Franco Passuello
Fondo
Metadati
- Tipologia
- Fondo
- Data
- Data:
- [1960-2010]
- Consistenza
- Tipologia:
- faldone/i
- Quantità:
- 96
- Storia istituzionale/Biografia
- Francesco Maria (Franco) Passuello nasce a Roma il 29 marzo 1939. Nel 1943 la famiglia si trasferisce a Marostica (VI) e qui negli anni della guerra subirà un forte impoverimento; nel 1951 la famiglia si trasferisce a Roma dove versa nell’indigenza.
Nel 1954 Passuello è costretto ad abbandonare gli studi e a lavorare in un laboratorio di argenteria dove fa anche il guardiano notturno; nel 1955 si iscrive alla FGCI, ma strapperà la tessera nel 1956 in seguito all’invasione sovietica dell’Ungheria. Tra il 1957-1960 lavora come addetto al ciclostile e fattorino per alcune agenzie di stampa; dal 1959 è impiegato anche come redattore di un «Notiziario legislativo» focalizzato sui temi della sicurezza sociale; su questi temi acquisisce nel tempo una buona professionalità. Per 17 mesi (1960-1962) è militare di leva al CAR Truppe corazzate di Avellino in una compagnia di cavalleria blindata dove viene obbligato a fare il graduato istruttore. Dal 1962 si impiega come redattore delle riviste dell’Enal (il mensile «Tempo Libero» e il settimanale «Enalotto») e nel 1963 fonda con altri l’agenzia di stampa Telex-Press dove segue soprattutto il settore sicurezza sociale e l’attualità politica internazionale; ottiene l’iscrizione all’albo dei giornalisti pubblicisti.
A novembre 1966 viene assunto all’ufficio studi della presidenza nazionale delle Acli dove gli viene affidato il settore della sicurezza sociale. È il principale estensore della relazione del presidente nazionale Emilio Gabaglio al convegno nazionale di studi di Vallombrosa del 1970, dove viene avanzata l’ipotesi di una scelta socialista delle Acli. All’inizio anno viene nominato capo dell’ufficio formazione della presidenza nazionale. In quello stesso anno aderisce al movimento politico Il Manifesto insieme ad altri compagni della Sinistra Acli. Ne seguirà l’intera vicenda e poi aderirà al PDUP.
In seguito alla deplorazione di Paolo VI per le scelte di autonomia e voto libero fino all’ipotesi socialista, la presidenza delle Acli, nel 1971, decide di rimuovere Passuello e Fausto Tortora dai loro incarichi e offre loro un impiego di ricerca defilato. I due capi ufficio rifiutano e vengono licenziati. Con Tortora ed altri fonda la Sinistra Acli, corrente di opposizione che pubblica anche un suo notiziario «Scelta di Classe». Al congresso nazionale di Cagliari (1972) la Sinistra Acli ottiene un inatteso 22 per cento. Intanto Passuello svolge vari lavori per mantenersi.
A dicembre 1972 viene chiamato da dom Franzoni (che sta facendo uno sciopero della fame contro la guerra del Vietnam) che gli chiede di fare il direttore responsabile e redattore del settimanale «Com» sostenuto dal cattolicesimo più avanzato e dal movimento delle comunità di base (diventerà «Com-Nuovi Tempi» dopo la fusione con il settimanale valdese).
È tra i fondatori del movimento Cristiani per il socialismo e uno degli organizzatori del primo convegno nazionale che si tiene a Bologna dal 21 al 23 settembre 1973. È anche uno degli estensori del documento finale e membro dell’esecutivo nazionale.
Aderisce al Comitato nazionale dei cattolici per il NO al referendum sul divorzio. Insieme all’esponente della Fim Cisl Pippo Morelli, organizzano l’impegno capillare e coordinato dei militanti della sinistra Acli e della sinistra Cisl. Rilevante il ruolo svolto da «Com-Nuovi Tempi» in quella campagna referendaria.
È condirettore, con Vittorio Rieser, di «Sinistra 74», una rivista unitaria di diverse componenti della sinistra sindacale e sociale di cui usciranno 3 numeri.
Il Congresso di Firenze delle Acli del 1975 sceglie di tornare ad una gestione unitaria; nel 1976 Passuello rientra a lavorare alle Acli ma in una iniziativa interassociativa che si occupa di circoli aziendali. Nello stesso anno si iscrive al PCI di Enrico Berlinguer nella sezione Vescovio.
