanza &ndash; appunto &ndash; di Rasi) siano state affidate a Manlio Contento, che nella corrispondenza Rasi definiva &ldquo;coordinatore per la politica economica di AN&rdquo; (s. 2, ss. 2., b. 136, fascc. 725-726). Per la precisione, dal punto di vista &ndash; per cos&igrave; dire &ndash; burocratico-amministrativo, parrebbe che l&rsquo;Ufficio fosse gerarchicamente inferiore al Dipartimento per la politica economica - dizione poi sostituita con &ldquo;Coordinamento per le politiche economiche&rdquo; -, almeno sulla base della carta intestata utilizzata in genere (in archivio non vi sono infatti altre tracce sul tema), anche se in un secondo momento &egrave; presente carta intestata al solo Ufficio e non menzionante dunque il Dipartimento/Coordinamento (s. 2., ss. 2, b. 136, fasc. 725 e fasc. 726): in questo caso l&rsquo;Ufficio sembra dipendere direttamente dalla Direzione nazionale. Al suo interno vennero creati Gruppi di lavoro di esperti per elaborare adeguatamente la linea politica di Alleanza nazionale su tali temi. Tra il 2000 e il 2001 i vari Gruppi realizzarono alcune relazioni su industria, energia, spazio, informatica, messe a disposizione delle commissioni economiche di settore per la II Conferenza programmatica di Alleanza nazionale, svoltasi a Napoli dal 23 al 25 febbraio 2001.\r\n\r\nProprio i problemi energetici per Rasi furono al centro delle preoccupazioni: essi si intrecciavano con quelli delle privatizzazioni e delle liberalizzazioni, dell&rsquo;energia elettrica, delle telecomunicazioni (si ricordi che Rasi fu consigliere di amministrazione di Telecom nel periodo 1994-1997), del gas, allora in atto. La sua attivit&agrave; in questo campo si esplet&ograve; sia in Parlamento, con interrogazioni e interventi in Aula e in Commissione (in uno di questi parl&ograve; a proposito della privatizzazione dell&rsquo;Enel: s. 2, ss. 7, sss. 2., b. 166, fasc. 909), sia in Convegni e Tavole rotonde, dove mostr&ograve; le sue perplessit&agrave; non tanto nel merito quanto nel metodo adottato dal Governo, a suo parere incongruo e contraddittorio. Per esemplificare, in un convegno del 2000 (&ldquo;Il mercato italiano del gas&rdquo;, Milano 23-25 febbraio) stigmatizz&ograve; come un&rsquo;incoerenza da parte governativa procedere prima alla privatizzazione dell&rsquo;Eni, monopolista del gas in Italia, e poi alla liberalizzazione del settore &ldquo;che costituisce parte rilevante del <i>core business</i> della societ&agrave; petrolifera&rdquo; (s. 2., ss. 5., b. 153, fasc. 834), oltre a evidenziare altri comportamenti poco razionali a proposito, per esempio, delle conseguenze dovute alla collocazione in Borsa del titolo di una societ&agrave; che dal processo di liberalizzazione avrebbe subito cambiamenti di natura patrimoniale. Sulla questione del gas e della sua liberalizzazione, attraverso l&rsquo;Ufficio per la politica industriale ed energetica Rasi promosse il Convegno &rdquo;Il mercato del gas in Italia. Nuovi scenari e nuovi assetti&rdquo;, che si tenne a Roma il 27 ottobre 1998: la sua relazione introduttiva ebbe ad oggetto, tra l&rsquo;altro, gli spazi di liberalizzazione, in sintonia &ldquo;con i ceti emergenti e le nuove forze produttive&rdquo; al fine di &ldquo;una diminuzione del costo lavoro, ma anche di una riduzione dei costi energetici&rdquo;, che proprio la liberalizzazione avrebbe favorito; al Convegno parteciparono i presidenti di Snam e Enel, l&rsquo;amministratore delegato di Montedison e rappresentanti di aziende e associazioni del settore (s. 2., ss. 1., b. 119, fasc. 657). Nel dicembre 1998 l&rsquo;Ufficio di Rasi forn&igrave; una sintesi circa la posizione di Alleanza nazionale intorno alla riforma del sistema elettrico nazionale e alla ventilata trasformazione del settore; in essa si chiar&igrave; principalmente che &ldquo;le misure di liberalizzazione e regolamentazione devono precedere e non seguire i processi di privatizzazione&rdquo; e che si riteneva &ldquo;fondamentale, perch&eacute; si realizzi un vero processo di liberalizzazione, che trasmissione e propriet&agrave; della rete facciano capo ad un ente indipendente a responsabilit&agrave; pubblica&rdquo;., oltre naturalmente ad auspicare &ldquo;un programma di dismissione trasparente ed efficace&rdquo; (s. 2., ss. 7., sss. 4., b. 174, fasc. 974).