Lazio'900
"Polemica con Mario Palermo 1965 - 1968"
Fascicolo

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Tipologia
Fascicolo
Data
Data:
20/10/1965 - 25/7/1968
Contenuto
Corrispondenza (20 ott. 1965 - 30 giu 1967) e ritagli stampa. Riguarda, in particolare, le ripercussioni determinate all'interno del Pci dalla relazione di Ruggero Zangrandi sull'operato della Commissione d'inchiesta per la mancata difesa di Roma, predisposta per il Tribunale di Varese.
Contiene:
- la lettera di Ruggero Zangrandi a Mario Palermo e alla Segreteria del Pci, del 20 ott. 1965, nella quale, in risposta alla lettera pubblicata su «L'Unità» del 17 ott. 1965, accusa il senatore di «aggressione morale» nei sui confronti, ritenendo di essere stato celatamente indicato come la fonte delle critiche mosse al senatore su «Il Tempo»;
- la lettera della Segreteria del Pci, firmata da Alessandro Natta, del 23 ott. 1965, che convoca Ruggero Zangrandi ad un incontro fissato per il giorno 26, presieduto da Giorgio Amendola, «avente per obiettivo di ricercare i metodi che permettano lo sviluppo di un fecondo dibattito critico evitando dannose esasperazioni». Si tratta di quello che Ruggero Zangrandi definirà il "processino", conseguente alla sua polemica con il senatore Mario Palermo (v. un. n. 865);
- la lettera di Ruggero Zangrandi al presidente della 1^ Sezione penale del Tribunale di Milano, Carlo Botti, del 30 giu. 1967. La vicenda riguarda la convocazione di Ruggero Zangrandi, quale teste, nel processo per diffamazione intentato da Giacomo Carboni contro «Gente» e il giornalista Giorgio Torelli (v. un. n. 869). Nell'udienza del 13 mar., interrogato sull'operato della Commissione d'inchiesta per la mancata difesa di Roma, Ruggero Zangrandi dichiara che a suo giudizio la Commissione fu influenzata nel suo operato da pressioni politiche, determinate dalla necessità di scagionare il re e Ambrosio. In risposta alle dichiarazioni, Mario Palermo invia una lettera al Tribunale il 25 mag., nella quale difende l'operato della Commissione stessa. Il 30 giu. Ruggero Zangrandi risponde alla lettera del senatore Palermo. Sostiene di essere a conoscenza della lettera di Mario Palermo a Ivanoe Bonomi del mar. 1945. «osservando come questa facesse conoscere che alla Commissione d'inchiesta presieduta dal Palermo non erano sfuggite le vere responsabilità della "mancata" difesa di Roma e della più vasta tragedia dell'8/9/'43 ma che, per le ragioni politiche da me asserite e dal sen. Palermo nel '45 riconosciute, la Commissione non [ne] aveva appunto potuto tenere conto nelle sue conclusioni ufficiali, ancorché segrete».
Tra i ritagli stampa si segnala:
Ruggero Zangrandi, Sono troppe le «verità» sui fatti dell'8 settembre, «Paese sera», 4 set. 1965; La verità sull'8 settembre. Una lettera del sen. Mario Palermo, «Paese sera», 15 set. 1965 e risposta di Ruggero Zangrandi;
- Settembre 1943: perché Roma non fu difesa, «L'Unità», 26 set. 1965, che pubblica la lettera di Mario Palermo a Ivanoe Bonomi e al ministro della guerra Alessandro Casati del 5 mar. 1945;
- l'articolo Bonomi: gli Alleati impedirono l'inchiesta sulla difesa di Roma, «L'Unità», 17 ott. 1965, che pubblica la lettera inviata da Ivanoe Bonomi a Mario Palermo nel 1949, in occasione di un dibattito suscitato dalla conclusione dell'inchiesta militare seguita a quella della Commissione del 1944. Ruggero Zangrandi risponde all'articolo con la lettera al sen. Palermo del 20 ott., che invia anche alla stampa;
- lettera di Mario Palermo a «L'Unità», del 12 gen. 1968, I comunisti e le responsabilità per l'8 settembre, nella quale, a difesa del suo operato, sottolinea come la lettera spedita al presidente Bonomi fosse già stata parzilmente pubblicata nel 1952 su «Vie nuove»;
- lettera di Ruggero Zangrandi a «L'Unità», del 16 gen. 1968, Quell'8 settembre del '43, che risponde a Mario Palermo, confermando la pubblicazione della lettera a Bonomi nel 1952, anche se rileva che il senatore, verbalmente, abbia sempre difeso le conclusioni dell'inchiesta della Commissione, rese note ufficiosamente e ignorate dalla storiografia. Lo stesso numero de «L'Unità» pubblica, infine, un'altra lettera di Mario Palermo, I comunisti e le responsabilità per l'8 settembre '43, nella quale il senatore sostiene che nessun comunista ricoprì posti di responsabilità al Ministero della guerra dopo la conclusione dell'inchiesta, e fino al 1947, e che fu questa circostanza a determinare il mancato accertamento delle vere responsabilità del disastro dell'8 set. 1943;
- «Italia Sud», Il re abbandona Roma d'accordo con i tedeschi, 21 gen. 1968, interviste a Giuseppe Castellano, Mario Palermo e Ruggero Zangrandi;
- lettere di Mario Palermo a «L'Unità», del 23 e 25 gen. 1968, Le vere responsabilità per quell'8 settembre del '43, nelle quali si dichiara d'accordo con Ruggero Zangrandi sul fatto che la lettera pubblicata nel 1952 non ebbe effetti politici. Individua le cause nell'atteggiamento dei partiti in quel periodo, nel quale gruppi politici e militari non volevano il processo al passato. Ribadisce la linearità del comportamento del Pci, nel chiedere la punizione dei responsabili;
- Ruggero Zangrandi, Maresciallo Kesserling possiamo fuggire?, «Mondo domani», 21 lug. 1968.
Numerazione
Numero:
868
Unità di conservazione
Unità di conservazione:
busta
Numero / i:
57

Relazioni

Soggetto produttoreZangrandi, Ruggero
Fondo di appartenenzaRuggero Zangrandi
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