Dal 1978 è capo ufficio Lotte sociali e riforme della presidenza nazionale delle Acli. Nel 1980 partecipa alla nascita del Tribunale per i diritti del malato.
Nel 1981 viene eletto nel consiglio nazionale e nella direzione della Acli e assume l’incarico delle iniziative per la pace, in coincidenza con la nascita del grande movimento europeo contro l’installazione dei missili nucleari. Mettendo a frutto i rapporti stabiliti con l’Arci nell’esperienza interassociativa contribuisce a promuovere nel Pci la costituzione della Consulta nazionale dell’associazionismo che sarà insediata da Enrico Berlinguer e alla quale hanno aderito altre componenti dell’area cattolica. Entra a far parte del nascente Coordinamento nazionale dei comitati per la pace ed è nel comitato organizzatore della grande manifestazione di Roma del 24 ottobre 1981.
È tra gli organizzatori e partecipanti della Marcia Palermo-Ginevra e poi della seconda grande manifestazione di Roma del 22 ottobre 1983.
Nel 1984 gli viene affidato l’incarico di vicepresidente delegato del Patronato Acli che sta attraversando una grave crisi. Saranno 3 anni di lavoro molto impegnativo che getteranno le basi per il risanamento del Patronato. Dopo il congresso nazionale di Roma (1985) entra nel Consiglio di presidenza delle Acli. Viene anche incaricato di presiedere il Centro per le istituzioni delle Acli che elaborerà una proposta di riforma elettorale.
All’inizio di novembre 1984 è in Nicaragua nella delegazione italiana del forte contingente di osservatori (circa 1500) organizzato dall’internazionale socialista per vigilare sulla regolarità del primo processo elettorale democratico indetto per il 4 novembre dai sandinisti che lo vinsero con il 60 per cento dei voti.
Dopo il congresso nazionale Acli di Milano (1988), Giovanni Bianchi inserisce Passuello nella presidenza nazionale come vicepresidente e con l’incarico del Dipartimento pace, sviluppo, rapporti internazionali; è tra i promotori ed organizzatori del cartello Educare non punire che si oppone al disegno di legge sulle tossicodipendenze Jervolino-Vassalli.
A dicembre 1989 Passuello è tra gli organizzatori di 1990 Time for Peace che durante le feste di fine anno avvolgerà le mura di Gerusalemme con una catena umana formata da 1500 europei di varie nazioni, statunitensi, palestinesi, donne in nero e israeliani del movimento Shalom Akhshav.
Tra il 1989 e 1990 Passuello ha contatti con Massimo D’Alema (coordinatore della segreteria del PCI) e Achille Occhetto riguardo le prospettive del partito nella situazione geopolitica che si sta determinando anche in rapporto con ambienti cattolici. Partecipa come relatore a un seminario - promosso da un gruppo di dirigenti associativi e dirigenti del Pci – come tappa di un processo costituente allargato a soggetti della società civile che troverà sintesi nella conferenza programmatica e organizzativa tenuta a Roma dal 22 al 24 ottobre 1990.
Nel 1990 è tra gli organizzatori di missioni di pace per la situazione in Iraq; a inizio 1992 prende parte alla Carovana dell’Helsinki Citizens’ Assembly che partì da Trieste e attraversò la Jugoslavia in guerra e alla prima “marcia dei 500” cui partecipa mons. Tonino Bello, con le Acli (la marcia, che riuscì ad arrivare a Sarajevo, sarà poi denominata Mir Sada 1). Nel 1993 sarà tra gli organizzatori e partecipanti della seconda edizione di Mir Sada promossa da Beati i Costruttori di Pace e da Equilibre, un’organizzazione francese.
Per incarico informale di Bianchi in autunno è tra i soci fondatori di Verso l’Alleanza Democratica che sarà pubblicamente presentata a Roma in un’assemblea del 6 febbraio 1993. Quando però AD si trasforma in partito e si presenta alle elezioni, Passuello non accetta l’offerta di candidarsi come capolista in 3 circoscrizioni e lascia l’esperienza.
Nel 1994 Passuello viene candidato dall’uscente presidente Bianchi alla Presidenza delle ACLI; la sua candidatura è però avversata dalla Pastorale del lavoro e dall’arcivescovo di Lecce, mons. Ruppi che chiede ai dirigenti aclisti della regione di non votare Passuello «perché comunista». Nel Consiglio nazionale ACLI otterrà comunque oltre l’85 per cento dei voti.
