Lazio'900
Filippo Turati - Carlo Silvestri
Collezione / Raccolta

Metadati

Tipologia
Collezione
Data
Data:
1922 - 1926
Consistenza
Tipologia:
pezzo/i
Quantità:
41
Storia istituzionale/Biografia

Carlo Silvestri nacque a Milano 8 luglio 1893. Nel 1910, appena diciassettenne, iniziò a lavorare al «Corriere della Sera» come collaboratore per le cronache sportive, ma presto venne spostato alla cronaca politica. Vicino al pensiero socialista, fu amico di Filippo Turati e del primo Mussolini, tanto che quando questi divenne direttore del quotidiano nazionale del PSI «Avanti!» (ottobre del 1912), lo convinse a collaborarvi.
Dopo lo scoppio della prima guerra mondiale, Silvestri si appassionò alla battaglia politica tra ‘interventisti’ e ‘neutralisti’ e si schierò sulle posizioni dei primi, come d’altronde l’intero «Corriere della Sera». Si entusiasmò quindi per l’ingresso nel fronte interventista di una frazione dei sindacalisti rivoluzionari, guidata da Alceste De Ambris; seguì inoltre con partecipazione il dibattito che agitava il PSI e – come cronista politico del «Corriere» – fu testimone della drammatica seduta della sezione milanese del partito che vide l’espulsione di Mussolini. Nel dopoguerra, furono la radicalizzazione del movimento socialista e l’attrazione che la rivoluzione russa esercitava sulle masse operaie ad avvicinare Silvestri all’ala riformista del PSI (ancora guidata da Turati). Egli manifestò una particolare avversione per i socialisti di estrema sinistra che a Torino si erano riuniti intorno al settimanale «L’ordine nuovo», fondato e diretto da Antonio Gramsci. In occasione del congresso di Livorno (gennaio del 1921), dove si consumò la crisi del PSI, Silvestri bollò sul «Corriere» con parole di fuoco gli scissionisti – la corrente dei ‘comunisti puri’, guidata da Amadeo Bordiga, che diede vita al Partito comunista d’Italia – e, nel contempo, mosse forti critiche alla maggioranza massimalista, unica responsabile, a suo avviso, del clima di violenza che andava imponendosi nel Paese. In quel frangente Silvestri si schierò dalla parte di Turati, anche se apprezzò l’atteggiamento di Giacinto Menotti Serrati – leader dei ‘comunisti unitari’ –, che aveva rifiutato la richiesta, avanzata dal Partito comunista sovietico e dalla III Internazionale, di prendere parte alla scissione.
Nel ‘biennio legalitario’ del governo Mussolini (1922-24), Silvestri si rivelò un instancabile mediatore tra il capo del fascismo e l’ambiente del socialismo moderato. Nell’estate del 1923 favorì – convinto così di contribuire alla ‘normalizzazione’ del clima politico – i contatti del capo del governo con alcuni alti dirigenti della CGdL. Ma il fallimento delle complesse trattative rappresentò per Silvestri una delusione cocente, e gli fece capire che Mussolini intendeva per ‘normalizzazione’ il mero inglobamento di alcune forze nel suo progetto di allargamento del consenso al governo.
Il delitto Matteotti sembrò rompere definitivamente i rapporti tra Silvestri e Mussolini. Nel 1924 Carlo Silvestri era a capo della redazione romana del «Corriere della Sera». Quando il leader socialista fu assassinato (il 10 giugno) dopo il suo celebre e coraggioso discorso in Parlamento, Silvestri si convinse che il capo del governo avesse avuto un ruolo nell'organizzazione di quello che è ricordato come il primo assassinio politico dell'Italia unita. Il giornalista accusò apertamente Mussolini di essere il mandante dell'omicidio. Inizialmente il «Corriere» pubblicò i suoi articoli; poi ritenne opportuno prenderne le distanze. Silvestri continuò ad attaccare il capo del governo sulle colonne del quotidiano cattolico «Il Popolo». Per tale campagna di stampa venne confinato nel 1926 sull'isola di Ustica, per essere poi, nel giugno del 1928, trasferito a Lipari e, nell’agosto del 1930, a Ponza e infine a Lipari. Al confino ebbe contatti con alcuni dei primi antifascisti, tra i quali Carlo Rosselli.
Ritornato libero nel 1932, fu riammesso al giornalismo e si riavvicinò a Mussolini, ma non riuscì ad ottenere la tessera del PNF. Evidentemente il regime diffidava ancora di lui, tanto che quando l’Italia entrò in guerra (10 giugno 1940) venne anche internato. Fu rilasciato nel gennaio del 1941, ma solo grazie all’intervento di Luigi Veratti – ex socialriformista e medico personale di Mussolini –, il quale sollecitò il capo del governo a riconsiderare le posizioni politiche di Silvestri.
Dopo l'8 settembre 1943 Silvestri aiutò decine di esuli o perseguitati dal fascismo. L'organismo umanitario da lui creato fu soprannominato «Croce Rossa Silvestri». Durante la guerra di liberazione Silvestri fece da "mediatore" tra il governo di Salò e le forze della Resistenza; cercherà di avviare trattative tra Mussolini, da una parte, ed il PSIUP e il Partito d’Azione dall'altra, proponendo il passaggio dei poteri in cambio dell'esodo delle formazioni tedesche, dello scioglimento della RSI, e dell'incolumità delle famiglie dei fascisti.
Tra il 1944 e il 1945 Silvestri eseguì una lunga serie di interviste a Mussolini. Nel febbraio 1945 ebbe colloqui con Nicola Bombacci e con il prefetto Gatti. Furono visionati i documenti e dati di rilevante importanza, in grado di chiarire quel meccanismo criminoso che il 10 giugno 1924 aveva portato al rapimento e alla morte di Matteotti. Mussolini lo incaricò di creare un archivio, da mettere a disposizione degli studiosi una volta che la situazione politica si fosse stabilizzata. I successivi rinvii e la repentina fine della Repubblica Sociale Italiana impedirono la realizzazione dell'archivio. Silvestri però raccolse le parole di Mussolini nei libri che pubblicò successivamente.
Nel 1947 si celebrò il secondo processo sul delitto Matteotti. Silvestri, convocato come principale teste dell'accusa, definì Mussolini completamente innocente. La Corte d'assise romana decise di non utilizzare la sua testimonianza. Nello stesso anno uscì il suo libro-inchiesta Matteotti Mussolini e il dramma italiano. Il delitto che ha mutato il corso della nostra storia, in cui Silvestri sollevava Mussolini dalle responsabilità del delitto del deputato socialista. Ciò nonostante la sua adesione agli ideali democratici resta netta.
Morì a Milano il 4 febbraio 1955.

