Lazio'900
Carla Lonzi
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Fondo
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Metadati

Tipologia
Fondo
Data
Data:
1942-2003
Consistenza
Tipologia:
metro/i
Quantità:
5
Consistenza (testo libero):
(docc.5253, album 3,pubbl. 149)
Storia istituzionale/Biografia
Carla Lonzi, scrittrice e femminista italiana (Firenze 1931 - Milano 1982). Ultimati gli studi universitari, ha dato inizio a una brillante e lunga carriera come critica d’arte, per poi ricoprire un ruolo di rilievo nel nascente movimento femminista italiano. Dopo aver co-fondato il gruppo “Rivolta Femminile” (con la pubblicazione del Manifesto, 1970) e la casa editrice a esso legata, ha dato alle stampe Sputiamo su Hegel (1970) e La donna clitoridea e la donna vaginale (1971). Prima sostenitrice dell’utilità dei “gruppi di autocoscienza” e teorica del “pensiero della differenza” (secondo il quale la donna non deve aspirare ad avere gli stessi diritti dell’uomo, ma deve affermarsi in quanto soggetto differente), è stata la femminista più influente del panorama italiano. Tra i suoi lavori occorre citare anche: Autoritratto (1969); Taci, anzi parla. Diario di una femminista (1978); Vai pure. Dialogo con Pietro Consagra (1981); Scacco ragionato. Poesie dal '58 al '63 (post., 1985); Armande sono io (post., 1992). 
[nota biografica tratta da Enciclopedia Treccani - https://www.treccani.it/enciclopedia/carla-lonzi/ - link verificato 04/2026]

