{"@context":"http://iiif.io/api/presentation/2/context.json","@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/570","@type":"sc:Manifest","label":"Spirito Ugo","rendering":{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/oggetti/570-spirito-ugo","format":"text/html","label":"Full record view"},"metadata":[{"label":"Tipologia","value":"Fondo"},{"label":"Storia istituzionale/Biografia","value":"Ugo Spirito nasce ad Arezzo, il 9 settembre 1896, da Prospero, ingegnere e da Rosa Leone. Trascorre l&#39;adolescenza nell&#39;ambiente provinciale di Caserta e di Chieti, dove frequenta il Ginnasio-Liceo G.B. Vico. Il 20 dicembre 1918 si laurea in giurisprudenza con una tesi su &quot;I doveri inerenti al diritto di patria potest&agrave;&quot;. I suoi primi studi di Diritto penale e di Economia politica si svolgono alla scuola di Enrico Ferri e Maffeo Pantaleoni e sono, quindi, chiaramente improntati ad un positivismo di derivazione ardigoiana. Continua gli studi e il 10 luglio 1920 consegue la laurea in Filosofia con una tesi su Il pragmatismo nella filosofia contemporanea. Gentile lo chiama a collaborare, sin dagli inizi, come redattore al &quot;Giornale critico della filosofia italiana&quot;. A novembre (nel periodo in cui Gentile insegnava Pedagogia in sostituzione di Credaro) viene nominato assistente alla cattedra di Pedagogia fino all&#39;ottobre del 1928, prima alla Scuola di Pedagogia e poi alla Facolt&agrave; di Lettere e Filosofia. Nel 1922 conosce Benedetto Croce che, su suo invito, accetta di far parte della redazione de &quot;La Nuova politica liberale&quot;. Con il filosofo, in seguito, Spirito entrer&agrave; in polemica e dopo il 1923 la rottura sar&agrave; definitiva. Dal gennaio 1923 al luglio 1924 dirige la rivista &quot;Educazione nazionale&quot;, in sostituzione di G. Lombardo-Radice nominato direttore generale dell&#39;Istruzione elementare. Nel 1923, inoltre, collabora, insieme a Carmelo Licitra e Arnaldo Volpicelli, alla fondazione e alla direzione della &quot;Nuova politica liberale&quot; (successivamente chiamata &quot;Educazione politica e, poi, &quot;Educazione fascista&quot;). Nel giugno del 1924, su proposta di Gentile, viene nominato Ispettore onorario per le opere integrative della scuola nel Comune di Roma. Nello stesso anno consegue la libera docenza in Filosofia. Nel 1926 diventa segretario di redazione del &quot;Giornale critico della filosofia italiana&quot; e redattore della Enciclopedia italiana per le discipline filosofiche, giuridiche ed economiche; all&#39;Istituto della Enciclopedia Italiana &egrave; anche segretario di Gentile. Nel 1927, insieme ad Arnaldo Volpicelli, &egrave; fondatore e direttore del periodico bimestrale &quot;Nuovi studi di diritto, economia e politica&quot;. Nel 1929 partecipa al VII Congresso Nazionale di Filosofia. Nel 1932 Spirito abbandona l&#39;insegnamento della Filosofia per quello dell&#39;Economia politica e corporativa. Successivamente, dal 5 all&#39;8 maggio 1932, prende parte al II Convegno di studi sindacali e corporativi di Ferrara, con una relazione dal titolo Individuo e Stato nell&#39;economia corporativa. In tale occasione egli sostiene la famosa tesi della &#39;corporazione proprietaria&#39;, che suscita violente polemiche sia all&#39;estero che in Italia. In realt&agrave;, in un&#39;udienza privata del 25 marzo 1932, Spirito aveva gi&agrave; esposto tale idea allo stesso Mussolini, che aveva espresso al riguardo la sua piena approvazione. Divenute troppo aspre le polemiche per la posizione assunta da Spirito, Bottai ne chiede le dimissioni dalla cattedra di Politica ed economia corporativa, ma poi le respinge. Mussolini, su richiesta di Spirito, lo riceve nuovamente il 13 maggio 1933 e gli esprime ancora una volta