{"@context":"http://iiif.io/api/presentation/2/context.json","@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/277426","@type":"sc:Manifest","label":"Carlo Tognoli","rendering":{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/oggetti/277426-carlo-tognoli","format":"text/html","label":"Full record view"},"metadata":[{"label":"Tipologia","value":"Fondo"},{"label":"Storia istituzionale/Biografia","value":"Carlo Tognoli nacque a Milano il 16 giugno 1938, da Mario e Augusta Valina.<br />\r\nIscritto alla Sezione Monforte del PSI nel 1957, all&rsquo;indomani dell&rsquo;invasione sovietica dell&rsquo;Ungheria, ader&igrave; con entusiasmo al nuovo corso autonomista di Pietro Nenni: una scelta maturata sui banchi dell&rsquo;Istituto tecnico chimico industriale &ldquo;Molinari&rdquo;, cui aveva contribuito il confronto con i compagni di classe Giovanni Baccalini e Giorgio Gangi (cui l&rsquo;avrebbe legato per anni un rapporto di profonda amicizia, oltre che di collaborazione), &laquo;sulla base &ndash; avrebbe ricordato lo stesso Tognoli &ndash; di un generico orientamento socialista&raquo;. Sui tre studenti aveva pesato, inoltre, l&rsquo;influenza dell&rsquo;allora segretario provinciale Guido Mazzali, figura chiave dell&rsquo;autonomismo socialista milanese.<br />\r\nConseguito il diploma di perito chimico nel 1957, si impieg&ograve; presso uno stabilimento farmaceutico milanese, conciliando per alcuni anni il lavoro in azienda e gli studi di economia all&rsquo;Universit&agrave; Bocconi. Tra i suoi docenti ci furono gli economisti Tancredi Bianchi, Giovanni Demaria, Ferdinando Di Fenizio e Libero Lenti, il giurista Mario Rotondi, il matematico Francesco Brambilla e il medievista Armando Sapori, allora rettore dell&rsquo;ateneo milanese. Lasci&ograve; anticipatamente l&rsquo;universit&agrave; nel 1963, dopo aver sostenuto diciannove esami, per dedicarsi a tempo pieno all&rsquo;impegno politico.<br />\r\nAttivo nella Federazione giovanile socialista dal 1958 al 1962, fece la sua prima esperienza di amministratore a Cormano, cittadina dell&rsquo;hinterland settentrionale dove fu consigliere comunale dal 1960 al 1970. Vicino al nuovo segretario provinciale Bettino Craxi, designato nel 1963, nel 1964 divenne responsabile della Sezione stampa e propaganda della Federazione milanese del PSI. Tra il 1969 e il 1970 fu segretario cittadino del PSI a Milano e vicepresidente della locale Societ&agrave; aeroportuale (SEA).<br />\r\nEletto in Consiglio comunale a Milano nel 1970, fu assessore con delega all&rsquo;assistenza nella giunta di centro-sinistra guidata dal sindaco socialista Aldo Aniasi, quindi nel 1974 assunse la delega al demanio e al patrimonio. Rieletto alle amministrative del 1975, fu assessore ai lavori pubblici nella nuova giunta di sinistra: una maggioranza inedita, fondata sulla convergenza programmatica tra socialisti, comunisti e demoproletari, cui contribuirono anche i voti espressi da tre consiglieri fuoriusciti dal PSDI, capeggiati da Paolo Pillitteri, e dai democristiani Francesco Ogliari e Pier Giorgio Sirtori.<br />\r\nAniasi, che era stato riconfermato nel 1975, si dimise anticipatamente l&rsquo;anno successivo per candidarsi alle elezioni politiche (sar&agrave; deputato alla Camera per cinque legislature consecutive, dal 1976 al 1994), favorendo l&rsquo;avvicendamento con Tognoli che fu eletto sindaco a soli 37 anni: il pi&ugrave; giovane nella storia di Milano, un primato che detiene ancora oggi. Tognoli conferm&ograve; il programma della giunta uscente e l&#39;ossatura della squadra di governo. L&rsquo;alleanza con il PCI dur&ograve; fino al 1985, quando &ndash; anche a causa dei mutati equilibri politici nazionali &ndash; fu varata una nuova giunta pentapartito in cui confluirono democristiani, liberali, repubblicani, socialdemocratici e socialisti, con i comunisti all&rsquo;opposizione.