Metadati
- Tipologia
- Fondo
- Data
- Data:
- 1957-2019
- Consistenza
- Tipologia:
- busta/e
- Quantità:
- 15
- Consistenza (testo libero):
- 50 fascc.
- Storia istituzionale/Biografia
- Profilo biografico
di Pia Mancini
Saviana Scalfi nasce a Milano il 3 ottobre 1938.A soli 16 anni frequenta, fuori corso perché troppo giovane, l’Accademia Drammatica a Milano, diretta da Esperia Sperani. A 17 anni lascia la scuola, perché viene scritturata da Fantasio Piccoli, allora direttore del Piccolo Teatro di Bolzano (poi Teatro Stabile di Bolzano), “fucina” di alcuni tra i migliori attori contemporanei del teatro italiano. Affronta il suo primo ruolo, un paggio, in Re Learper la regia di Fantasio Piccoli, in cui Franca Rame sostieneil ruolo di Gonerilla e Re Lear è Memo Benassi, considerato allora il più grande attore italiano. Lo spettacolo, dopo una memorabile prova generale, non vedrà il debutto per l’improvvisa morte di Benassi.
L’anno seguente è prima attrice giovane nella Compagnia Elsa Merlini – Paolo Carlini.
A poco più di vent’anni si sposa con Augusto Marcellie si trasferisce a New York, prima attrice italiana ammessa ai corsi di Lee Strasberg all’Actor’s Studio, che frequenterà per 4 anni. Durante questo periodo, nel 1963, sostiene un provino, sia in inglese che in italiano, ed è scritturata per il Festival di Spoleto, in cui recita con una compagnia americana e allestisce la sua prima regia teatrale. Lo spettacolo, replicato per una settimana, ha un enorme successo e vale a Scalfi una proposta di lavoro da parte di Luchino Visconti, ma è costretta a rinunciare all’opportunità di lavorare con Visconti perché deve tornare a New York dove risiede e dove ha il figlio Nikydi un anno che la aspetta.
Tornata definitivamente in Italia nel 1965, si stabilisce a Roma.Partecipa ad alcuni spettacoli dell’avanguardia romana. Nel ’68 fa da partner ad un suo amico attore per un’audizione con Giorgio Strehler. Questi è così entusiasta della loro performance che scrittura entrambi e Scalfi entra a far parte dello storico Gruppo Teatro Azione, che Strehler fonda appunto nel ’68 dopo aver rotto con il Piccolo Teatro di Milano, accanto a Milva, Milena Vukotic, Franco Graziosi, Marisa Fabbri, Renato De Carmine, Giustino Durano e Giancarlo Dettori e lavora con Strehler per tre stagioni.
Sono anni di fermenti nuovi nella società e anche il teatro ha bisogno di una ventata di aria nuova. Così nel 1971, insieme a Bruno Cirino e Dacia Maraini, dà vita al primo teatro decentrato romano, a Centocelle, una borgata piuttosto degradata della periferia romana.Un vecchio garage freddo e umido diventa il Teatro di Centocelle dove si mettono in scena testi inediti, come Gli anni del fascismo scritto da Maraini in collaborazione con gli abitanti del quartiere, Viva l’Italia sempre di Dacia Maraini, in cui si racconta un episodio del nostro Risorgimento dalla parte dei contadini meridionali, e Il mutilato di Toller, con le splendide scene di Uberto Bertacca.E’ un modo nuovo di fare teatro.Per Scalfi il teatro ha da sempre uno stretto rapporto con la società contemporanea in ogni tempo, e deve avere la capacità di rappresentarne, nelle sue forme e con il suo linguaggio, le contraddizioni, il nuovo che si presenta, di denunciarne ritardi e squilibri.
Nel 1973 Saviana Scalfi, insieme a Dacia Maraini, Edith Bruck, Adele Cambria, Giuliana Morandini, Lù Leone, Annabella Cerliani, Cristina Mascitelli, Rita Picchi, fonda il Teatro La Maddalena a Roma, primo teatro femminista in Italia. A via delle Stelletta convivono il teatro, la redazione di Effe e la libreria delle donne.Un gran via vai di donne, una grande quantità di lavoro, dibattiti, inchieste, proposte, discussioni. Le prime ad arrivare sono Linda Bernardi e Miranda Martino, all’epoca piuttosto famosa.Scalfi è protagonista dello spettacolo di inaugurazione de La Maddalena Mara Maria Marianna di Dacia Maraini, Edith Bruck, MariclaBoggio e dei successivi Uguaglianza e libertà di Annabella Cerliani, e Ecce Homo di Barbara Alberti.