Marta Lonzi nasce a Firenze il 13 aprile 1938. La madre Giulia Matteini nel 1929 aveva sposato Agostino Lonzi, che al momento della nascita di Marta aveva avviato da qualche anno una piccola attività industriale. Marta nasce dopo Carla e Lidia; seguiranno i fratelli Vittorio e Alfredo.
Iscritta all’Università degli studi di Firenze, Marta si laurea in architettura con una tesi in urbanistica, sotto la guida di Riccardo Morandi e Ludovico Quaroni, protagonisti delle vicende più significative dell’architettura italiana. Superato l’esame di stato nell’ottobre 1963, si iscrive all'Ordine degli Architetti di Roma, dove nel frattempo si è trasferita dopo il matrimonio con Giancarlo Mibelli, imprenditore nel settore del legno attivo tra Roma, l’isola d’Elba e Cagliari. Nell’arco di pochi anni nascono tre figli: Ginevra, Giovanni e Giulia; Marta cerca di conciliare la nuova dimensione di madre con quella di architetto, affrontando i primi lavori da professionista. 
Tramite la sorella Carla, critica d’arte e scopritrice dell’avanguardia artistica degli anni Sessanta, Marta entra in contatto con artisti di quel periodo. Dal 1967 al 1974 è assistente alla cattedra di Composizione architettonica, con Alberto Samonà e Ludovico Quaroni, all’Università di Roma. Nella primavera del 1970 aderisce al Manifesto di Rivolta femminile, esperienza fondativa del femminismo italiano avviata da Carla Lonzi (con C. Accardi ed E. Banotti) a Roma e dilagata in altre città italiane (Milano, Torino, Genova…), quindi alla successiva creazione della omonima casa editrice a Milano nel 1971. In questi anni inizia l’elaborazione dei presupposti teorici del processo creativo “reale e non sublimato”, approccio all’architettura che si traduce nella pubblicazione del libro L’architetto fuori di sé (collana Prototipi, 1982) e sarà poi sviluppato attraverso conferenze e seminari a Strasburgo, Nancy, Berlino, La Coruña, Granada, Barcellona. Le sue riflessioni teoriche si confrontano con una ricca esperienza professionale che include la realizzazione di edifici e la ristrutturazione d’interni accanto alla partecipazione a concorsi di progettazione. Allarga poi l’indagine sul processo creativo alla crisi della città moderna, riversandola nelle considerazioni pubblicate in Autenticità e progetto (Jaca Book, 2006).
Marta muore a Roma il 9 aprile 2008.
[nota biografica tratta da Fondazione Elvira Badaracco - https://mostredigitali.fondazionebadaracco.it/it/45/nota-biografica - link verificato 04/2026]
Storia archivistica
Il materiale era presso l’abitazione umbra di Battista Lena. Si presentava contenuto in quattro scatoloni senza un ordinamento precostituito. Un primo elenco di consistenza è stato stilato da Annarosa Buttarelli e Clementina Conte dopo il deposito delle carte, prendendo visione della documentazione ed annotando in modo sistematico il contenuto.
Battista Lena aveva ricevuto i documenti della madre dalla zia Marta Lonzi, che alla morte di Carla si era prodigata nel custodire e promuovere la figura della sorella, anche attraverso le attività della casa editrice Rivolta femminile. Parte della documentazione conservata si può dunque chiaramente ricondurre alle attività di Marta Lonzie da qui la suddivisione del materiale in due grandi sezioni relative ai soggetti produttori Carla e Marta.
Nell’aprile 2018 Battista Lena consegna alla Galleria una seconda tranche del fondo, relativo alle carte conservate presso la propria abitazione di Roma e nel dicembre dello stesso anno è pervenuta una terza tranche di materiale iconografico relativo alla stesura della tesi di laurea, oltre ai dattiloscritti originali, acefali, della monografia Taci anzi parla che l’editore Et al. ha utilizzato per la sua pubblicazione (Carla Lonzi, Taci, anzi parla. Diario di una femminista, postfazione di Annarosa Buttarelli, Et al., Milano 2010).
Nel febbraio 2019 Battista Lena versava ulteriore materiale dell’archivio relativo al primo periodo di formazione di Carla Lonzi e proveniente dall’abitazione di Vittorio Lonzi, fratello di Carla. Il materiale era conservato in una scatola di cartone dell’azienda di Agostino Lonzi Virtus con stampa “Virtus tre assi”. La Virtus, azienda del padre di Carla e Marta, produceva forni di uso domestico da applicare sopra fornelli a carbone, a gas o piastre elettriche.
Il fondo, di proprietà del dott. Battista Lena, è stato affidato in custodia temporanea alla Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma (MIBACT- GAN-AMC Rep. Convenzioni Italia 13/09/2017 n. 21). Nel maggio 2024 il comodato è stato cessato, il fondo è stato prelevato dal titolare che ha voluto depositarlo presso la Fondazione Basso.
Il fondo è stato dichiarato di notevole interesse storico dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica del Lazio con decreto n. 64 del 30/10/2024.
Modalità di acquisizione
Il fondo è stato depositato da Battista Lena alla Fondazione Basso nel luglio 2024; nell'ottobre 2024 è stata sottoscritta una convenzione per gestione in comodato d'uso gratuito
Contenuto
L’archivio raccoglie i documenti prodotti e conservati da Carla Lonzi durante la sua vita e la sua attività professionale. In particolare la documentazione testimonia la vita familiare e privata, i rapporti amicali e professionali, la sua formazione, il suo impegno per Rivolta femminile e il femminismo. Si conservano dunque carteggi, materiale iconografico, fotografie e diapositive, vhs, audiocassette, dattiloscritti, appunti manoscritti, depliant, inviti, oltre a cataloghi e materiale bibliografico. La parte afferente a Marta Lonzi consta di rielaborazioni o trascrizioni di testi di Carla Lonzi e di sue corrispondenze, di documentazione relativa al lavoro di Marta Lonzi per Rivolta femminile, di corrispondenza e sua documentazione professionale. Si conserva anche una parte di materiale bibliografico.
Strumenti di ricerca
Inventario a cura di Marta Cardillo e con la collaborazione di Lucia R. Petese, Roma, 2019: nello specifico il lavoro è stato iniziato e avviato dalla dott.ssa Cardillo (dicembre 2017-marzo 2019), poi proseguito dalla dott.ssa Petese (marzo-luglio 2019).
Criteri di ordinamento
