Corrispondenza successiva all'uscita del volume
Fascicolo
Metadati
- Tipologia
- Fascicolo
- Data
- Data:
- 25/4/1967 - 12/7/1968
- Consistenza
- Quantità:
- 68
- Tipologia:
- documento/i
- Contenuto
- Si segnala la corrispondenza intercorsa con:
- Paolo Alatri, Nino Valeri, Ernesto Ragionieri e Bruno Zevi, ai quali Ruggero Zangrandi, prendendo spunto dalla recensione di Leo Valiani al volume di Ivan Palermo Storia di un armistizio (la recensione è contenuta nell'un. n. 867), illustra le difficoltà incontrate all'interno del Pci e la cattiva accoglienza riservata dal Partito alle suo 1943: l'8 settembre. Ruggero Zangrandi risponde inoltre ai dubbi espressi da Leo Valiani in una nota a Bruno Zevi, nella quale l'autore avanza l'ipotesi di una volontà precisa, da parte di Ruggero Zangrandi, di occultare le responsabilità di Palmiro Togliatti su fatti del set. 1943 e quelle relative all'operato della Commissione d'inchiesta per la mancata difesa di Roma, ricordando il "processino" da lui subito nel 1965 davanti a un "Tribunale di Partito presieduto da Giorgio Amendola, pubblico accusatore Giancarlo Pajetta". Contiene infine una nota inviata a Bruno Zevi e destinata a pochi critici (Paolo Alatri, Raffaele Colapietra, Piero Pieri, Ernesto Ragionieri e Nino Valeri), nella quale Ruggero Zangrandi compara il suo volume e quello di Ivan Palermo, individuando dettagliatamente i casi di plagio operati dallo stesso Palermo; un estratto del suo saggio su «Belfagor», del nov. - dic. 1965, dedicato ai risultati dell'inchiesta della Commissione del 1944 (altra corrispondenza con Bruno Zevi è contenuta nell'un. n. 702).
- Giorgio Bocca, che chiede a Ruggero Zangrandi perché non abbia svolto ricerche in Germania, alla ricerca di testimonianze dirette sui giorni dell'armistizio. Ruggero Zangrandi risponde con una nota "ufficiale", che chiede di pubblicare su «Il Giorno». Dopo avere specificato le cause dell'assenza delle ricerche, da imputarsi alla mancanza di fondi, analizza gli elementi relativi alla condotta dei comandi tedeschi, che lo hanno portato a ritenere concordata la fuga di Pescara;
- Arturo Carlo Jemolo, che in una lunga lettera esprime dei dubbi sulla tesi della fuga a Pescara concordata con i tedeschi e racconta episodi dell'occupazione tedesca ai Castelli romani;
- Alfredo Finizia, che replica alla nota sui fatti di Avellino, pubblicata seconda edizione di 1943: 25 luglio - 8 settembre (v. un. n. 796);
- il gen. Giorgio Rovere, che invia precisazioni sui fatti del set. 1943 a Pistoia;
- il mar. Vindice Cavallero, che invia una nota sui fatti di Siena;
- il gen. Gualtiero Santini, che sottolinea come non siano state riportate, nel volume, alcune precisazioni richieste (v. un. n. 614, 796);
- il gen. Giovanni Magli, che comunica di non avere riscontrato nel volume le precisazioni richieste sui fatti di Corsica (v. un. n. 475, 796). Ruggero Zangrandi risponde che l'episodio sarà trattato in un terzo volume, che non vedrà mai la luce.
Alcune lettere sono destinate ai colleghi giornalisti. Segnalano il volume chiedendo una recensione, oppure inviano ringraziamenti o commenti agli articoli ad esso dedicati.
- Numerazione
- Numero:
- 865
- Unità di conservazione
- Unità di conservazione:
- busta
- Numero / i:
- 57
Relazioni
Soggetto produttoreZangrandi, Ruggero
Fondo di appartenenzaRuggero Zangrandi
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