\r\n\r\nL&rsquo;attivit&agrave; dell&rsquo;Ufficio per la politica industriale ed energetica si protrasse ancora nel 2001, con due convegni di portata nazionale, con uno dei quali l&rsquo;attenzione venne condotta sui &quot;Distretti industriali: risorsa per lo sviluppo italiano&quot; (Torino 26 gennaio; relazione di Rasi: <span class=\"METADATAunitaarchivisticaitalic\" palatino=\"\" style=\"font-family:\"><span style=\"font-style:italic\"><span calibri=\"\" style=\"font-family:\">La competitivit&agrave; del sistema Italia: aggregati industriali e infrastrutture di rete</span></span></span>). Il secondo, tenuto a Roma il 21 febbraio, invitava a riflettere ancora su &ldquo;Energia, disponibilit&agrave;, qualit&agrave;, prezzo. Una questione fondamentale per il sistema Italia&rdquo;. Dopo questa data non si hanno notizie intorno all&rsquo;Ufficio per la politica industriale ed energetica.\r\n\r\nBisogna dire che le convinzioni partecipative che muovevano Rasi non erano estranee ad altri dirigenti di Alleanza nazionale, soprattutto in coloro che provenivano dal Msi-Dn. Nel 1998 il Dipartimento Politiche del lavoro e sindacali del Partito organizz&ograve; a Roma il Convegno nazionale &ldquo;Partecipazione dei lavoratori nelle imprese: un modello europeo per l&rsquo;occupazione, la flessibilit&agrave; e la tutela del lavoro&rdquo;, nel cui programma era previsto un intervento di Rasi intitolato <i>Partecipazione e produttivit&agrave;</i> (s. 2, ss. 7, sss. 4, b. 174, fasc. 964). Nel 1999, con altri cinquantacinque colleghi deputati di diversi Gruppi, present&ograve; alla Camera la proposta di legge contenente <i>Norme per l&rsquo;attuazione dell&rsquo;articolo 46 della Costituzione in materia di partecipazione dei lavoratori nelle imprese</i>, trovando in essa una delle soluzioni ai problemi del lavoro; la proposta fu concettualmente diversa, per&ograve; da quella di qualche anno precedente, la cui paternit&agrave; fu del Movimento sociale italiano (30 aprile 1971), intitolata semplicemente <i>Partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese</i> e sganciata dall&rsquo;articolo 46.\r\n\r\nIl 21 gennaio 2000 il presidente della Camera, Luciano Violante design&ograve; Gaetano Rasi quale componente del Gruppo di parlamentari con il compito di preparare il programma della II Conferenza interparlamentare europea per lo spazio, da tenersi in Italia. Gi&agrave; nell&rsquo;aprile 1999 Rasi partecip&ograve;, con altri due colleghi parlamentari italiani, Francesco Aloisio (Alleanza dei progressisti) e Carlo Carli (Partito democratico della Sinistra), alla I Conferenza interparlamentare europea per lo spazio a Parigi, dove sostennero con vigore gli interessi italiani nel settore. Rasi, che &ndash; si ricorder&agrave; &ndash; aveva sviluppato competenze sul tema, tanto da organizzare un convegno nel 1995, ottenne con i colleghi l&rsquo;autorizzazione allo svolgimento della Conferenza da parte dei presidenti di Senato e Camera alla fine del 1999. Essi convinsero inoltre le due alte cariche dello Stato a costituire il Gruppo parlamentare italiano per lo spazio (GPIS), con natura <i>bipartisan</i>, del quale Rasi divenne vicepresidente vicario. La II Conferenza registr&ograve; un notevole successo da parte italiana, con il consentire in seguito all&rsquo;Italia il raggiungimento di posizioni di leadership nel settore dello spazio, gi&agrave; dominato in Europa dall&rsquo;industria francese (s. 2., ss. 7., sss. 9, b. 215, fasc. 1142). Tra le carte della sottosottoserie relativa al tema sono conservati documenti successivi alla permanenza di Rasi in Parlamento - non pi&ugrave; dunque componente del GPIS - poich&eacute; egli continu&ograve; a seguire la questione e a interessarsi al problema.