Dopo due anni lascia La Maddalena, per divergenze interne, relative soprattutto alla diversa considerazione della professionalità necessaria per recitare. Scalfi ne sostiene l’importanza fondamentale, a maggior ragione se si deve, per così dire, servire una causa, e battere l’idea che si andava affermando di teatro femminista uguale teatro di dilettanti.Scalfi continua a lavorare in altre situazioni, ormai decisa a fare un teatro che rispecchi la ricchezza e le novità che le donne esprimono nella società, un teatro in cui le donne si rappresentino in prima persona.Nel 1976 è al Teatro Argentina di Roma ne Il sipario ducale di Volponi, con Valeria Moriconi, per la regia di Franco Enriquez.
Nel 1978 infine fonda il Collettivo Isabella Morra, di cui sarà per oltre trent’anni direttrice artistica, attrice, regista e legale rappresentante.Da quel momento la vita artistica di Saviana Scalfi coincide con quella del Collettivo e ricerca testi nuovi che affrontino con un’ottica femminile la “tragicomicità” del vivere, in cui le donne siano protagoniste della storia o della situazione che si rappresenta in scena. Diceva Scalfi: “Volevo fare un teatro che rispecchiasse la ricchezza e le novità culturali che le donne esprimevano nella società, un teatro in cui le donne fossero protagoniste ideologiche, si rappresentassero in prima persona, denunciassero i loro problemi, le difficoltà, le contraddizioni senza piangersi addosso”. Lo stesso nome scelto per il Collettivo è emblematico: Isabella Morra era una poeta del ‘500 della Basilicata uccisa dai suoi fratelli perché aveva interessi culturali, sapeva leggere e scrivere e componeva poesie.
Scalfi è interprete e regista di quasi tutti gli spettacoli che produce il Collettivo. Tra gli altri:Lasciami sola,quattro storie di donne scritte da Dacia Maraini, Patrizia Carrano, Luciana Di Lello.La casalinga è da buttare? di Armanda Guiducci, Dacia Maraini, MariclaBoggio;Due donne di provinciadi Dacia Maraini, che dopo un grande successo in Italia, nel 1979 vince “El premio de Honor” al Festival Internazionale di Teatro di Sitges (Barcellona) e nel 1985 partecipa al Festival Internazionale Latino Americano di Manizales (Colombia);Maria Stuarda di Dacia Maraini, che suscita vive polemiche sui giornali romani del tempo ma è molto apprezzato in altre città italiane come Milano e Napoli, vince il Premio Lisistrata al Festival di Sitges nel 1980, e nel 1983 è rappresentato al Publieks Theater di Amsterdam.La regina dei cartoni scritto con Adele Cambria, nel 1986 partecipa al Festival di Sitges, nel 1987 è portato in tournée in Francia, nelle principali città della Normandia e a Parigi e nel 2001 è rappresentato a Los Angeles su invito dell’Istituto italiano di Cultura.
Altre produzioni di spettacoli sono:Insegnami tutto Céline una divertente commedia boulevardière di Marie Pacome nel 1989;La strada della giovinezza di Christian Giudicelli nel 1990;Casa Matriz. Madri affittansi di Diana Raznovich nel 1990, un’agenzia che affitta madri sostitute;Cibo di Carla Vistarini.Molti altri gli spettacoli prodotti dal Collettivo, in alcuni dei quali Scalfi è interprete (come Crazy Jack, Mela, Le figlie del colonnello, Sulla costa del sole nella stagione dei monsoni) o regista (come Mamma eroina, Sally Mara, La donna che vorrei come marito, Ore nove in ufficio lezione di mambo); in altri infine è produttrice (come Bambinacce, Da piccola ero molto normale, Tango):sempre novità assolute, prevalentemente italiane, ma anche straniere.
Infaticabile nonostante le costanti difficoltà nella distribuzione degli spettacoli, Scalfi persegue la sua particolare linea di ricerca anche promuovendo e organizzando numerosi incontri-dibattito, con la collaborazione di giornaliste come Adele Cambria, Silvana Gaudio, Anna Maria Mori, su tematiche legate alla creatività femminile o a problemi della condizione delle donne.Nel 1984 realizza per tutto il mese di marzo al Teatro delle Muse di Roma, con finanziamento della Provincia di Roma, la Rassegna Internazionale di Teatro fatto da donne e dibattiti Palcoscenico Pensieri Parole di donne.Vi partecipano attrici italiane – Valeria Moriconi, Franca Rame, Paola Borboni, Lina Bernardi, la stessa Saviana Scalfi – e di altri paesi, dalla Francia, Inghilterra, Usa e Svizzera. I Dibattiti sono condotti da Anna Maria Mori.
