Fausto Maria Tortora
Fondo
Metadati
- Tipologia
- Fondo
- Data
- Data:
- [anni '60-anni '90]
- Consistenza
- Tipologia:
- faldone/i
- Quantità:
- 10
- Storia istituzionale/Biografia
- Fausto Tortora nasce a Roma il 5 febbraio 1939 da Alberto e Maria Grez. L’infanzia è segnata pesantemente dallo scoppio della Seconda guerra mondiale e dall’entrata nel conflitto dell’Italia: da un lato l’eclisse del padre che, convinto fascista, parte come volontario e rivedrà dopo quasi sei anni e dall’altro la realtà delle molteplici case in cui sua madre con i due figli saranno ospitati.
Nel 1957 consegue la maturità presso il Liceo classico Giulio Cesare, si iscrive ad architettura e si impegna nell’Intesa universitaria che raggruppa i “cattolici” che frequentano l’Università. Si impegna nella politica universitaria e diviene un leader fortemente riconosciuto fra tutti gli studenti che nel biennio 1962-1963 si sforzano di introdurre anche a Roma insegnanti caratterizzati dall’adesione al movimento moderno contro i neoaccademici. Sceglie, per laurearsi, uno di loro: Luigi Piccinato, urbanista socialista ed estensore del Piano regolatore di Roma ma entra in conflitto con lui denunciandone le contraddizioni fra dichiarazioni di principio e scelte operative e professionali.
Dopo la laurea e un brevissimo intervallo professionale, assolve agli obblighi militari come ufficiale di Aeronautica e si sposa con Anna Maria Marlia il 9 ottobre 1965. Viene segnalato per una borsa di studio in materia urbanistica alle ACLI dove comincia a collaborare ad una analisi dei Comitati regionali per la programmazione economica: accanto ad un approfondimento disciplinare in materia urbanistica, matura una più completa formazione politica proprio nell’ambito dell’Ufficio studi delle ACLI. Nel 1969 viene nominato Capo di questa struttura ed entra a far parte, chiamato da Carlo Donat-Cattin, della redazione del settimanale «Settegiorni».
Nel 1970 viene incaricato dalla Presidenza nazionale delle ACLI di svolgere la relazione introduttiva all’incontro annuale di studio di Vallombrosa. Gli avvenimenti successivi si susseguono a ritmo incalzante: scandalo, processi sommari, condanna dopo la deplorazione di Paolo VI fino al licenziamento con il compagno di avventura Franco Passuello: i due vengono entrambi messi fuori dalla porta e messi, a settembre del 1971, nella condizione di cercarsi un nuovo lavoro. Tortora trova un impiego come consulente presso il Ministero dei Lavori Pubblici, trovandosi parte di una équipe interdisciplinare in cui, insieme ad altri urbanisti, lavorano anche economisti. Con Giovanna Ricoveri, Iacobelli e Marcelloni matura l’idea del libro Ideologia e territorio. Nel frattempo, aveva già pubblicato nel 1972 I padroni della casa con Nigro e Carlo Pignocco, libro che aveva conosciuto un notevole successo tanto da conoscere una seconda edizione; aveva iniziato una collaborazione saltuaria con i quotidiano «Il manifesto» ed era entrato nella redazione di «IDOC Internazionale» con diversi esponenti e studiosi, non solo cattolici, del post-Concilio come Leo Alting von Gesau, Vittorino Joannes, José Ramos Regidor, Giulio Girardi, Arnaldo Nesti, Filippo Gentiloni, Maria e Giorgio Girardet o Paolo Ricca e, infine, Linda Bimbi.
Proprio Linda Bimbi è l’artefice determinante dell’incontro con Lelio Basso: il 5 febbraio 1973, Tortora inizia il rapporto di lavoro in via della Dogana Vecchia (sede dell’ISSOCO prima e della Fondazione Basso poi). Non cessa di interessarsi alle vicende dell’urbanistica italiana e coglie l’invito di Leonardo Benevolo a collaborare al suo corso di Storia dell’Architettura presso la Facoltà romana. Coinvolge poi, a sua volta, lo stesso Benevolo in una collaborazione col Comune di Orvieto che sfocia nell’istituzione di un Ufficio Tecnico interno al Comune.
Questa attività incrocia il rinnovato impegno di Basso sul versante internazionale, attraverso la partecipazione prima del Tribunale Russell sui crimini americani in Vietnam, e la costituzione poi, del Tribunale permanente dei popoli; tuttavia lo spazio di ricerca continua e si amplia con la costituzione di un nucleo stabile di collaboratori fra sociologi ed economisti e continua fino al dicembre 1977.