\r\n\r\nIl 28 febbraio 2001 Rasi venne eletto componente del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali dalla Camera dei deputati e con lui il collega Mauro Paissan. In base alla legge istitutiva del Garante stesso (l. 31 dicembre 1996, n. 675), quindi, che prevede incompatibilit&agrave; con cariche elettive, Rasi rassegn&ograve; le dimissioni da deputato il 14 marzo 2001 (s. 2., ss. 7, sss. 1., b. 165, fasc. 905).\r\n\r\nIl 21 maggio 2002 fu istituita con legge apposita (n. 99) la Commissione parlamentare d&#39;inchiesta sull&#39;affare Telekom-Serbia, &ldquo;con il compito di indagare sulle vicende relative all&rsquo;acquisto da parte di STET &ndash; Societ&agrave; finanziaria telefonica p.a. e di Telecom Italia del 29 per cento di Telekom-Serbia e sugli atti presupposti, connessi e conseguenti all&rsquo;acquisto, da chiunque compiuti&rdquo;. I fatti presero avvio con l&rsquo;acquisizione di una quota del capitale di Telekom-Serbia nel giugno 1997 da parte della Stet, all&rsquo;epoca ancora di propriet&agrave; pubblica, durante il governo di Romano Prodi. Dopo la pubblicazione di un <i>dossier</i> da parte del quotidiano &ldquo;La Repubblica&rdquo; nel 2001 a proposito di presunte tangenti pagate per l&rsquo;affare, si ebbero polemiche politiche che portarono dopo alcuni mesi all&rsquo;istituzione della Commissione. Si rimproverava ai promotori dell&rsquo;acquisto, oltre alla questione delle tangenti, il fatto di aver favorito con esso il regime di Milosevic. La Commissione, verso la quale l&rsquo;opposizione di centrosinistra ebbe sempre un atteggiamento di insofferenza, al punto da non partecipare alle sedute, ritenendola strumento di propaganda, termin&ograve; i lavori nell&rsquo;aprile 2004. Rasi venne audito dalla Commissione per essere stato, tra il 1994 e il 1997, consigliere di amministrazione di Telecom. In particolare, fu ascoltato a proposito della presunta delibera del Consiglio di amministrazione della Telecom contenente l&rsquo;approvazione all&rsquo;acquisto delle quote Telekom-Serbia. Il 26 marzo 2003, durante la prima audizione (ce ne fu un&rsquo;altra nel 2004), alla domanda del presidente Trantino: &ldquo;Le risulta che nell&rsquo;ordine del giorno delle riunioni del Consiglio di amministrazione si sia trattato l&rsquo;argomento &lsquo;partecipazione di Telecom Italia SpA in Telekom-Serbia&rsquo;?&rdquo;, Rasi rispose testualmente: &ldquo;No. Per quanto ricordi e per quanto abbia cercato negli appunti e in certe carte [&hellip;] mai si &egrave; trattato questo argomento in consiglio d&rsquo;amministrazione Telecom [&hellip;]&rdquo;, e &ldquo;nelle &lsquo;Varie ed eventuali&rsquo; [come era stato asserito] un argomento del genere non avrebbe potuto essere trattato&rdquo; (s. 2., ss. 8., b. 217, fasc. 1158, Atti parlamentari, Commissione parlamentare d&rsquo;inchiesta sull&rsquo;affare Telekom-Serbia, <i>Seduta di mercoled&igrave; 26 marzo 2003,</i> p. 12). Rasi volle inoltre aggiungere di essersi dimesso dal CdA Telecom il 30 gennaio 1997 &ldquo;in maniera traumatica per la seguente ragione: la sera prima [&hellip;] con il ministro Maccanico, [in vista] della fusione tra Stet e Telecom Italia, si era d&rsquo;accordo nel