Noi Donne
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- Storia istituzionale/Biografia
- La rivista Noi Donne nasce per la prima volta a Parigi nel 1937 sotto la direzione di Marina Sereni come espressione dell'associazione (facente capo all'Unione popolare) che raccoglieva le donne antifasciste emigrate in Francia.
Diventa organo di stampa dei "Gruppi di difesa della donna e per i combattenti della libertà" (GdD) costituiti nel Nord Italia nel novembre 1943, con redazioni e edizioni locali, diffuso clandestinamente.
Il primo numero legale di Noi Donne è pubblicato a Napoli il 1 luglio 1944 per opera di Nadia Spano, direttrice del giornale è Laura Bracco. Anche il secondo numero esce a Napoli, ma dal 1 settembre la redazione e la direzione sono trasferite a Roma e alla direttrice Laura Bracco succede Vittoria Giunti.
Il 15 settembre 1944 nasce a Roma il Comitato d'iniziativa provvisorio dell'Udi (Unione donne italiane) che pubblica un manifesto, con richiesta di adesione, per la costituzione di un'Associazione unitaria di donne capace di contribuire alla rinascita del Paese e di rivendicare parità di diritti, fra cui il voto. La fusione fra Comitato di iniziativa e GdD in data 6 giugno 1945 sfocerà nella nascita dell'Udi ratificata dal I Congresso nazionale del 20-23 ottobre 1945 a Firenze con l'approvazione dello statuto, l'elezione delle dirigenti e il programma dell'Associazione. Noi donne, che già dal numero del 18 ottobre 1944 si presenta come "Rivista quindicinale dell'Udi" e dal 15 agosto 1945 "Noi Donne. Foglio d'informazione dell'Udi", ha la redazione a Roma, è quindicinale e, a norma di statuto Udi, è considerato organo di stampa dell'Associazione e pubblicato a cura del Comitato Direttivo Nazionale.
Il 30 giugno 1948 viene fondata la Società Editrice Noi Donne, con quote sottoscritte da 5 Soci, con l'obiettivo di editare il giornale.
Diventato settimanale nel 1948, il giornale viene capillarmente distribuito dall'Udi attraverso l'organizzazione delle diffonditrici porta a porta, le feste di sostegno e le campagne abbonamenti; il successo anche economico conseguito consente all'Udi di acquisire nel 1951, con gli utili di Noi Donne, un patrimonio immobiliare - la sede a Roma e una villa fra Genzano e Ariccia adibita a scuola per le funzionarie - che sarà alienato nel 1959 per far fronte alla situazione finanziaria creatasi con la crisi della diffusione militante (la vendita in edicola appare come proposta in discussione nel 1961, ma diviene realtà nel 1975).
Nel 1968, per far fronte alla crisi finanziaria di Noi Donne, il Comitato Nazionale dell'Udi ipotizza il progetto di costituire una Cooperativa di lettori, per la gestione e la diffusione del giornale, con una campagna di raccolta quote che viene lanciata su Noi Donne in occasione dell'8 marzo 1969. La Cooperativa Libera Stampa si costituisce il 18 marzo 1969, mentre si procede all'azzeramento e alla ricostruzione della struttura redazionale e amministrativa del giornale, inizia il proprio lavoro di raccolta abbonamenti, e il 21 marzo del 1971 definisce la Società Editrice Noi Donne con una convenzione per la gestione della testata, assumendone, da giugno 1971, l'effettiva gestione.
Si apre uno scenario inedito in cui interagiscono varie componenti: la Cooperativa e l'Udi intrecciate attraverso le componenti degli organi sociali (nel CdA della Cooperativa siedono dirigenti Udi della Segreteria nazionale ed è la Segreteria che nomina direttrice e amministratrice del giornale); le sezioni soci della Cooperativa organizzate sul territorio nazionale; la redazione di Noi Donne che imposta e confeziona il giornale. Il nuovo corso si articola negli anni successivi con proposte e problemi: la diversità dell'offerta e della diffusione, le crisi economiche e finanziarie dovute all'aumento dei costi di produzione, il calo delle vendite e i ritardi nei pagamenti da parte dello Stato dei finanziamenti ottenuti con la legge sul sostegno dell'editoria del 1981; la complessa interazione per la gestione della linea del giornale (troppo, o troppo poco, femminista).
La diversificazione del prodotto editoriale - Noi Donne si trasforma in mensile nel 1981 - fa nascere Noi Donne settimana, settimanale di notizie dal 1983 diventato il quindicinale Noi Donne supplemento - distribuito alle abbonate e ai gruppi che ne facevano richiesta - e dal 1983 inserto pagine gialle del mensile; e nel 1987, con l'intento di recensire libri, il supplemento Legendaria che dal 1997 uscirà come nuova testata con il nome di Leggendaria. La diffusione, che diventa meccanizzata nel 1980, continua su circuiti differenziati: il primo costituito dagli abbonamenti, il secondo dalla diffusione militante nel serbatoio soci e socie Cooperativa e circoli Udi, soprattutto per il numero speciale dell'8 marzo, il terzo dalla vendita nelle edicole che stenta a decollare.
Nelle frequenti crisi economico/finanziarie dovute sia al calo delle vendite e della diffusione (a partire soprattutto dallo scioglimento dell'organizzazione basata sulle funzionarie, deciso all'XI Congresso Udi nel 1982), sia anche alla difficoltà in cui si dibatte l'editoria dei periodici - per il calo degli introiti pubblicitari e l'inflazione - si ricorre a rilanci quasi annuali di campagne di sottoscrizione e ovvie ricapitalizzazioni della Cooperativa (nel 1987 la campagna ha l'obiettivo di un miliardo di lire).
Il giornale, sospeso brevemente nel 1984, risente di un "eccesso" di relazioni fra Direzione e redazione e il Consiglio di Amministrazione Cooperativa e l'Udi, ancora proprietaria, attraverso la Società editrice Noi Donne, del giornale; perciò nel 1986 la Cooperativa avanza la proposta di diventare proprietaria di una quota della testata; il passaggio di proprietà rifiutato dall'assamblea autoconvocata dell'Udi, sarà poi rrealizzato con una prima quota del 40% nel 1991 e una seconda del 59% nel 1997.
Dopo una breve sospensione nel 2000 Noi Donne riprende le pubblicazioni nel 2001 affiancandolo al sito www.noidonne.org.
- Modalità di acquisizione
- Deposito presso Archivia da parte della Cooperativa Libera Stampa, proprietaria della testata e dell'Archivio di Noi Donne e anche fondatrice di Archivia
- Criteri di ordinamento
- L'archivio, suddiviso in fondo Noi Donne e subfondo Cooperativa Libera Stampa, si articola in 4 sezioni : archivio redazionale , diffusione e abbonamenti, archivio societario, amministrazione e contabilità e 20 serie tematiche: 4 di archivio redazionale: materiali editoriali, corrispondenza, materiali iconografici, miscellanea:materiali tematici e ritagli; 5 di diffusione e abbonamenti: elenco abbonate, indirizzario, registri edicole, materiali vari, promozione e pubblicità; 5 di archivio societario: atti costitutivi, scritture sociali, verbali e atti vari, collegio sindacale, miscellanea; 6 di amministrazione e contabilità: protocollo, personale, libro giornale, prima nota, imposte, miscellanea.
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