{"@context":"http://iiif.io/api/presentation/2/context.json","@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/300299","@type":"sc:Manifest","label":"Istituto italiano di studi germanici","rendering":{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/oggetti/300299-istituto-italiano-di-studi-germanici","format":"text/html","label":"Full record view"},"metadata":[{"label":"Tipologia","value":"Fondo"},{"label":"Contenuto","value":"La documentazione del fondo dell&#39;Istituto di studi germanici appare certamente esigua rispetto alla sua lunga storia.&nbsp;Del primo periodo, riguardante la poliedrica direzione di Giuseppe Gabetti, sotto la presidenza di Giovanni Gentile prima e Pietro De Francisci poi, rimangono poche carte, riguardanti principalmente: atti fondativi e riforme statutarie, l&#39;Accordo culturale italo-germanico e una parte di corrispondenza concentrata principalmente nei primi anni &#39;30.<br />\r\nAppare purtroppo completamente mancante qualsiasi forma di carteggio o testimonianza del lavoro dei numerosi collaboratori dell&#39;Istituto, come Carlo Antoni, che vi lavor&ograve; come bibliotecario durante gli anni &#39;30. Non vi &egrave; inoltre traccia di documentazione durante la direzione di Rodolfo Bottacchiari e rimane un&#39;esigua testimonianza della direzione di Bonaventura Tecchi, principalmente nei verbali di redazione di &laquo;Studi germanici&raquo;&nbsp;e nella corrispondenza con Mondadori per la stesura dei due vocabolari Italiano-tedesco e Tedesco-italiano, i cui accordi risalgono a Giuseppe Gabetti. Tuttavia, &egrave; nelle carte risalenti al successore di Tecchi, il traduttore e germanista Paolo Chiarini, che si trovano alcune tracce in grado di poter spiegare in parte la dispersione delle carte d&#39;archivio e l&#39;esiguit&agrave; del fondo istituzionale.<br />\r\nNel fascicolo <em>&quot;Collettivo di lavoro dell&#39;Istituto italiano di studi germanici&quot;&nbsp; </em>del 1969 (Serie 4, Sottoserie 2, Sottosottoserie 3, fascicolo 77), Paolo Chiarini &egrave; diventato direttore da un anno e scrive un promemoria sullo stato dell&#39;arte dell&#39;Istituto e su eventuali provvedimenti in grado di gettare una luce sullo stato dell&#39;archivio:<em> &quot;Lo stato caotico della segreteria non pare essere un male nuovo per l&#39;Istituto e sembra dover essere imputato a una iniziale deleteria confusione tra il concetto di attivit&agrave; culturale e quello di ordine amministrativo, aggravato, poi, col passare degli anni, dalla inesperienza degli addetti a questo genere di lavoro. Il lavoro di ricomposizione delle tessere che avrebbero dovuto dare un quadro completo delle attivit&agrave; dell&#39;Istituto ha richiesto mesi di ricerche di spoglio di una corrispondenza ammucchiata senza nessi di alcun genere, a conclusione delle quali, sono state recuperate solo tracce sparse di attivit&agrave; o corrispondenza raccolte, con ordine cronologico, in appositi contenitori.&quot;</em><br />\r\nInoltre aggiunge: <em>&quot;Le corrispondenze private dei vari collaboratori dell&#39;Istituto sono state pietosamente raccolte e inviate ai familiari. Non si ritiene di doverle ulteriormente trattenere in Istituto dato il carattere strettamente personale&quot;.</em><br />\r\nPurtroppo non vi sono aggiunte n&eacute; chiarimenti sull&#39;identit&agrave; dei collaboratori n&eacute; sulla quantit&agrave; del materiale che potrebbe aver depauperato in modo significativo il fondo dell&#39;Istituto, la cui esigua consistenza viene confermata dallo stesso Chiarini in una mail del 17 gennaio 2008.<br />\r\nIn risposta ad uno studioso che chiedeva se in Istituto risiedesse parte del carteggio tra Luigi Scaravelli e Carlo Antoni, Chiarini rispondeva:<em> &quot;L&#39;archivio dell&#39;Istituto, praticamente, non esiste&quot; e aggiungendo &quot;Conservo in un cassetto alcuni faldoni di corrispondenza che ho solo in parte scrutinato (&egrave; in cantiere finalmente un progetto di riordinamento&quot;.</em><br />\r\n&nbsp;Tale nota consente di ravvisare quindi un intervento diretto da parte di Chiarini, la cui entit&agrave; non &egrave; per&ograve; documentata e si &egrave; probabilmente confusa nei successivi tentativi di riordino delle carte.<br />\r\nNonostante la presa di coscienza del 1969, la situazione delle carte non sembra per&ograve; migliorare.<br />\r\nIl documento infatti poneva delle basi per una migliore gestione dei documenti dell&#39;Istituto, <em>&quot;si &egrave; inaugurato un archivio vero e proprio con protocolli rigidamente legati ai vari settori di attivit&agrave; dell&#39;Istituto&quot; aggiungendo anche che &quot;Al servizio di archivio &egrave; stato preposto l&#39;archivista dell&#39;Istituto il quale finalmente ha potuto cominciare a lavorare secondo la propria qualifica&quot;.