considerare pi&ugrave; opportuno [&hellip;] che fosse Telecom ad assorbire Stet, cio&egrave; che fosse la societ&agrave; [&hellip;] che aveva i flussi di cassa pi&ugrave; forti, ad assorbire la piccola finanziaria [&hellip;], tra l&rsquo;altro poco nota nel mondo della Borsa [&hellip;]. Se non che, la mattina dopo, la quasi totalit&agrave; del Consiglio, escluso il sottoscritto, composto di funzionari mandati dalla Stet nella Telecom, si espresse per una soluzione rovescia, che fosse la Stet ad assorbire la Telecom [&hellip;]. Perch&eacute; solo in questa maniera il Governo, tramite l&rsquo;IRI, poteva controllare tutta la politica della nuova Telecom [&hellip;]&rdquo;. Rasi aveva dunque manifestato la sua contrariet&agrave; circa il metodo adottato durante la seduta del CdA di Telecom del 30 gennaio 1997, chiedendo che le sue note fossero messe a verbale sul punto 2 dell&rsquo;ordine del giorno (&ldquo;Avvio delle procedure di fusione tra Stet Spa e Telecom Italia Spa&rdquo;); dopo l&rsquo;esposizione delle sue ragioni, annunci&ograve; le dimissioni. Egli volle anche investire della questione il Presidente della Repubblica, all&rsquo;epoca Oscar Luigi Scalfaro, prospettandogli in una lettera una serie di problemi giuridici nonch&eacute; di natura giuridico-politica, che il dpr varato il 23 aprile 1997, basato sulle conclusioni del citato CdA Telecom, conteneva. Non ne ebbe risposta (la documentazione relativa &egrave; nell&rsquo;ultimo fascicolo citato).\r\n\r\nDopo il 2001 l&rsquo;attivit&agrave; di Rasi all&rsquo;interno del Partito si dirad&ograve;. Fece parte della Consulta di AN per la politica aerospaziale, in virt&ugrave; dei trascorsi con il GPIS, almeno fino al 2007; all&rsquo;Assemblea nazionale di AN del 2004, di cui ha conservato la documentazione, partecip&ograve; da spettatore e non prese la parola. Coinvolto da Fabio Granata nell&rsquo;iniziativa culturale &ldquo;Forum delle idee&rdquo; (incontri tra militanti e intellettuali, per elaborare programmi e proposte su temi di attualit&agrave;), obiett&ograve; circa alcune suggestioni storico-politiche da questi proposte, a proposito di identit&agrave; politico-culturale (s. 2, ss. 3, b. 141, fascc. 766 e 768). Ѐ probabile che abbia partecipato alle varie assise del Partito, poich&eacute; documenti congressuali, pubblicazioni ufficiali <i>et similia</i> trovano posto nell&rsquo;archivio. Nel 2008, in occasione della vittoria del centrodestra sia alle elezioni politiche sia al Comune di Roma, Rasi scrisse a Maurizio Gasparri, nella sua qualit&agrave; di <span class=\"METADATAunitaarchivistica\" palatino=\"\" style=\"font-family:\"><span calibri=\"\" style=\"font-family:\">presidente del Gruppo Casa della libert&agrave; alla Camera dei deputati,</span></span> e a Gianni Alemanno, neosindaco di Roma, offrendo la propria collaborazione: da ci&ograve; l&rsquo;impressione del desiderio di Rasi di tornare a fare politica in seguito a un allontanamento da ruoli operativi. Tali sollecitazioni non sembrano aver sortito effetto.\r\n\r\nNel 2009 Alleanza nazionale era in fase di devoluzione. All&rsquo;interno del centrodestra si stava facendo strada l&rsquo;opportunit&agrave; di unire in un unico partito le formazioni che a quell&rsquo;area si rifacevano e che gi&agrave; si erano unite un un&rsquo;alleanza elettorale (Polo delle libert&agrave;, Casa delle libert&agrave;). Nel marzo 2009 si tenne il III e ultimo Congresso di AN, che conflu&igrave; con Forza Italia nella nuova formazione chiamata Popolo della libert&agrave;. Rasi mostr&ograve; tutta la sua perplessit&agrave; in un articolo apparso ne &ldquo;Il Borghese&rdquo; nel maggio 2009 (<i>Riflessioni impolitiche</i>, IX, 5, pp. 8-10), rievocando il &ldquo;sentimento di appartenenza dei