Il suo grande lavoro e impegno ottiene un importante riconoscimento quando nel 1985 è invitata al Primo Congresso Internazionale di Teatro a Barcellona, come relatrice sul tema L’espressione teatrale dal punto di vista delle donne.Parteciperà poi a diversi altri convegni, fra cui quello organizzato nel 2000 a Massa Carrara sul tema Nuovo millennio. Lo sguardo delle donne tra passato e futuro e quello organizzato al Museo di Roma in Trastevere dal titolo Le avanguardie teatrali degli anni ’60 a New York e a Roma. Riflessioni e analisi sulle loro influenze nel teatro contemporaneo indipendente. Si può parlare oggi di avanguardia?
Nel 1998 realizza Recitare libri, presso la libreria Bibli di Roma, in forma di rassegna, fino al 2001, poi in collaborazione con il Comune di Roma partecipa all’Estate Romana a Ostia, lo porta in numerosi centri anziani e scuole superiori, e in collaborazione con la Regione Lazio nelle carceri del Lazio.Recitare libri si compone di due parti: la lettura interpretativa o mise en espace di testi narrativi di scrittrici fra le più rappresentative del panorama letterario italiano contemporaneo, ridotti e adattati da Scalfi, e subito dopo la recita, l’incontro della scrittrice con il pubblico.Ha coinvolto in questo progetto le scrittrici Lucia Annunziata, Ippolita Avalli, Elena Gianini Belotti, Adele Cambria, Luce D’Eramo, Lia Levi, Dacia Maraini, Anna Maria Mori, Lidia Ravera, Catherine Spaak, Maria Luisa Spaziani.
Nel 1999 e nel 2001 dirige Le Sbandate, Luciana Frazzetto e Maria Cristina Fioretti, negli spettacoli La donna che vorrei come marito di Pauline Daumale e Ore nove in ufficio lezione di mambo di Giordano Raggi.
Dal 2005 Saviana Scalfi con il Collettivo Isabella Morra non produce più nuovi spettacoli.Il Ministero dello spettacolo ha definitivamente mutato la sua politica di sostegno alle compagnie teatrali e sovvenziona ormai solo i Teatri Stabili e le grandi Compagnie. In mancanza del fondamentale contributo statale già da anni sempre più difficile da ottenere per gruppi teatrali come il Collettivo Isabella Morra e in mancanza come da sempre di una corretta ed equa distribuzione degli spettacoli da parte dei circuiti teatrali regionali e nazionali, non è più possibile sostenere le spese di produzione.Pertanto Scalfi si limiterà a organizzare e realizzare eventi estemporanei mettendo a disposizione la sua grande esperienza e il suo talento di attrice per battaglie civili (contro la violenza sulle donne, Stupri infiniti … ma non per sempre, contro la legge Tarsia che voleva trasformare la ‘famiglia’ in soggetto politico puntando su un modello totalitario) o per ricordare grandi protagoniste del teatro come Franca Rame (Lo stupro) o Marisa Mantovani (Serata in ricordo di Marisa Mantovani).
Il 17 novembre 2020 Saviana Scalfi muore a Roma, colpita da covid, dopo 19 giorni di ricovero e solitudine all’Ospedale San Pietro.
- Storia archivistica
- Il fondo archivistico di Saviana Scalfi è stato donato ad Archivia dal figlio ed erede Niky in data 22 aprile 2021. Si tratta di un piccolo ma prezioso archivio di persona, che punta lo sguardo su uno spaccato teatrale d'avanguardia, a orizzonte largo, e ricostruisce nella sostanza più di 60 anni di attività. Dagli studi all'Actor's Studio a New York sino a Centocelle, quartiere popolare di Roma, passando attraverso il lavoro a Milano con Giorgio Strehler, l'esperienza del teatro femminista alla Maddalena e ritornando infine a Centocelle con il suo bel progetto sociale del Collettivo teatrale Isabella Morra.