il proprio consenso, reso pubblico con un intervento su &quot;Il Popolo d&#39;Italia&quot; del 3 ottobre. In questi anni Spirito dirige, insieme a Giuseppe Bottai e Arnaldo Volpicelli, la &quot;Collezione di Classici del Liberalismo e del Socialismo&quot;. Il 16 dicembre 1933 Spirito viene nominato professore straordinario di Filosofia e Storia della filosofia nel R. Istituto Superiore di Magistero di Messina. Mantiene il comando per un posto di professore incaricato di Politica ed economia corporativa presso la Scuola di perfezionamento in Scienze Corporative dell&#39;Universit&agrave; di Pisa per gli anni 1932-1935. Nel 1935 &egrave; chiamato a far parte della commissione giudicatrice del Convegno di studi corporativi dei Littoriali (tema: caratteri generali dell&#39;economia corporativa). Partecipa, su invito di Gentile, allora presidente dell&#39;Istituto Nazionale Fascista di Cultura, al Convegno italo-francese di studi corporativi. Nel 1936 viene disposto il suo trasferimento alla cattedra di Filosofia teoretica nella Facolt&agrave; di Lettere della R. Universit&agrave; di Genova. Nel 1937 pubblica La vita come ricerca. Nel 1938 da Genova Spirito passa all&#39;Universit&agrave; di Roma, dove insegna Filosofia alla Facolt&agrave; di Magistero.Nel 1941 pubblica La Vita come arte e stende il saggio su La guerra rivoluzionaria, edito postumo nel 1989 dalla Fondazione Ugo Spirito. Nello stesso anno prende parte al I Convegno Nazionale di Studi Filosofici (Roma, 13-14 dicembre) dove si discute la riforma della Facolt&agrave; di Filosofia. Nel 1942 partecipa ai convegni organizzati dall&#39;Istituto Nazionale Fascista di Cultura sui temi &quot;Idea d&#39;Europa&quot; e &quot;Il piano economico&quot;. Pubblica su &quot;Scuola fascista&quot; (I, 1942, 6, p. 2) l&#39;articolo &quot;La tecnica della rivoluzione&quot; nel quale sviluppa ulteriormente le sue tesi sul corporativismo. Dopo la morte di Gentile assume compiti di direzione e di consulenza presso la casa editrice Sansoni. Nella seconda met&agrave; del giugno 1944 inizia a Roma il processo di epurazione contro Spirito, sospeso dalle funzioni di docente con D.M. 31 luglio 1944 e sottoposto a giudizio. Il 15 dicembre 1944 egli viene dichiarato non colpevole dell&#39;addebito di apologia del fascismo e, nonostante il ricorso dell&#39;Alto Commissario Aggiunto per l&#39;epurazione, con decisione del 9 maggio 1945 della Commissione centrale per l&#39;epurazione, il filosofo viene riassunto in servizio attivo a decorrere dalla data di sospensione iniziale. Nel 1947 assume la direzione della terza serie del &quot;Giornale critico&quot;. Nel 1948 pubblica Il problematicismo (Firenze 1948). Nello stesso anno d&agrave; alle stampe La filosofia del comunismo. Nel 1949 prende parte, insieme ad alcuni dei pi&ugrave; significativi rappresentanti del pensiero filosofico europeo (R. Aron, E. Fink, H.G. Gadamer, K. L&ouml;with, R. Mondolfo, C. Fabro), al I Congresso Nazionale di Filosofia che si tiene in Argentina, a Mendoza, dal 30 marzo al 9 aprile. Nello stesso anno viene nominato presidente a vita della Fondazione G. Gentile per gli Studi filosofici. Nel 1950 d&agrave; alle stampe in seconda edizione, ampliata e riveduta, il volume Scienza e filosofia, dove traccia un primo bilancio complessivo del problema del rapporto tra le discipline. A seguito di un singolare concorso Spirito, ordinario di Filosofia presso la Facolt&agrave; di Magistero, viene trasferito dal 1&deg; febbraio 1951 alla cattedra di Filosofia teoretica presso la Facolt&agrave; di Lettere e Filosofia. Nel 1953 pubblica La vita come amore. Il tramonto della civilt&agrave; cristiana. Nel 1956 Spirito si reca in Unione Sovietica, proprio nel delicato momento del passaggio dal regime di Stalin a