La prima azione eseguita nei confronti dei documenti è stata quella di rimuoverli dalle scatole ed è stata effettuata una preliminare analisi della documentazione suddividendola in macrocategorie, che ha permesso successivamente di iniziarne la lavorazione in maniera sistematica e con metodo. Le carte sono state esaminate ed inserite fisicamente in fascicoli provvisori per avere una concezione d’insieme del fondo. Si è cercato il più possibile di non creare fascicoli suddivisi per tipologia documentaria ma di rendere evidenti le attività, gli interessi e la storia stessa del soggetto produttorealfinedimantenerevisibileilvincolonaturaledelsusseguirsidelle carte nel tempo. I fascicoli sono dunque stati aggregati fra loro al fine di costituire le serie e le sottoserie, ossia la gerarchia della unità archiviste.
Con il secondo versamento del corpus documentale, da parte di Battista Lena (aprile 2018), si è operata un’accurata visione, anche insieme alla prof.ssa Buttarelli, della documentazione, la quale è stata suddivisa per raggruppamenti logici. Laddove possibile, le carte così raggruppate sono state inserite congruamente nei fascicoli già presenti ed oggetto della prima fase del lavoro di ordinamento; ove necessario, la struttura è stata invece integrata con le nuove acquisizioni riplasmando e rimettendo in discussione l’alberatura. Questo hacomportatounamodificaedunospostamento logico di alcuni documenti, per una più precisa aderenza alla comprensibilità del fondo. Da qui ne è scaturita anche una relativa movimentazione fisica delle carte con il conseguente riposizionamento dei fascicoli nei faldoni, che, chiaramente, sono accresciuti di numero. Al fine di mantenere traccia della differente provenienza del patrimonio di Battista Lena, la documentazione conservata a Roma è stata identificata mediante una piccola R (R[oma]) apposta sull’angolo in basso a destra delle camicie o dei fascicoli. Il fondo risulta dunque condizionato ad esclusione dei documenti fuori formato.
Un ulteriore versamento dell’archivio da parte del figlio ha riguardato materiale iconografico relativo alla stesura della tesi di laurea, oltre ai dattiloscritti originali, acefali, della monografia Taci anzi parla. È stato quindi inserito nella specifica unità archivistica della Serie 2 Formazione, il nuovo materiale iconografico, aggiornando congruamente i dati.
Infine con l’arrivo in Galleria dell’ultima parte dell’archivio, nel febbraio 2019, si è avviata l’ultima fase di riordino e inventariazione. Le carte afferivano al periodo della formazione di Carla Lonzi e al primo periodo della sua attività professionale. Molta la corrispondenza pervenuta sia a livello familiare che professionale, oltre ad appunti di studio e di ricerca. La struttura dell’archivio non ha subito alcuna modifica durante la lavorazione di quest’ultima documentazione, ma molte delle unità archivistiche esistenti sono cresciute di consistenza e, soprattutto per la corrispondenza, ne sono state create delle nuove.
Lasecondasezionedelfondo, quellorelativoa Marta Lonzi, èstata oggetto di un’accurata analisi tanto da riuscire a delineare il naturale vincolo di legame dei documenti. Dopo la morte di Carla, infatti, Jaqueline Vodoz ha collezionato la sua produzione scritta, effettuandone la trascrizione e la rielaborazione. Ha dunque improntato una prima organizzazione degli scritti. La stessa Jacqueline, su richiesta di Marta, ha inviato il materiale alla sorella di Carla la quale, dopo avere elaborato al computer gli elenchi della Vodoz, ha suddiviso la documentazione per tipologia documentaria. In parte tale documentazione è pervenuta già fascicolata: in questo caso sono state mantenute le disposizioni per rendere testimonianza del lavoro effettuato. Il lavoro di ordinamento ha quindi riguardato parte di questo materiale che non era più in ordine e per il quale si è potuto risalire all’ordinamento originale grazie proprio alle segnature della Vodoz. Il restante corpus documentale della sezione II è stato ordinato e schedato in base alla tipologia e al contenuto delle carte sia in base all’attività di Marta Lonzi.
Sono stati dunque separati i documenti fuori consultazione relativi al materiale interdetto all’accesso secondo la normativa vigente. Va notato, in ogni caso, che il fondo toutcourt si presenta con particolari caratteristiche in quanto ciò che appartiene alla sfera privata, specialmente quando ci avviciniamo al femminismo, diventa ambito professionale portando allo slittamento di questi due piani uno sull’altro.
Struttura
Il fondo si articola in:
Sezione I: Carla Lonzi
-    Serie1: Documentazione privata sottoserie1: Gestione personale sottoserie 2: Famiglia
sottoserie 3: Vita privata sottoserie 4: Rapporti amicali sottoserie5: Vacanze e viaggi
-    Serie 2: Formazione sottoserie1: Scolastica
sottoserie2: Universitaria
sottoserie3: RapportoconMarisaVolpi
-    Serie3: Attività professionale
sottoserie1: Attività derivante dal lavoro di tesi sottoserie 2: Studi e ricerche
sottoserie3: Rapporti professionali sottoserie 4: Produzione scritta
-    Serie4: Rivolta femminile e femminismo sottoserie 1: Rapporti epistolari sottoserie 2: Approfondimenti
sottoserie 3: Produzione scritta e orale sottoserie 4: Rivolta femminile sottoserie 5: Rassegna stampa

Sezione II: Marta Lonzi
-    Serie 1: Carla Lonzi sottoserie1: Trascrizioni
sottoserie2: Monografie pubblicate da Rivolta femminile sottoserie 3: Attività su Carla Lonzi
-    Serie2: Rivolta femminile
-    Serie3: Corrispondenza
-    Serie4: Documentazione professionale Sezione III: Biblioteca.
Consultabilità
Il Fondo è liberamente consultabile, salve le limitazioni previste dalla legislazione per la tutela del diritto alla riservatezza e all'identità personale. ENG: The fonds are free to consult, except under legal restrictions regarding preservation of privacy and personal identity.
Note
La scheda del fondo (ad esclusione delle notizie successive al maggio 2024) è stata redatta a cura della Galleria nazionale di arte moderna e contemporanea - GNAMC.

Relazioni

Soggetto produttoreLonzi, Carla
Fondo di appartenenzaCarla Lonzi
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