Atti e documenti relativi al Legato Lorgna
Metadati
- Tipologia
- Sotto-sottoserie
- Data
- Data:
- 1813 - 1860
- Consistenza
- Consistenza (testo libero):
- 30 unità archivistiche
- Storia istituzionale/Biografia
- I documenti riguardano le trattative intercorse tra la Società italiana, l'Accademia di agricoltura commercio ed arti di Verona e l'Ospedale dei SS. Giacomo e Lazzaro alla Tomba di Verona (poi Ospedale civico) relativamente alla soluzione della vicenda riguardante il Legato Lorgna e l'applicazione delle disposizioni testamentarie del fondatore della Società.
Alla morte di Anton Maria Lorgna (giugno 1796), il testamento designa infatti quale erede universale dello scienziato l'ospedale veronese, cui spetta però l'incombenza di provvedere ai bisogni della Società mediante la somma annua di 200 ducati d'argento, da versarsi all'Accademia di agricoltura che a sua volta provvederà alle spese della Società. Il testamento stabilisce inoltre, attraverso la nomina di un unico segretario per i due istituti, l'incorporazione di fatto della Società all'Accademia di agricoltura commercio ed arti (in realtà l'Accademia di Verona al momento dell'accettazione delle disposizioni testamentarie del Lorgna confermerà il segretario in carica Agostino Vivorio).
Le vicende successive, che vedono nel periodo napoleonico il trasferimento della Società a Milano e poi a Modena, portano però al configurarsi di una posizione di autonomia della Società italiana dall'Accademia veronese, autonomia dapprima intervenuta di fatto in seguito ai trasferimenti e, in seguito, ribadita con votazione espressa dei soci nel 1802. Constatando inoltre la mancata osservanza della clausola testamentaria che prevedeva la residenza della Società in Verona, l'Ospedale dei SS. Giacomo e Lazzaro considera decaduto il legato stabilito da Anton Maria Lorgna in favore della Società e sospende l'erogazione dei finanziamenti previsti dal testamento.
Nel novembre 1807, trasferita nuovamente la Società a Verona, il presidente Cagnoli avvia una serie di trattative con l'Accademia d'agricoltura finalizzate al recupero del legato, ricercando la base dell'accordo in una formula di compromesso che possa in qualche modo adempiere le disposizioni testamentarie di Anton Maria Lorgna. L'ipotesi di accordo, seppure non considerando la formula dell'incorporazione della Società italiana all'Accademia veronese, prevede la nomina di un socio di quest'ultima tra i membri della Società stessa.
Le trattative non ottengono esito positivo e la vicenda prosegue, sempre finalizzata alla ricerca di un accordo, durante la presidenza di Paolo Ruffini. Nel 1818, dopo numerosi tentativi, i due istituti arrivano alla firma di una convenzione, che prevede la nomina di un socio dell'Accademia veronese fra i Quaranta, il versamento all'Accademia, da parte della Società italiana, di un parte della somma riscossa dall'Ospedale dei SS. Giacomo e Lazzaro in caso di recupero delle somme previste dal legato e, infine, la nomina del presidente dell'Istituto veronese quale procuratore legale della Società italiana.
Raggiunto l'accordo tra l'Accademia di Verona e la Società italiana, il recupero del finanziamento stabilito dal Lorgna comporta necessariamente l'avvio di trattative con l'Ospedale dei SS. Giacomo e Lazzaro che, ritenendo comunque decaduto il legato, non versa le quote stabilite nel testamento per il sostentamento della Società. Nel 1828 l'Accademia di agricoltura, anche grazie all'intervento del duca Francesco IV presso il governo austriaco (la Società risiede ora a Modena), arriva ad un progetto di accordo con la Congregazione di carità, rappresentante l'Ospedale veronese. L'accordo prevede il versamento all'Accademia di circa 942 lire austriache annue, da versarsi, trattenuta la somma pattuita nella convenzione del 1818, alla Società italiana e, contemporaneamente, la rinuncia a tutti gli arretrati non versati. Il presidente Rangoni rifiuta l'ipotesi di accordo, ritenendo che la Società abbia diritto ad almeno una parte degli arretrati sui finanziamenti previsti dal Legato Lorgna.
Nel 1843 la Società italiana e l'Accademia di agricoltura firmano una seconda convenzione, che modifica i rapporti tra i due istituti e li avvia nella direzione indicata dal Lorgna nel testamento: due membri dell'Accademia veronese saranno nominati tra i Quaranta, il presidente e il segretario di ciascun istituto sarà nominato quale socio onorario dell'altro, gli affari della Società italiana nelle province venete saranno amministrati dal segretario dell'Accademia veronese. Quanto alla controversia con l'Ospedale dei SS. Giacomo e Lazzaro la Società italiana delega l'Accademia veronese per la ricerca di un accordo che ponga fine alla vicenda e, in caso contrario, a procedere giudizialmente contro l'Ospedale stesso.
I tentativi di conciliazione esperiti nell'anno successivo falliscono, in quanto la Congregazione di carità considera oramai definitivamente decaduto il legato stabilito dal Lorgna, e la controversia sfocia, nel 1844, nell'avvio di una causa civile. La vertenza, prossima ad essere conclusa nel 1861, in realtà non giungerà mai al termine e la Società italiana non otterrà mai i finanziamenti previsti dal Lorgna nel suo testamento.
- Contenuto
- Contiene, in copia, il testamento di Anton Maria Lorgna, il testo delle convenzioni elaborate per il raggiungimento di un accordo tra la Società italiana e l'Accademia di agricoltura di Verona e la corrispondenza intercorsa, a vario titolo, tra tutti i soggetti coinvolti nella vicenda.
La corrispondenza contiene numerosi appunti e relazioni del segretario Antonio Lombardi sulla vicenda.
- Criteri di ordinamento
- Tutte le unità, ad eccezione delle ultime due, sono costituite di fascicoli originali creati dal segretario Antonio Lombardi, numerati con numeri romani. Mancano i nn. IV (1809), XII (1824) e XX (1834).
Coperte vuote nn. III (1808) e XIX (1833).
Relazioni
Soggetto produttoreAccademia nazionale delle scienze detta dei XL
Soggetto conservatoreAccademia nazionale delle scienze detta dei XL
Fondo di appartenenzaAccademia nazionale delle scienze detta dei XL. Archivio istituzionale
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