Lazio'900
Giuseppe Garibaldi - Celso Ceretti
Collezione / Raccolta

Metadati

Tipologia
Collezione
Data
Data:
1867 - 1877
Consistenza
Tipologia:
volume/i
Consistenza (testo libero):
pezzi 83
Quantità:
1
Storia istituzionale/Biografia

Celso Ceretti, nato a Mirandola il 23 gennaio 1844, venne impartita dal padre una educazione ispirata a principî democratici. Giovanissimo partecipò alla Seconda guerra di indipendenza, alla Spedizione dei Mille e ad altre imprese garibaldine: la Giornata dell'Aspromonte (1862), la Terza guerra di indipendenza (1866), la Battaglia di Mentana (1867). Fu tra i principali organizzatori della Prima internazionale in Italia. Prese parte alla lotta per l'indipendenza della Serbia dall'Impero ottomano.
Al seguito di Garibaldi partecipò alla spedizione in Francia nel 1870-71 in difesa della Repubblica contro i prussiani e si segnalò per valore nella Battaglia di Digione. Proprio in Francia venne a contatto con elementi socialisti ed iniziò quindi una evoluzione politica verso il laicismo e il socialismo. Rientrato in Italia, costituì nella città nativa la Associazione repubblicana e anticattolica mirandolese, con fini di istruzione e di mutua assistenza e con un programma schiettamente repubblicano e razionalista
Entrò in contatto con la Prima internazionale attraverso la sezione di Ginevra e conobbe, nel novembre 1871, Michail Bakunin di cui divenne un convinto sostenitore e con cui intrattenne un fitto carteggio, rilevante per la polemica di Bakunin contro la maggioranza marxista nell'Internazionale e la parallela polemica contro la cosiddetta "teologia politica" di Mazzini.
Fin dall'agosto 1871 Ceretti, a nome della Associazione repubblicana e anticattolica mirandolese e in accordo con altre due associazioni - la Giovane democrazia di Mantova e la Società dei reduci di Verona -, si era fatto promotore di un "congresso democratico" allo scopo di riunire in un movimento unitario le sparse forze internazionaliste, repubblicane e razionaliste. A questo fine aveva tenuto rapporti con Garibaldi e con Luigi Stefanoni, direttore della rivista «Il Libero pensiero» e guida dell'omonimo movimento, i quali avevano avanzato analoghe proposte. Solo Mazzini aveva dissentito da questi progetti di unificazione e all'invito del Ceretti aveva risposto con riserve sull'opportunità di fondere correnti troppo eterogenee e con critiche all'iniziativa.
In tale panorama politico, Ceretti si fece promotore della Conferenza di Rimini (4-6 agosto 1872) in cui venne fondata la Federazione italiana dell'Associazione internazionale dei lavoratori e decisa la rottura con Marx e l'adesione ad un controcongresso "anti-autoritario" da tenersi in Svizzera in contrapposizione a quello convocato all'Aia dal Consiglio generale di Londra dell’Internazionale.
Subito dopo scoppiò il caso di Carlo Terzaghi, un internazionalista torinese, direttore del giornale «Il Proletario», prima sospettato e poi posto sotto accusa come confidente della polizia. Il Ceretti fu uno degli accusatori nel corso dell'inchiesta condotta da Carlo Cafiero e conclusasi con l'espulsione dell'inquisito dall'Internazionale. Dopo questi eventi Ceretti, che già era stato dubbioso sull'opportunità di una rottura con Marx, si allontanò progressivamente dall'anarchismo per riprendere un ruolo di mediazione tra le diverse forze repubblicane e socialiste nella prospettiva di un comune moto antimonarchico.
Mentre stava preparando il secondo congresso della Federazione italiana, che avrebbe dovuto tenersi a Mirandola nel marzo 1873, Ceretti fu arrestato con diversi compagni per cospirazione contro la sicurezza interna dello Stato che vide coinvolti anche il democratico Luigi Castellazzo e il giovane repubblicano Luigi Bramante. Il congresso, pur essendo stato vietato dalle autorità, si celebrò comunque in forma clandestina a Bologna.
Solidale con gli arresti, rinchiusi per alcuni mesi nelle carceri di S. Eufemia a Modena, si pronunziò vigorosamente Garibaldi e Ceretti e compagni vennero successivamente prosciolti in istruttoria. Questi, appena liberati, inviarono una lettera a Garibaldi, di protesta contro l'arresto e la detenzione, che venne pubblicata dalla stampa democratica (fra gli altri da «La Favilla» del 4 sett. 1873).
Iniziò un graduale distacco del Ceretti dall'Internazionale che tuttavia non significò una attenuazione del suo impegno rivoluzionario, poi concretizzatosi in due operazioni fuori d'Italia.
Accorse infatti prima in Spagna nel 1873 con un numeroso gruppo di volontari per difendere la Prima Repubblica Spagnola, intervento che risultò però tardivo di fronte alla crisi che avrebbe portato dopo breve tempo alla restaurazione monarchica. Il tentativo dei volontari italiani si ridusse perciò ad un atto puramente simbolico di solidarietà.
Successivamente Ceretti fu in Bosnia e in Serbia per partecipare alla rivolta contro i Turchi. In Serbia in particolare svolse un ruolo di rilievo come consigliere del comandante Mico Ljubibratić.
Rientrato nel 1876 in Italia si appartò progressivamente dalla vita politica e aderì alla Massoneria pur mantenendo sempre idealità a metà strada tra quelle repubblicano-democratiche e quelle socialiste libertarie. Del resto egli era sempre stato un mediatore fra il garibaldinismo e l'internazionalismo, favorendo con questo suo ruolo la diffusione delle idee socialiste in Italia e il passaggio di molti giovani repubblicani sotto le bandiere dell'Internazionale. La frase famosa di Garibaldi "L'Internazionale è il sole dell'avvenire", contenuta in una lettera di Garibaldi a lui diretta, divenne la sua insegna.
Nel 1888 fondò a Mirandola un giornale intitolato «Il Sole dell'avvenire» con un programma pacifista e umanitario ispirato alle idee di Amilcare Cipriani e alla sua iniziativa di una Lega dei popoli latini. A causa di questo progetto editoriale venne fatto segno ad un attentato, insieme a Camillo Prampolini, da parte di alcuni anarchici estremisti ostili a Cipriani. Ceretti, rimasto ferito (14 febbraio 1899), ricevette segni di stima e solidarietà da parte di democratici, repubblicani, socialisti ed anarchici e si rifiutò di costituirsi parte civile contro gli aggressori.
Nei suoi ultimi anni di vita, trasferitosi a Ferrara e ormai appartatosi dalla vita pubblica, dette solo saltuariamente qualche segno di continuità politica col suo passato, collaborando alla stampa anarchica e socialista, con lettere e ricordi, mantenendo contatti epistolari con i vecchi compagni. Nel 1905 venne insignito della medaglia d'oro dal governo serbo per le benemerenze acquistate nella campagna del 1875.
Ceretti morì a Ferrara il 12 gennaio 1909.