militanti e dei votanti e l&rsquo;orgoglio di &lsquo;lavorare in proprio&rsquo; secondo obiettivi coerenti con le proprie convinzioni&rdquo;, sentimento e orgoglio a suo parere ormai alterati dalla confluenza &ldquo;molto pi&ugrave; subita che voluta dalla grande maggioranza dei componenti di base e dei votanti di An, nell&rsquo;unico partito Popolo della libert&agrave; [confluenza che] non &egrave; stato un fatto positivo&rdquo;. Sotto accusa era &ldquo;la variegata composizione umana e ideologica del nuovo partito&rdquo;, il quale &ldquo;ha gi&agrave; in se stesso i germi del suo dissolvimento, perch&eacute; proprio la sua asserita natura liberale, tollerante di una molteplicit&agrave; di culture interne [&hellip;] manca dei contenuti unificanti di un unico sistema di valori e di principi&rdquo;. A tale &ldquo;sistema di valori e principi&rdquo; Rasi cerc&ograve; invece di essere sempre fedele.\r\n"},{"label":"Struttura","value":"La serie si articola in 8 sottoserie, di cui una con 9 sottosottoserie:<br />\r\nSottoserie 1. <em>Documentazione disposta in ordine cronologico</em>, 1993-1999; 2007-2009<br />\r\nSottoserie 2. <em>Corrispondenza politica</em>, 1993-2001; 2004-2008<br />\r\nSottoserie 3. <em>Attivit&agrave; del Partito</em>, 1994-2009<br />\r\nSottoserie 4. <em>&quot;Dipartimento per la politica economica&quot;</em>, 1995 gen.<br />\r\nSottoserie 5. <em>&quot;Convegni&quot;</em>, 1995-2001<br />\r\nSottoserie 6. <em>&quot;Ufficio per la politica industriale ed energetica&quot;</em>, 1996<br />\r\nSottoserie 7. <em>&quot;Attivit&agrave; parlamentare&quot;</em>, 1996-2001<br />\r\n&nbsp;&nbsp; &nbsp;sottosottoserie 7.1. <em>Elezione a deputato e successive dimissioni</em>, 1996; 1998; 2001<br />\r\n&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottosottoserie 7.2. <em>Interventi, interrogazioni, interpellanze, comunicati stampa</em>, 1996-2000<br />\r\n&nbsp;&nbsp; &nbsp;sottosottoserie 7.3. <em>Atti parlamentari e Rassegna stampa</em>, 1996-2001<br />\r\n&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottosottoserie 7.4. <em>&quot;Convegni&quot;</em>, 1996-2001<br />\r\n&nbsp;&nbsp; &nbsp;sottosottoserie 7.5. <em>Contatti</em>, 1996-2001<br />\r\n&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottosottoserie 7.6. <em>Corrispondenza</em>, 1997-2001<br />\r\n&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottosottoserie 7.7. <em>&quot;Viaggi e missioni&quot;</em>, 1997-2001<br />\r\n&nbsp;&nbsp;&nbsp; sottosottoserie 7.8. <em>&quot;Missione WTO&quot;</em>, 1999-2000<br />\r\n&nbsp;&nbsp; &nbsp;sottosottoserie 7.9. <em>&quot;Politica aerospaziale&quot;</em>, 2000-2002; 2009<br />\r\nSottoserie 8. <em>&quot;Telekom Serbia&quot;</em>, 2001-2004"}],"sequences":[{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/274493/sequence/normal","@type":"sc:Sequence","label":"Current Page Order","viewingHint":"individuals","canvases":[{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/274493/canvas/837726","@type":"sc:Canvas","label":"1","width":776,"height":1097,"images":[{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/274493/annotation/837726","@type":"oa:Annotation","motivation":"sc:painting","on":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/274493/canvas/837726","resource":{"@id":"https://www.lazio900.it/backend/media/collectiveaccess/images/8/3/7/7/99325_ca_object_representations_media_837726_original.jpg","@type":"dctypes:Image","format":"image/jpeg","width":776,"height":1097,"service":{"@context":"http://iiif.io/api/image/2/context.json","profile":"http://iiif.io/api/image/2/level2.json","@id":"https://iiiflazio.tocc.promemoriagroup.com/iiif/2/collectiveaccess-images-8-3-7-7-99325_ca_object_representations_media_837726_original.jpg"}}}]}]}]}