<br />\r\nDurante la sua permanenza a Palazzo Marino &ndash;&nbsp;Tognoli fu sindaco di Milano ininterrottamente dal 1976 al 1986 &ndash; furono inaugurati i cantieri della Linea 3 della metropolitana e quelli del Passante ferroviario, cui si aggiunse l&#39;avvio dei lavori per il prolungamento delle linee 1 e 2 della metropolitana; fu intrapreso il recupero delle aree dismesse e la conversione delle vecchie infrastrutture industriali presenti sul territorio; si provvide alla municipalizzazione del gas e si organizzarono i primi esperimenti di pedonalizzazione del centro; fu rivitalizzata l&rsquo;offerta culturale, soprattutto nel campo del teatro, del design e delle mostre, in una citt&agrave; che provava a uscire dagli anni bui del terrorismo e dell&#39;eversione.<br />\r\nNel 1981 assunse la direzione del mensile &laquo;Critica sociale&raquo;, incarico che avrebbe mantenuto fino al 1992.<br />\r\nEletto al Parlamento europeo nel 1984, fu membro della Commissione per la protezione dell&rsquo;ambiente, la sanit&agrave; pubblica e la tutela dei consumatori, della Delegazione per le relazioni con i paesi dell&rsquo;America del Sud e della Commissione per gli affari istituzionali, partecipando alle attivit&agrave; della Commissione per i trasporti in qualit&agrave; di membro sostituto. Fu inoltre vicepresidente del Gruppo socialista europeo dall&rsquo;aprile al luglio 1987, prima di dimettersi in seguito all&#39;avvenuta elezione&nbsp;alla Camera dei deputati.<br />\r\nAll&#39;attivit&agrave; parlamentare si sommarono incarichi di rilievo nei quattro governi che caratterizzarono la X Legislatura.&nbsp;Ministro per i problemi delle aree urbane nei governi Goria e De Mita (1987-1989), fu poi ministro del turismo e dello spettacolo negli ultimi due esecutivi presieduti da Giulio Andreotti (1990-1992).<br />\r\nIl 1&ordm; maggio 1992, a pochi mesi dall&rsquo;arresto del presidente del Pio Albergo Trivulzio Mario Chiesa che segnava l&rsquo;inizio della stagione di Tangentopoli, i due ex sindaci di Milano Tognoli e Pillitteri furono raggiunti da avviso di garanzia nell&rsquo;ambito dell&rsquo;inchiesta sugli appalti delle forniture dell&rsquo;Azienda energetica municipale (AEM) condotta dal sostituto procuratore Gherardo Colombo. Nonostante l&rsquo;assoluzione da uno dei quattro capi d&rsquo;accusa che gli erano stati imputati, Tognoli fu condannato a tre anni e tre mesi di reclusione per ricettazione e violazione della legge sul finanziamento pubblico dei partiti, pena che gli fu condonata (avrebbe successivamente ottenuto la riabilitazione completa). Altri tre procedimenti giudiziari simili, istruiti a suo carico in quegli anni, si sarebbero invece conclusi con la piena assoluzione.<br />\r\nAllontanatosi dalla scena politica, nel 1995 ottenne da Enrico Cuccia un incarico presso la Societ&agrave; per l&rsquo;elaborazione, trasmissione dati, engineering e consulenza informatica (SETECI) del gruppo Mediobanca.<br />\r\nDopo lo scioglimento del PSI continu&ograve; a seguire con interesse le vicende politiche milanesi e nazionali, mantenendo un atteggiamento sostanzialmente neutrale e auspicando la ricostruzione di una compagine socialista che si ispirasse al riformismo di Turati e Craxi. Lo stesso coinvolgimento nei dibattiti e nelle elaborazioni dei Socialisti democratici italiani (SDI), come delle altre formazioni politiche figlie della diaspora socialista, non si tradusse mai in una candidatura pubblica.<br />\r\nCritico del bipolarismo &laquo;bloccato&raquo;, mantenne comunque rapporti cordiali, di collaborazione e rispetto reciproco, con esponenti di entrambi gli schieramenti, soprattutto a Milano. Nei primi mesi del 2001 &ndash; in vista delle elezioni amministrative del 13 maggio successivo, poi vinte dal candidato del centrodestra Gabriele Albertini &ndash; il suo nome circol&ograve; quale possibile candidato sindaco dell&rsquo;Ulivo (candidatura poi ricaduta sull&rsquo;ex segretario della CISL lombarda Sandro Antoniazzi).