Negli anni del dopoguerra, Silvestri fu autore di diversi saggi. Scrisse:

  • Turati l’ha detto: socialisti e Democrazia cristiana, Milano-Roma 1946;
  • I responsabili della catastrofe italiana,1946;
  • Contro la vendetta, Milano, 1948;
  • Mussolini, Graziani e l’antifascismo: 1943-’45, Milano 1949;
  • Matteotti, Mussolini e il dramma italiano. Il delitto che ha mutato il corso della nostra storia, 1947

[Nota biografica tratta da Mauro Canali, Carlo Silvestri, in Dizionario biografico degli italiani, vol.92, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2018]

Storia archivistica

Il ritrovamento della Collezione Filippo Turati - Carlo Silvestri, composta da 32 lettere e 9 scritti, è avvenuto tra la documentazione del fondo della Direzione nazionale del PSI recuperato dalla Fondazione Bettino Craxi nel 2015.
La Collezione Turati - Silvestri insieme alla Collezione Giuseppe Garibaldi - Celso Ceretti sono di proprietà della Fondazione Bettino Craxi e sono state dichiarate di interesse storico particolarmente importante dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica del Lazio il 26 ottobre 2018.

Contenuto

La Collezione è composta da 31 lettere e 10 elaborati, nello specifico 26 lettere di Filippo Turati a Carlo Silvestri, capo della redazione romana del «Corriere della Sera», 2 lettere indirizzate alla madre, e 2 lettere autografe di Anna Kuliscioff, tra i fondatori e principali esponenti del Partito Socialista Italiano, indirizzate a Carlo Silvestri e alla madre, 1 lettera di Alessandro Chiavolini a Silvestri. Gli elaborati di Turati, risalenti al 1924-1926, sono costituiti da appunti per interviste e testi di interventi politico-parlamentari, tra i quali riveste particolare importanza l’elaborato per la commemorazione dell’assassinio di Giacomo Matteotti.

Strumenti di ricerca
Lucia R. Petese, Turati Filippo – Silvestri Carlo. Inventario della collezione, Roma, 2020
Criteri di ordinamento

La Collezione è stata ordinata in base alla tipologia documentale e secondo un ordine cronologico. Ad ogni singola scheda è stata associata l'immagine in jpg del documento descritto.

Struttura

La Collezione è strutturata in due serie e i documenti seguono l’ordine cronologico:
- Serie 1: Corrispondenza, 1922-1925
- Serie 2: Scritti, 1924-1926.

Unità di conservazione
Unità di conservazione:
Scatola
Numero / i:
1
Note

La Collezione Turati - Silvestri è stata digitalizzata, schedata e inventariata dall'archivista Lucia R. Petese e il lavoro è stato finanziato dalla Direzione Generale Archivi con il coordinamento scientifico della Soprintendenza archivistica e bibliografica del Lazio tra il 2019 e il 2020; la schedatura e l'inventariazione sono state realizzate con la piattaforma digitale Archiui nell'ambito del progetto Lazio900.

Relazioni

Soggetto produttoreSilvestri, Carlo
Soggetto conservatoreFondazione Bettino Craxi

Esplora i livelli sottostanti

Serie | 1922 - 1925CorrispondenzaFondazione Bettino Craxi
Serie | 1924 - 1926ScrittiFondazione Bettino Craxi
Hai domande su questa scheda archivistica? Se hai notato un dettaglio da approfondire, vuoi segnalare un’informazione mancante o inesatta, oppure desideri entrare in contatto con l’ente conservatore per saperne di più, inviaci la tua segnalazione. Ogni contributo aiuta a migliorare la qualità delle informazioni e a valorizzare il patrimonio archivistico.