Lazio'900
Mondoperaio
Fondo

Metadati

Tipologia
Fondo
Data
Data:
1969 - 1990
Consistenza
Tipologia:
fascicolo/i
Quantità:
20
Tipologia:
registro/i
Quantità:
1
Tipologia:
scatola/e
Quantità:
3
Storia istituzionale/Biografia

Il periodico «Mondo operaio» fu fondato il 4 dicembre 1948 da Pietro Nenni. Concepito con cadenza settimanale e con un forte taglio internazionale, divenne ufficialmente organo del PSI nel gennaio 1951, quando la Direzione del partito ne rilevò formalmente la proprietà.
Accanto a Nenni si alternarono alcuni tra i maggiori intellettuali del socialismo italiano: ad Antonio Bergoni, primo direttore responsabile, subentrò presto Tullio Vecchietti, con cui la rivista avrebbe adottato una periodicità quindicinale. Passato a dirigere l’«Avanti!», Vecchietti fu sostituito da Giuseppe Petronio, il quale modificò la tradizionale inclinazione internazionale di «Mondo operaio», arricchendo la rivista di temi e contenuti nuovi. Nel 1956 il rotocalco passò a una periodicità mensile e Petronio, abbandonata la vicedirezione per dedicarsi interamente all’attività accademica, fu sostituito da Francesco De Martino, che operò in sostanziale continuità rispetto al suo predecessore.
Gli ultimi anni di Nenni a «Mondo operaio» coincisero con la condirezione di Raniero Panzieri, responsabile culturale del PSI dal 1955, promotore di un forte rinnovamento dell’intero progetto editoriale in cui confluirono posizioni eterogenee, in linea con la vocazione di intellettuale autonomo propugnata dal condirettore. Sono gli anni delle dispute intorno al 1956 ungherese e al processo di destalinizzazione avviato da Khrushëv con il XX Congresso del PCUS, temi ampiamente affrontati da Panzieri tanto nella rivista, quanto nel dibattito interno al partito. Fu sua l’idea del «Supplemento scientifico-letterario» curato da Carlo Muscetta e Carlo Castagnoli, che avrebbe ospitato gli interventi di Franco Fortini, Cesare Cases, Pio Baldelli, Alberto Asor Rosa.
La condirezione di Panzieri, tuttavia, ebbe vita breve. La “svolta autonomista” del XXXIII Congresso socialista (Napoli, 15-18 gennaio 1959) e i segnali sempre più consistenti di avvicinamento tra PSI e DC decretarono il suo allontanamento dalla rivista e dal partito. Gli subentrarono Gaetano Arfé e Antonio Giolitti, promotori – insieme al nuovo direttore Francesco De Martino – della linea editoriale con cui la rivista avrebbe sviluppato i temi cruciali dei primi anni Sessanta: su tutti, la funzione dei socialisti nel nuovo esecutivo di centro-sinistra e il rinnovato richiamo all’unità tra PSI e PSDI. Giolitti avrebbe abbandonato la condirezione nel 1964, in concomitanza con la nomina a ministro del bilancio nel primo governo Moro, lasciando la conduzione del mensile a De Martino – divenuto segretario del PSI il 10 dicembre 1963 – e Arfé. Furono anni di elaborazione intensa da parte del partito, con la rivista chiamata a svolgere un ruolo cruciale: «Mondo operaio» divenne la piattaforma culturale al cui interno era discussa la nuova politica socialista e rinnovato il dialogo di governo con la Democrazia cristiana.
A Gaetano Arfé, divenuto parlamentare nel 1972, subentrò nel 1973 Federico Coen, affiancato alla direzione da Sisinio Zito. Coen si impegnò da subito nel rinnovare l’intero impianto editoriale della rivista, che sul finire degli anni Sessanta aveva conosciuto un forte calo nelle vendite e una certa perdita di prestigio anche all’interno del partito. La nuova direzione guardò con interesse a quegli intellettuali provenienti «dalle scorribande del Sessantotto e dintorni» come lo storico Ernesto Galli della Loggia e il giornalista Giampiero Mughini (autore, quest'ultimo, del passaggio virgolettato). Tra i collaboratori più assidui della rivista – ribattezzata «Mondoperaio» nel 1974 – vi erano, inoltre, Norberto Bobbio, Massimo Luigi Salvadori, Gino Giugni, Luciano Cafagna, Stefano Rodotà, Luciano Pellicani, Giuliano Amato, Giorgio Ruffolo e Franco Bassanini.
Nel 1978 fu costituito il Circolo culturale Mondoperaio, centro studi con libreria annessa sorto in occasione del trentesimo anniversario della rivista. Nella sua sede romana di via Tomacelli avrebbe ospitato incontri, convegni, dibattiti di politica, cultura e attualità, con lo scopo – era indicato nel suo stesso statuto – di «promuovere soluzioni innovative dei problemi della società italiana e delle strutture istituzionali; creare, mantenere e sviluppare contatti e collegamenti con le forze e le espressioni tradizionali e nuove della sinistra italiana ed europea; difendere con intransigenza e continuità le libertà costituzionali e civili». Nei piani dei vertici socialisti, il centro romano, in armonia con i programmi editoriali della rivista e delle Edizioni Avanti!, avrebbe dovuto fare da apripista a iniziative analoghe in altre città.
Nel 1985 la direzione della rivista fu assunta da Luciano Pellicani, sociologo e politologo vicino al riformismo di ispirazione craxiana. Nel pieno del dibattito teorico tra intellettuali socialisti e comunisti, la redazione di «Mondoperaio» si ritrovò orfana di alcune firme di prestigio – su tutte, Bobbio e Giolitti – che avevano rifiutato la linea dello scontro totale con il mondo culturale del PCI dettata da Craxi e Pellicani. Tra i nuovi collaboratori, invece, figurarono alcuni degli accademici che avevano guardato con interesse al nuovo corso socialista, come Lucio Colletti, Piero Melograni, Giuseppe Bedeschi, Dino Cofrancesco e Domenico Settembrini. La direzione di Pellicani ebbe un epilogo doloroso nel 1994, con lo scioglimento del Partito socialista italiano e la conseguente chiusura della rivista.
La pubblicazione di «Mondoperaio» riprese nel 1995, sotto la direzione di Alberto La Volpe. In seguito, si alternarono progetti editoriali diversi sotto la direzione di Claudio Martelli (1997-2000, con la condirezione di Sergio Talamo), lo stesso Pellicani (2000-2009) e infine, dal 2009, Luigi Covatta. Con la ricostituzione del Partito socialista italiano, nel 2007, «Mondoperaio» è tornato a essere organo di stampa ufficiale del PSI.