<br />\r\nIl suo contributo alla vita politica della citt&agrave; rest&ograve; immutato, sebbene profuso in forme diverse rispetto al passato. Tra il 2000 e il 2001 istitu&igrave; l&rsquo;associazione Amare Milano e la Lombardia, promotrice di dibattiti e iniziative culturali su Milano, sulla sua storia e sulle sfide future del capoluogo lombardo in ambito urbanistico, istituzionale, sanitario. Fu presidente del Museo della scienza e della tecnologia &quot;Leonardo da Vinci&quot; di Milano (2003-2005), della Fondazione IRCCS Ca&rsquo; Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano (2005-2009) e dell&rsquo;Istituto per la scienza dell&rsquo;amministrazione pubblica (ISAP) (2009-2011). Negli ultimi anni di vita si dedic&ograve; quasi esclusivamente all&rsquo;organizzazione di mostre, eventi culturali e progetti editoriali. Animatore della casa editrice L&rsquo;Ornitorinco, fu membro dei consigli d&rsquo;amministrazione della Fondazione Anna Kuliscioff e della Fondazione ISEC, figura di riferimento per la Societ&agrave; Umanitaria e per la Fondazione Bettino Craxi, nonch&eacute; stretto collaboratore del Centro studi Grande Milano, cui don&ograve; il marchio &laquo;Amare Milano&raquo; da lui coniato.<br />\r\n&Egrave; morto a Milano il 5 marzo 2021, in seguito a complicanze legate al COVID-19, lasciando la moglie Dorina Bagassi, sposata il 14 maggio 1968, e due figli, Filippo e Anna."},{"label":"Criteri di descrizione","value":"L'unità descritta è il fascicolo, ma in pratica si può dire che il livello di dettaglio cui si è arrivati nella descrizione della maggior parte dei fascicoli scende al singolo documento. Questa decisione è in parte da collegarsi alla natura ibrida del fondo: nel corso del lavoro è infatti risultata funzionale alla ricerca delle versioni digitali di documenti cartacei. Peraltro, poiché una larga maggioranza dei fascicoli conserva anche materiali di studio, è sembrato utile renderne conto nel dettaglio, anche per permettere a chi ricercherà questi documenti di trovare i collegamenti tra i diversi materiali. Per ogni fascicolo sono presenti il titolo, assegnato nel momento del riordinamento nella quasi totalità dei casi, gli estremi cronologici, il numero e la tipologia di documenti, oltre alla già ricordata descrizione del contenuto e, quando necessario, del contesto di produzione dei documenti.\r\nNella descrizione estrinseca si è scelto di fornire per i documenti pervenuti in formato digitale l'indicazione generica \"documenti digitali\": sotto questo cappello si trovano documenti nativi digitali e documenti che sono arrivati in archivio in formato digitale ma sono evidentemente copie digitali di documenti cartacei."},{"label":"Criteri di ordinamento","value":"Il lavoro di ordinamento ha dovuto fare i conti con una situazione di partenza piuttosto disgregata: l&#39;archivio &egrave; arrivato in scatole con indicazioni sommarie sul contenuto, che sono servite da iniziale orientamento e nulla pi&ugrave;. Si &egrave; dunque trattato di analizzare i documenti singolarmente, datarli nei molti casi di documenti che non recavano nessuna indicazione in quel senso, trovarne la collocazione nella vita di Tognoli. Un discorso non dissimile &egrave; stato fatto per la parte digitale dell&#39;archivio, in cui i documenti erano bens&igrave; organizzati in cartelle e sottocartelle, ma senza che queste avessero la dignit&agrave; di fascicoli: piuttosto di macro-aree, pi&ugrave; vicine ad una serie che a un fascicolo, o micro aggregati: pi&ugrave; incarti che fascicoli.