Alla fine di ottobre 1994 Passuello è tra i protagonisti dell’iniziativa “La solidarietà non è un lusso” che segna l’esordio pubblico del Terzo settore alla costruzione del quale, per conto delle Acli, lavora da qualche anno. In quel periodo il governo Berlusconi sta tentando di far nascere un contraltare vicino al centrodestra ma la cosa fallirà.
Il 2 febbraio del ’95 Prodi lancia l’Ulivo e Passuello (per la prima volta dopo l’abbandono del collateralismo con la DC) fa aderire le Acli e contribuisce a schierare una trentina di associazioni che stanno costruendo il Forum nazionale del terzo settore.
Il 1 maggio 1995 le Acli celebrano il loro 50° con un grande incontro con Papa Giovanni Paolo II in piazza San Pietro cui prendono parte più di 50 mila persone. La messa celebrata dal cardinal vicario Ruini, presidente della Cei, il discorso di Passuello e la risposta del papa sanciscono la chiusura della crisi iniziata negli anni ’70. Insieme alle Acli milanesi e alla diocesi di Milano è tra i fondatori del Centro ecumenico europeo per la pace voluto dal cardinal Martini e inizialmente presieduto da Mario Monti.
Nel marzo 1996 si tiene a Napoli l’assemblea conclusiva del congresso delle Acli, il primo con l’elezione diretta del presidente. Luigi Bobba si presenta in competizione con FP ma a chiusura della fase territoriale non riesce a raggiungere il 25 per cento dei consensi. FP sceglie di fare un patto: l’assemblea di Napoli sarà unitaria e a metà mandato Bobba subentrerà. Al congresso interverranno, in piena campagna elettorale per le politiche, Romano Prodi e Massimo D’Alema. Il centro-sinistra vince le elezioni del 1996; Prodi istituisce, a favore dell’associazionismo, il Ministero della solidarietà, affidato a Livia Turco; Passuello pubblica un libro intervista Una nuova frontiera: il Terzo settore, Edizioni Lavoro.
Il 12 novembre 1998 Passuello, come programmato, dà le dimissioni da presidente delle Acli; il 13 novembre viene eletto nella segreteria dei DS con l’incarico “Organizzazione del partito”. Veltroni presenta la cosa come “un importante atto di discontinuità” affermando che “il cattolicesimo è una parte della nostra cultura”.
Passuello a dicembre fa un primo giro nelle federazioni provinciali: la prima è a Napoli dove viene accolto personalmente da Giorgio Napolitano, allora capo gruppo della delegazione del partito socialista europeo al Parlamento europeo. Seguirà, tra le altre, la federazione di Modena che vanta il maggior numero di tesserati e dove il segretario è un giovane pastore valdese che lo conosce per i suoi trascorsi in «Com-Nuovi Tempi».
Nel 1999, su richiesta di Veltroni, si tiene alla Botteghe Oscure un seminario informale e ristretto dove sono presenti anche importanti intellettuali e dove Passuello presenta una sua prima diagnosi sulla situazione del partito e tratteggia una possibile riforma, riscuotendo un consenso unanime. Per la fine di febbraio presenta un documento che sviluppa i contenuti del seminario e viene discusso negli organismi dirigenti. In vista del congresso che si terrà a Torino a gennaio del 2000, viene istituita una commissione per il nuovo statuto che dovrà sancire la costituzione giuridica dei DS e lo scioglimento del Pds.
In vista delle elezioni politiche del 13 maggio 2001, Passuello viene incaricato di negoziare l’assegnazione dei collegi con l’insieme della coalizione del centrosinistra. In vista di questo incarico sovrintende ad una analisi approfondita collegio per collegio e alla scelta di metodi e strumenti innovativi per una campagna elettorale che, dopo la sconfitta alle regionali del 2000, si presenta in salita. La stessa candidatura di Rutelli a leader dell’Ulivo appare poco razionale; la contestuale candidatura di Veltroni a sindaco di Roma non è certo un segnale di forte investimento sulle politiche. Dopo la tornata elettorale Passuello assumere l’incarico di vicesindaco assessore al bilancio del Comune di Aprilia per il PDS (fino all’autunno 2002 quando cade la Giunta).