quello di Kruscev, con il quale ha un lungo colloquio di circa tre ore. Uno dei frutti di questo viaggio &egrave; costituito dal saggio Comunismo orientale e comunismo occidentale (in &quot;Studi politici&quot;, II S., IV (1957), 2, pp. 208-235). Nel 1959 riceve il premio nazionale del Presidente della Repubblica per le scienze. Nel 1960 &egrave; nominato socio corrispondente dell&#39;Accademia Nazionale dei Lincei. Nel 1961 compie un viaggio in Cina, molto pi&ugrave; lungo di quello in Unione Sovietica. Le impressioni di questi viaggi sono raccolte nel volume Comunismo cinese e comunismo russo, Firenze 1962. Nel 1966 pubblica Dal mito alla scienza (Firenze 1966). Nel 1968 pubblica il volume Giovanni Gentile (Firenze 1968) che raccoglie i suoi scritti pi&ugrave; significativi sul filosofo; in appendice sono riprodotte le pagine dedicate da Gentile al pensiero e agli atteggiamenti di Spirito. Nel 1969 &egrave; nominato socio nazionale dell&#39;Accademia dei Lincei. Nel 1970 ripubblica i tre volumi sul corporativismo, stampati dopo il 1930. Nel 1971, insieme ad Augusto Del Noce, pubblica Tramonto o eclissi dei valori tradizionali? (Milano 1971), e d&agrave; alle stampe Storia della mia ricerca, che riprende la problematica gi&agrave; trattata in Dal mito alla scienza e rappresenta la sua autobiografia, filosofica. Nel 1974 Ripresenta, in terza edizione, a cinquant&#39;anni dalla prima, la Storia del diritto penale italiano. Da Cesare Beccaria ai nostri giorni (Firenze 1974). Ripubblica, in seconda edizione, L&#39;idealismo italiano e i suoi critici (Roma 1974). Nel 1975, come presidente della Fondazione G. Gentile, organizza insieme con l&#39;Istituto dell&#39;Enciclopedia Italiana e la Scuola Normale Superiore di Pisa l&#39;importante convegno internazionale su &quot;Il pensiero di Giovanni Gentile&quot;, tenendovi una relazione intitolata Gentile romano. Nello stesso anno pubblica Cattolicesimo e comunismo (Roma 1975). Nel 1976 pubblica <em>Dall&#39;attualismo al problematicismo</em> (Firenze 1976) in occasione del centenario della nascita di Gentile. Nel 1977 d&agrave; alle stampe<em> Memorie di un incosciente</em> (Milano 1977). Nel 1978 attende alla stesura di un interessante testo, <em>Ho trovato Dio</em>, probabilmente destinato ad una ulteriore revisione. Il saggio, rinvenuto dopo la sua morte, &egrave; stato pubblicato a cura della Fondazione Ugo Spirito nel 1989. Muore improvvisamente a Roma il 28 aprile 1979.,"},{"label":"Criteri di ordinamento","value":"Il fondo si articola in 4 serie:<br />\nSerie 1: \"Carteggio\" (CUS), 1906-80;<br />\nSerie 2: \"Manoscritti\", 1919-79;<br />\nSerie 3: \"Eco della Stampa\", 1921-79;<br />\nSerie 4: \"Collezione fotografica\", 1898-1976."}],"sequences":[{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/570/sequence/normal","@type":"sc:Sequence","label":"Current Page Order","viewingHint":"individuals","canvases":[{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/570/canvas/404852","@type":"sc:Canvas","label":"1","width":1446,"height":2058,"images":[{"@id":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/570/annotation/404852","@type":"oa:Annotation","motivation":"sc:painting","on":"https://frlazio900.tocc.promemoriagroup.com/iiif/manifest/570/canvas/404852","resource":{"@id":"https://www.lazio900.it/backend/media/collectiveaccess/images/4/0/4/8/51895_ca_object_representations_media_404852_original.jpg","@type":"dctypes:Image","format":"image/jpeg","width":1446,"height":2058,"service":{"@context":"http://iiif.io/api/image/2/context.json","profile":"http://iiif.io/api/image/2/level2.json","@id":"https://iiiflazio.tocc.promemoriagroup.com/iiif/2/collectiveaccess-images-4-0-4-8-51895_ca_object_representations_media_404852_original.jpg"}}}]}]}]}