<br />\r\nQuesta attivit&agrave; di analisi e riconoscimento &egrave; stata svolta in parallelo per i due nuclei, con il risultato di trovare nell&#39;uno e nell&#39;altro numerosi esemplari identici dello stesso documento, cartacei e/o digitali. Se la presenza di un numero elevato di copie &egrave; in parte da attribuire alla facilit&agrave; della duplicazione nel caso del digitale, che peraltro trova un riscontro anche nella facilit&agrave; di ristampa nel caso del cartaceo, da un&#39;analisi approfondita dell&#39;uso fatto da Tognoli di questi documenti, siano essi scritti suoi o di altri, &egrave; emerso un frequente riuso, che offre un&#39;ulteriore spiegazione di questa presenza di copie.&nbsp;<br />\r\nLa fase pi&ugrave; impegnativa del lavoro &egrave; stata la composizione di fascicoli che avessero una loro coerenza interna e fossero in grado di portare alla luce le diverse attivit&agrave; in cui Tognoli si &egrave; impegnato negli ultimi anni della sua vita. Gli unici fascicoli gi&agrave; presenti erano infatti afferenti in massima parte alle attivit&agrave; pi&ugrave; prettamente lavorative di questi anni. La ricostruzione degli altri settori di impegno ha avuto come bussola gli scritti di Tognoli: trovati sparsi tra i documenti, sono stati nella quasi totalit&agrave; ricondotti alla sua partecipazione a convegni o altri eventi pubblici, a prese di posizione o iniziative politiche, a pubblicazioni, e inventariati in serie intitolate a questi ambiti.&nbsp; Nell&#39;ordinare i documenti in fascicoli si &egrave; inoltre tenuto conto della gi&agrave; citata&nbsp;abitudine all&#39;uso e al riuso degli scritti suoi e di altri: quindi sovente i fascicoli sono formati intorno a un nucleo principale cui &egrave; stato possibile collegare i materiali utilizzati (e riutilizzati).<br />\r\nPer alcuni dei materiali&nbsp;conservati il collegamento con il singolo evento non &egrave; stato possibile: questi documenti sono confluiti nella serie <em>Materiali di studio</em>, a sua volta articolata in sottoserie tematiche.<br />\r\nL&#39;articolazione in serie e sottoserie ha tenuto conto peraltro di tutti gli ambiti di attivit&agrave;, anche quelli pi&ugrave; remoti e qui scarsamente rappresentati. Particolarmente scarne ma non assenti sono le serie intitolate al <em>Comune di Milano</em>, al <em>Ministero per i problemi delle aree urbane</em>, al <em>Partito socialista italiano</em>: i&nbsp;fascicoli inventariati in queste posizioni sono in tutto tredici.&nbsp;Si direbbero residuali rispetto a questa parte dell&#39;archivio di Tognoli, oppure potrebbero essere stati trattenuti intenzionalmente nel momento in cui i documenti di questa fase pi&ugrave; remota della sua vita sono stati donati ad altri, per un interesse specifico nei temi trattati. Sarebbe per&ograve; stato arbitrario considerarli alla stregua di materiali: da qui la decisione di dedicare a queste importanti fasi della vita di Tognoli serie specifiche, sebbene come detto di scarsa consistenza.<br />\r\nI documenti riferibili al persistente interesse per la politica attiva, che lo porta fin sulla soglia di una possibile candidatura a sindaco di Milano, lo vede impegnarsi in discussioni di ampio respiro su temi di politica interna e internazionale e a continuare a riflettere sull&#39;idea socialista sono stati inventariati in un&#39;unica serie, scegliendo anche nel titolo&nbsp;<em>Dopo il PSI </em>di dare rilievo piuttosto al contesto temporale.&nbsp;<br />\r\nLe fotografie, arrivate in uno stato di medio disordine e prive di indicazioni, sono state ricondotte in buona parte agli eventi rappresentati: l&#39;unit&agrave; di descrizione &egrave; per la maggior parte di esse un evento, anche se non pienamente identificato o precisamente datato. L&#39;ordinamento cronologico sottolinea il fatto che si tratta di una raccolta fotografica personale."}],"sequences":[{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/277426/sequence/normal","@type":"sc:Sequence","label":"Current Page Order","viewingHint":"individuals","canvases":[]}]}