Nell’autunno del ’77 Morese lo chiama dentro quella che era ancora la FLM con compiti da Ufficio Studi per valutare gli scenari economici in cui situare le rivendicazioni sindacali. Dal 1 gennaio 1978 entra a Corso Trieste, 36 e stabilisce con Tonino Lettieri un rapporto di collaborazione assai proficuo. Ma lavora anche alla redazione del libro Io garantito.
Nel sindacato presto si evidenziano crepe e fratture; la FIM CISL rivendica una propria identità e Franco Bentivogli, che la guida dopo Carniti, avverte la precarietà di sponde politiche come la DC o il PSI craxiano. Comincia così l’esperienza del Romitorio di Amelia, scuola di formazione dei metalmeccanici della CISL che prende l’avvio nel 1982; Tortora assume l’incarico di responsabile nazionale della formazione.
Nel 1984 coordina diverse vertenze aziendali fino a che due anni dopo entra in Segreteria Nazionale e assume la responsabilità di tutte le vertenze dell’industria metalmeccanica, dall’elettromeccanica all’informatica, dall’elettrodomestico all’elettronica di consumo, con le sole esclusioni della siderurgia e dell’auto. Nel 1988 decide di lasciare il sindacato e fonda, con gli amici di una vita (primo fra tutti Bruno Liverani), la Maecenas SRL, servizi di promozione culturale di cui è socio di maggioranza e Amministratore unico. Per quindici anni, fino al 2003 fornirà servizi di consulenza e gestione della comunicazione a grandi Aziende che decidono di investire nel settore del restauro e valorizzazione dei beni culturali.
Parallelamente a questa attività strettamente professionale, non cessa di svolgere attività militanti che ruotano sempre attorno alla Fondazione Basso. Alla fine degli anni ’80 diventa per la prima volta vice-Presidente con la Presidenza di Antonio Giolitti e, successivamente, conserva la stessa carica con Stefano Rodotà. Frequenta assiduamente la comunità cristiana di base di san Paolo a Roma, dopo aver collaborato con lo stesso Giovanni Franzoni alla stesura della sua famosa lettera pastorale La terra è di Dio. Partecipa al movimento Cristiani per il socialismo e collabora con diverse testate di riviste.
Dopo il pensionamento avvenuto nel 2004 e alcune altre saltuarie collaborazioni professionali, torna ad occuparsi con maggiore continuità anche della Fondazione Basso, soprattutto a partire dal 2012, su invito di Anna Basso che intende dare nuovo impulso alla Fondazione stessa. Con la morte di Anna, avvenuta il 2 agosto 2018 assume nuovamente, per rispettare una sua esplicita indicazione, l’incarico di vice-Presidente.
[le note biografiche sono state redatte dallo stesso soggetto produttore].
- Modalità di acquisizione
- Il fondo è stato donato da Fausto Tortora alla Fondazione Basso nel 2019.
- Contenuto
- Le carte che compongono il fondo riflettono l’attività politica, sindacale e sociale svolta da Tortora tra gli anni Sessanta e Novanta.
Ampia è la documentazione prodotta nell’ambito delle ACLI; numerose la carte dei Congressi nazionali (tra cui XII, XIII e XIV Congresso) e di Convegni e iniziative, con fotografie e numeri del periodico «Scelta di classe. Sinistra Acli».
Particolarmente ricca la parte relativa alle attività svolte nell’ambito dell’impegno cristiano, tra cui spiccano i Cristiani per il socialismo e le Comunità cristiane di base, in particolare la Comunità cristiana di base di San Paolo di Roma.
Il fondo comprende corrispondenza, documentazione su viaggi e incontri, tra cui si segnala quello del febbraio 1978 a Salerno con Lelio Basso o le carte del corso previsto per marzo 1978, sospeso per il rapimento di Aldo Moro.
Completano il fondo interventi a manifestazioni e congressi (ad esempio sulle violazioni dei diritti umani in America Latina), con saggi e articoli pubblicati.
- Criteri di ordinamento
- Il fondo non è ordinato.
- Descrittori
- sindacati,cristiani di sinistra
- Consultabilità
- Attualmente il fondo non è consultabile.
Relazioni
Soggetto produttoreTortora, Fausto Maria
Fondo di appartenenzaFausto Maria Tortora
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