Contenuto

Il fondo conserva una parte residuale delle memorie documentarie prodotte dalla storica rivista del socialismo italiano e dall’omonimo centro culturale tra il 1969 e il 1990, con maggiore specificità riguardo agli anni della direzione di Federico Coen (1973-1984).
All’origine delle operazioni di riordino, l’archivio risultava in stato di disordine, privo di strumenti di corredo. Il complesso archivistico si componeva di documenti sciolti e di tre faldoni, al cui interno si presentavano fascicoli spesso privi di titolo e soggetti a forte usura. È risultato necessario, quindi, ripulire le unità maggiormente deteriorate prima di iniziare qualsiasi attività. 
La scelta di individuare due serie distinte – Rivista e Centro culturale – risponde all’esigenza di discernere la produzione documentaria degli uffici del rotocalco da quella dell’istituto di via Tomacelli. È superfluo ricordare, infatti, come i due enti, nonostante la condivisione di una impostazione ideologica affine e di una comune direzione politica da parte del partito, godessero di un’ampia autonomia nella gestione delle proprie attività. Autonomia riscontrabile anche nelle carte, le quali evidenziano, ad esempio, l’amministrazione separata dei bilanci e del personale.
Nei nove fascicoli della serie Rivista si conservano carte di lavoro e documenti contabili prodotti tra il 1969 e il 1988: abbonamenti, piani finanziari, costi gestionali, amministrazione del personale dipendente, rapporti interni e relazioni con il PSI, riscontrabili – queste ultime – nelle diverse circolari inviate dall’amministratore del partito Vincenzo Balzamo.
La serie Centro culturale conserva, oltre a una consistente contabilità e alla consueta documentazione sul personale, gli atti ufficiali stilati alla costituzione dell’ente, le proposte relative alla programmazione degli eventi e il materiale illustrativo realizzato per promuovere gli incontri. Parte degli incartamenti è precedente all’istituzione del centro, come rilevabile nei fascicoli relativi alla gestione del personale e ai rapporti con i fornitori. Grande rilevanza è stata riservata al convegno “L’emigrazione italiana nel Sud-Est della Francia, 1870-1980”, tenutosi a Marsiglia e Aix-en-Provence dal 2 al 4 aprile 1987, di cui ci è pervenuta una fitta corrispondenza preparatoria.

Strumenti di ricerca
Inventario a cura di Sebastian Mattei per la società di servizi archivistici Memoria srl (2020).
Criteri di ordinamento

L'ordinamento delle due serie è cronologico. Al loro interno, invece, i fascicoli seguono un criterio logico.

Struttura

I fascicoli sono articolati in due serie:
1. Rivista, 1969-1988
2. Centro culturale, 1974-1990

Criteri di descrizione
Nella descrizione delle unità archivistiche sono indicati il titolo e gli estremi cronologici.

Relazioni

Soggetto produttoreCentro culturale Mondoperaio
Soggetto conservatoreFondazione Bettino Craxi
Fondo di appartenenzaMondoperaio

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Serie | 1969 - 1988RivistaFondazione Bettino Craxi
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