[Nota biografica tratta da Pier Carlo Masini, Celso Ceretti, in Dizionario biografico degli italiani, vol.23, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1979]

Storia archivistica
Le 83 lettere di Giuseppe Garibaldi, di cui 4 di Giovanni Basso segretario del Generale, indirizzate perlopiù a Celso Ceretti sono state raccolte e conservate in un volume; ognuna reca un sigillo in cera lacca con le iniziali E.M., probabilmente iniziali dell'antiquario o del proprietario di questa corrispondenza. La vicenda legata a questo carteggio non è ben nota, è probabile che il volume sia stato comprato da un antiquario e poi regalato quasi sicuramente a Bettino Craxi, ma non si è riusciti a risalire al nome del donatore. Il suo ritrovamento è avvenuto tra la documentazione del fondo della Direzione nazionale del PSI recuperato dalla Fondazione Bettino Craxi nel 2015.
La Collezione Giuseppe Garibaldi - Celso Ceretti insieme alla Collezione Filippo Turati - Carlo Silvestri sono di proprietà della Fondazione Bettino Craxi e sono state dichiarate di interesse storico particolarmente importante dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica del Lazio il 26 ottobre 2018.
Contenuto

Carteggio di Giuseppe Garibaldi indirizzate perlopiù a Celso Ceretti, datate tra il 1867 e il 1877 e scritte da Caprera o da Roma e inviate presumibilmente quasi tutte a Mirandola, il cui contenuto varia da ringraziamenti, ricezione di lettere, messaggi politici, sostegni a iniziative diverse quali l'organizzazione di un congresso democratico, la Prima Repubblica Spagnola (1873-1874) durante la quale nel 1873 Ceretti fu comandante di una squadra in Spagna contro i carlisti, l'invio di volontari garibaldini in Bosnia-Erzegovina durante l'insurrezione del 1875-1877. Nel 1874 Ceretti fu infatti segretario intimo di Ljubibratič in Erzegovina e nel 1875 comandante col grado di maggiore della Legione italiana in Serbia.
Si segnalano due lettere in cui Garibaldi fa cenno ai lavori sul Tevere, suo ambizioso progetto (portato avanti sino al 1875) per deviare il fiume lontano da Roma dopo le inondazioni del 1855 e del 1870.

Strumenti di ricerca
Lucia R. Petese, Giuseppe Garibaldi - Celso Ceretti  Inventario della collezione, Roma, 2020
Criteri di ordinamento
L'ordinamento seguito è quello con cui si presenta la documentazione nel volume. Il carteggio è in ordine cronologico, con alcune poche eccezioni, e risulta numerato e cartulato. Le unità documentarie di descrizione seguono quindi lo stesso criterio.
Ad ogni singola scheda è stata associata l'immagine in jpg del documento descritto.
Struttura
Il fondo è strutturato in un'unica serie di carteggi.
Criteri di descrizione
Le lettere sono state descritte singolarmente, indicando la tipologia documentaria, il numero definitivo, la denominazione/titolo, la data, l'autore e/o il firmatario, la data topica, il destinatario, il luogo di destinazione - ove presente, o dedotto ove possibile -, la consistenza specificata in tipologia e quantità, la segnatura originale, l'indicazione di originale o copia, il contenuto di ciascuna lettera, la lingua e la scrittura (corsivo), le caratteristiche tecniche (foglio bianco/foglio celeste/foglio a quadretti rossi/foglio celeste a quadretti), la modalità di scrittura (manoscritta), il supporto (cartaceo).
Unità di conservazione
Unità di conservazione:
Scatola
Numero / i:
1
Note
La Collezione Garibaldi-Ceretti è stata digitalizzata, schedata e inventariata dall'archivista Lucia R. Petese e il lavoro è stato finanziato dalla Direzione Generale Archivi con il coordinamento scientifico della Soprintendenza archivistica e bibliografica del Lazio tra il 2019 e il 2020; la schedatura e l'inventariazione sono state realizzate con la piattaforma digitale Archiui nell'ambito del progetto Lazio900.
 

Relazioni

Soggetto produttoreCeretti, Celso

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