</em><br />\r\n&nbsp;Tuttavia, ad esclusione della corrispondenza riguardante la rivista e in parte della biblioteca, le carte sono giunte in stato di forte disordine e molto lacunose senza che vi fosse la possibilit&agrave; di intuirne l&#39;ordine e la ratio primigenie.<br />\r\nSi sono conservati alcuni registri di protocollo e un numero relativamente esiguo di documenti, concentrati principalmente tra il 2004 e il 2009, quando, probabilmente a opera di Chiarini stesso, vengono stampate le numerose mail pervenute alla sua casella mail come direttore dell&#39;Istituto, dando cos&igrave; la possibilit&agrave; di tracciare, seppur in extremis, un quadro sulla variet&agrave; rapporti tenuti in qualit&agrave; di direttore.<br />\r\nLa maggior parte delle restanti carte del fondo afferiscono l&#39;attivit&agrave; scientifica dell&#39;Istituto, sebbene, anche in questo caso con ampie lacune: vi &egrave; infatti materiale, (corrispondenza, interventi e atti) inerente l&#39;organizzazione di alcuni dei numerosi convegni organizzati dall&#39;Istituto, testimoniati anche dalla rassegna stampa superstite, mentre appare quasi del tutto mancante la documentazione sull&#39;attivit&agrave; editoriale e di collaborazione con universit&agrave; per l&#39;organizzazione di corsi post-lauream e di specializzazione.<br />\r\nParticolarmente ricca &egrave; invece anche la corrispondenza della rivista &laquo;Studi germanici&raquo; tra gli anni 1977 e 2003, giunta protocollata e ordinata e di cui sopravvivono anche alcuni registri di protocollo. Dell&#39;attivit&agrave; redazionale sopravvivono alcuni verbali di redazione a partire dal 1966 fino al 1983, e sono presenti bozze di articoli e articoli inviati spontaneamente da studiosi desiderosi di collaborare.<br />\r\nLa biblioteca invece non risulta avere una gestione autonoma e la documentazione del primo periodo di vita&nbsp; dell&#39;Istituto riguarda in particolar modo l&#39;attivit&agrave; di prestito, con la presenza di numerose schede di prestito in ordine alfabetico per richiedente, e documentazione inerente il prestito verso e da parte altre istituzioni.<br />\r\nSono presenti anche varie tipologie di registri e dal 1973 e il 1983 &egrave; ravvisabile della corrispondenza specificatamente d&#39;ufficio.<br />\r\nScarsa &egrave; la presenza di materiale fotografico in grado di testimoniare la vita dell&#39;Istituto: la parte pi&ugrave; consistente &egrave; rappresentata da alcuni album riguardanti alcuni eventi dell&#39;ultima parte della direzione Chiarini. Fanno eccezione alcune foto dell&#39;inaugurazione dell&#39;Istituto nel 1932 e del primo congresso di germanistica nel 1955.<br />\r\nPer quel che riguarda l&#39;area amministrativa e di contabilit&agrave;, la documentazione pervenuta riguarda principalmente i registri dei revisori dei conti e alcune relazioni consuntive e preventive.<br />\r\nIn, conclusione, in considerazione della longevit&agrave; dell&#39;Istituto di studi germanici e della sua ricca e peculiare storia, i documenti conservati presso il fondo si presentano in numero esiguo e purtroppo lacunoso.<br />\r\nTuttavia, uno studio dei fondi coevi di Giuseppe Gabetti (donato in tre tranche, tra il 2016 e il 2019) e Paolo Chiarini (parte residuale rimasta in carico all&#39;Istituto dai tempi della sua direzione), pu&ograve; in parte consentire un ampliamento della visione storica dell&#39;Istituto.<br />\r\n&nbsp;"},{"label":"Unità di conservazione","value":[[{"fieldCode":"container_type","label":"Unità di conservazione","value":"buste"},{"fieldCode":"container_number","label":"Numero / i","value":"1-55"},{"fieldCode":"epoca","label":"Epoca","value":null}]]}],"sequences":[{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/300299/sequence/normal","@type":"sc:Sequence","label":"Current Page Order","viewingHint":"individuals","canvases":[{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/300299/canvas/1150409","@type":"sc:Canvas","label":"1","width":1613,"height":929,"images":[{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/300299/annotation/1150409","@type":"oa:Annotation","motivation":"sc:painting","on":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/300299/canvas/1150409","resource":{"@id":"https://www.lazio900.it/backend/media/collectiveaccess/images/1/1/5/0/4/28285_ca_object_representations_media_1150409_original.jpg","@type":"dctypes:Image","format":"image/jpeg","width":1613,"height":929,"service":{"@context":"http://iiif.io/api/image/2/context.json","profile":"http://iiif.io/api/image/2/level2.json","@id":"https://iiiflazio.tocc.promemoriagroup.com/iiif/2/collectiveaccess-images-1-1-5-0-4-28285_ca_object_representations_media_1150409_original.jpg"}}}]}]}]}