Tornato ad essere semplice cittadino, Passuello si impegna negli anni successivi a promuovere l’economia solidale, come sviluppo del terzo settore e dell’economia sociale e veicolo di socializzazione del welfare. È tra i fondatori di Solidarius Italia, impresa sociale riconosciuta di formazione e di consulenza, inizialmente gemellata con Solidarius Brasile. È poi cofondatore di una associazione internazionale denominata Solidarius International, attualmente diffusa in diversi altri paesi dell’America del Sud. Solidarius Italia è integrata in Ripess, rete europea di economia solidale, e un suo socio ne è stato segretario europeo e coordinatore internazionale; negli ultimi anni ha anche espresso la presidenza della RES, rete italiana dell’economia solidale. FP è anche coautore di un libro edito da Solidarius Italia nel 2018 Utopia in cantiere. Economia solidale come nuova economia politica. Il libro è stato pensato anche in preparazione del Forum sociale mondiale di Barcellona, tenuto dal 25 al 28 giugno del 2020.
[sintesi di una nota biografica elaborata dal soggetto produttore]
- Storia archivistica
- Il fondo era conservato nell'abitazione di Passuello in Roma.
- Modalità di acquisizione
- Il fondo è stato donato, su proposta di Fausto Tortora, da Franco Passuello alla Fondazione Basso nel 2025.
- Contenuto
- Il fondo permette di ricostruire percorsi fondamentali dell'esperienza politica cattolica in Italia, dell'impegno cristiano (al di fuori della Democrazia cristiana) e della solidarietà nazionale e internazionale tra gli anni Sessanta e Novanta.
Ampia parte del fondo è composta da carte relative le ACLI - Associazioni Cristiane dei Lavoratori Italiani a partire dagli anni Sessanta, che rappresentano per le ACLI un periodo di grande espansione e presenza nella società italiana; periodo in cui l'associazione consolida la sua identità attorno alle "tre fedeltà": ai lavoratori, alla Chiesa, alla democrazia, configurandosi come una vera e propria scuola di formazione civica dopo il fascismo, riconoscendosi pienamente come parte del movimento operaio.
Ricca la documentazione di convegni, congressi ACLI, in particolare i Congressi di Torino del 1969 in cui viene sancita la fine del collateralismo con la Democrazia Cristiana e proclamato per la prima volta in Italia da un'associazione cattolica il voto libero per gli iscritti e il Convegno di Vallombrosa (1970) che lancia l'"ipotesi socialista", intesa non come adesione a un partito, ma come progetto di società "a misura d'uomo", anticapitalista e orientata alla soddisfazione dei bisogni sociali.
Le carte testimoniano anche la forte forte tensione con la gerarchia ecclesiastica (provocata dalle scelte di Torino e Vallombrosa), cui segue una scissione interna (con allontanamento di Passuello).
Tale documentazione si intreccia con quella relativa alle coeve Comunità cristiane di Base, ai Cristiani per il socialismo, all'associazionismo cristiano rappresentato da riviste come «Com-Nuovi Tempi» (a cui partecipano anche figure come Linda Bimbi o Giovanni Franzoni).
Ampia la corrispondenza con altri enti, movimenti, partiti, Santa sede, tra cui si segnala la presenza del teologo Giulio Girardi.
Parte del fondo è relativa alla politica degli anni Ottanta, in cui le ACLI recuperano un nuovo rapporto con la Chiesa, favorito anche dal pontificato di Giovanni Paolo II e anni Novanta, in cui l'associazione è in prima fila nel movimento per la pace, nella cooperazione internazionale e nella promozione del Terzo Settore.
La documentazione più recente è invece inerente l'organizzazione del PDS di Walter Veltroni e la politica del Centro-sinistra, come anche testimonia l'attività di Passuello per la sicurezza sociale e per la pace.
[informazioni sulle ACLI sono tratte soprattutto da www.acli.it e www.aclimarche.it]
- Criteri di ordinamento
- Il fondo non è ordinato.
Al momento della redazione di un elenco di consistenza (2026) si è potuto verificare l'organizzazione delle carte in faldoni suddivisi per nuclei abbastanza omogenei.
- Consultabilità
- Non essendo ordinato ed essendo composto da documentazione piuttosto recente, al momento il fondo non è consultabile.
Relazioni
Soggetto produttorePassuello, Franco
Soggetto conservatoreFondazione Lelio e Lisli Basso ETS
Fondo di appartenenzaFranco Passuello
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