Corredato di elenco di consistenza finalizzato alla donazione ad Archivia, è stato successivamente dichiarato di interesse culturale particolarmente importante per la storia del XX secolo, con decreto del 17 gennaio 2024, a firma della Soprintendente Giovanna Giubbini per la Soprintendenza archivistica e bibliografica del Lazio, ai sensi del Codice dei beni culturali (d.lgs. nr. 22/2004).
Il materiale documentario, conservato in nr 6 scatoloni, era già distribuito in buste organizzate cronologicamente. Questo primo lavoro di sistemazione dei materiali era stato effettuato da Pia Mancini, compagna e collaboratrice di Scalfi, che, in accordo con il figlio Niky, aveva ritenuto l'associazione Archivia luogo consono a salvaguardare e valorizzare il suo archivio.
Il lavoro di ordinamento è consistito, quindi, nella individuazione delle varie fasi della carriera artistica di Saviana Scalfi, dagli esordi sino alla fondazione del Collettivo Isabella Morra, mantenendo fermo l’ordine cronologico.
L’articolazione del fondo archivistico in 4 serie, per complessive 14 buste, segue pertanto il percorso artistico e culturale di Scalfi:
1- Inizio attività teatrale (1957-1971)
2 - Teatro Centocelle (1972-1973)
3- Teatro La Maddalena (1973-1976)
4- Collettivo Isabella Morra (1978-2019)
La prima serie raccoglie la documentazione relativa alla sua partecipazione quale interprete a produzioni teatrali; le tre serie successive documentano la sua attività anche come regista e impresaria teatrale.
Ai fini di una corretta conservazione, tutta la documentazione iconografica e di grande formato è stata condizionata separatamente con ovvio riferimento alla serie di appartenenza.
L’archivio di Saviana Scalfi, attrice e regista teatrale, ma anche impresaria testimonia la lunga e operosa attività svolta in teatro come professionista di talento e femminista militante, con particolare riguardo ai temi della condizione della donna e della sua liberazione. Trattasi di documentazione imprescindibile per la ricostruzione della storia dell’avanguardia teatrale di quegli anni di cui testimonia temi e problemi della nuova visione del mondo proposta dal movimento delle donne e femminista e la contestuale ricerca di un linguaggio aderente alle problematiche espresse. L’archivio presenta molti materiali che si collegano e integrano il fondo di Adele Cambria, conservato da Archivia, con cui Scalfi ha condiviso l’esperienza del Teatro La Maddalena e lo spettacolo, su testo di Cambria, La Regina dei cartoni.
Materiali a integrazione si potrebbero trovare certamente in altri fondi anche se non conservati in Archivia, come per esempio l'archivio di Dacia Maraini, con la quale Scalfi condivise l'esperienza del Teatro Centocelle e del Teatro La Maddalena.
Il fondo documenta l'attività artistica di Scalfi sia come attrice sia come regista e direttrice di produzione ed è composto da: locandine, programmi, copioni, recensioni, comunicati stampa, contratti, premi, oltre, ovviamente, a foto di scena, bozzetti di costumi e scenografie.
Come si è potuto constatare in oltre venti anni di attività di raccolta documentaria da parte di Archivia, quasi sempre negli archivi delle donne e femministe della seconda metà del Novecento mancano i materiali privati, di famiglia. La produttrice (soggetto produttore) concentra la costruzione del proprio fondo con la documentazione progettuale e di lavoro. Ciò non significa che ne diminuisca l'interesse.
L’inventario, redatto da Rachele Colella in collaborazione con Simona Panunzi e la supervisione di Gabriella Nisticò, è inserito in Lazio '900 (www.lazio900.it), rete degli istituti culturali su piattaforma Archiui alla quale Archivia aderisce.
Lazio '900, erede di Archivi del Novecento, è un progetto promosso dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica del Lazio e dalla Regione Lazio.
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- Donazione
- Contenuto
L’archivio di Saviana Scalfi, attrice e regista teatrale, ma anche impresaria, testimonia la lunga e operosa attività svolta in teatro come professionista di talento e femminista militante, con particolare riguardo ai temi della condizione della donna e della sua liberazione. Trattasi di documentazione imprescindibile per la ricostruzione della storia dell’avanguardia teatrale di quegli anni di cui testimonia temi e problemi della nuova visione del mondo proposta dal movimento delle donne e la contestuale ricerca di un linguaggio aderente alle problematiche espresse. L’archivio presenta molti materiali che si collegano ed integrano il fondo di Adele Cambria con cui la Scalfi ha condiviso l’esperienza del Teatro la Maddalena e lo spettacolo, su testo di Cambria, La Regina dei cartoni.