Lazio'900
Valentina Magnoni

Metadati

Tipologia
Fondo
Data
Data:
1908-2024
Consistenza
Tipologia:
busta/e
Quantità:
14
Storia istituzionale/Biografia
Valentina Magnoni ( Roma 1901, Bergamo 2004) è stata una giornalista, critica d’arte e poetessa italiana.
Nata da antica famiglia romana, padre Luigi, generale dei carabinieri, e madre Elvira, figlia dell’imprenditore edile Stefano Moraldi, Valentina frequenta la scuola delle suore francesi di Nostra Signora di Sion, al Gianicolo. Dagli anni Venti, si immerge nella vita artisticaromana e nazionale, principalmente di ambito musicale e giornalistico, viaggiando soprattutto con la madre, e visitando musei e città d’arte europee. In particolare, diverrà una abitue’ dei concerti e spettacoli dell’Augusteo, l’antica sala da concerto romana. Ama la musica di Wagner e di Beethoven, la pittura del Sei e Settecento. Condivide con l’attore e drammaturgo romano Petrolini, uno sguardo dolente e sarcastico sul mondo circostante.Vive in famiglia a Roma, nel palazzetto di via delle Carrozze 16, in parte di sua proprietà, costruito dal nonno Stefano Moraldi, che costituirà la sua fonte di libertà economica per tutta la sua esistenza. Contagiata dalla tubercolosi nell’adolescenza, Valentina ne porterà per tutta la vita gli esiti.
Dalla prima maturità e poi nel corso di tutta la vita, Valentina vive la sua omosessualità in modo naturale, peraltro in piena libertà nella famiglia d’origine, di cultura monarchica e clericale. Dapprima convive con Elena Roca, una giovane pianista classica di Avellino; poi, inizierà un'importante relazione affettiva con Freja Zibordi, la figlia dell’ex deputato socialista Giovanni Zibordi. A Bergamo le acquisterà negli anni sessanta un’abitazione, in cui vivranno insieme parte dell’anno. Una intensa storia d’amore tra le due donne, durata quaranta anni.
Spregiudicata nella suasessualità, nazionalista e ultra-reazionaria in politica, estranea, anzi irridente di ogni moda circolo e asservimento, o anche d’ogni ideologia della modernità, Valentina è una outsider nel mondo cultural cittadino e non prenderà mai la tessera del Partito Fascista, pur scrivendo sui giornali di regime.
Opere
Appassionata d’arte, musica e poesia, autodidatta e del tutto estranea all’accademia, inizia a scrivere recensioni di mostre e spettacoli sul quotidiano romano fascista «Il Tevere», allora diretto da Telesio Interlandi e poi su altre riviste dell’epoca, anche femminili. Nel 1931 pubblica la monografia Il Greco, una documentata analisi storica ed artistica, dedicata al famoso pittore cretese del cinquecento, che riceverà l’elogio di Roberto Longhi e che tuttora è citata nella letteratura come approfondita interpretazione critica del pittore; successivamente si dedica alla poesia, pubblicando varie raccolte di liriche, tra il 1931 e il 1971 (Liriche, Respire del fango, Cuore nel tempo e Arcate).
E’ immediatamente dopo la conclusione della Seconda Guerra Mondiale, che Valentina è affascinata dalla Apocalisse, il Vangelo di San Giovanni ed inizia a studiarla. Quindi pubblica L’Apocalisse, rilievi estetici, sui valori artistici, letterari e musicali dell’opera. Uno studio critico e interpretative che non passerà inosservato.
Infine, Valentina pubblica nel 1980 la monografia Alessandro Magnasco, dedicata al grande pittore genovese, di cui appare condividere l’estrosa e sarcastica, stravagante, interpretazione visiva del mondo.
La sua opera più impegnativa, a cui ha dedicato quarant’anni di versioni e riscritture, documentate nei suoi manoscritti, resta però “La Divina Rivelazione”, versione lirica in poesia dell’Apocalisse di San Giovanni, composta in endecasillabi sciolti; opera conclusa, e a tutt’oggi inedita. Come restano inedite, ancora, molte poesie in dialetto romanesco, che ha composto nell’ispirazione di Trilussa.

 
Storia archivistica
Le carte di Valentina Magnoni sono pervenute ad Archivia a seguito di atto di donazione del nipote ed erede, Alberto Poli, il 23/05/2016.
A partire dall’elenco sommario redatto ai fini della donazione, è stato svolto un primo intervento di descrizione e ordinamento che ha consentito di definire un’organizzazione delle carte sulla base dei nessi individuati nelle modalità conservative dell’autrice.
Il materiale documentario, conservato in 3 scatole e 7 faldoni, era già distribuito in buste organizzate per tipologia documentaria e cronologicamente. Questo primo lavoro di sistemazione dei materiali è stato effettuato dal nipote, Alberto Poli, che, in accordo con la famiglia, ha ritenuto l'associazione Archivia luogo consono a salvaguardare e valorizzare il suo archivio.
Il lavoro di ordinamento è consistito, quindi, nella individuazione delle varie fasi della carriera letteraria di Valentina Magnoni, giornalista, critica d’arte e poeta italiana, dagli anni giovanili sino alla tarda età, mantenendo fermo l’ordine cronologico.
Il fondo è costituito dalle carte relative all’attività letteraria di Valentina Magnoni, dalle prime poesie degli anni Venti del Novecento all’ultima sua opera pubblicata, la monografia “Alessandro Magnasco” del 1980, dedicata al grande pittore genovese, di cui appare condividere l’estrosa e sarcastica, stravagante, interpretazione visiva del mondo.
Sono conservate nel fondo numerose bozze manoscritte e dattiloscritte delle sue opere anche non pubblicate: racconti, testi per il teatro e per la radio, sceneggiature, traduzioni, appunti, poesie. In questa sezione riguardante le opere inedite si segnala la documentazione, di grande rilievo, della sua opera più impegnativa, completata nei primi anni Ottanta ma mai pubblicata, “La Divina Rivelazione”, versione lirica in poesia dell’Apocalisse di San Giovanni.

Molto ricca è anche la serie riguardante la sua attività pubblicistica costituita da una raccolta completa di articoli pubblicati dalle più importanti testate giornalistiche italiane di quegli anni (Tevere, La Tribuna, Il Meridiano di Roma, Il Lunedi, etc.).

È  presente, inoltre, documentazione di carattere personale. Corrispondenza con personalità della letteratura, dell’editoria, dell’arte, del teatro che documenta la fitta rete di rapporti e l'attiva presenza nel mondo culturale italiano negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, corrispondenza personale con amiche o familiari (cartoline, lettere d’amore, etc.), documenti personali di famiglia (testamenti, albero genealogico, atti amministrativi e contabili, etc) e una ricca raccolta di fotografie.

Il fondo archivistico è strutturato in 3 serie. La prima serie è organizzata in 4 sottoserie, mentre la seconda e la terza contengono unità archivistiche ordinate crononologicamente, per un totale di 47 fascicoli, condizionati in 15 buste:

1- Scritti (1918-2024)
   1. Opere pubblicate (1931-2024)
   2. Opere inedite (1920-1950)
   3. Attività pubblicistica (1923-1952)
   4. Manoscritti (1918-1977)
2 –Documentazione personale (1911-1984)
3- Fotografie (1908-1971)

 
Modalità di acquisizione
Donazione

Relazioni

Fondo di appartenenzaValentina Magnoni

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Serie | 1918-2024ScrittiArchivia
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